Una rubrica per restare aggiornati sulle novità aziendali, che la redazione ha avuto modo di degustare nell’ultimo periodo. Per la maggior parte si tratta di referenze al debutto sul mercato, ma possono essere anche edizioni speciali oppure restyling stilistici o del packaging. Il prezzo si intende medio in enoteca.
Vermentino 100%
Da vecchie vigne tra i 400 e i 500 m di altezza a Calangianus, ai piedi del Monte Limbara, con vista sull’isola di Tavolara. Allevamento a spalliera con potatura a Guyot su terreni a disfacimento granitico che beneficiano di una ventilazione costante ed escursioni termiche giorno/notte fino a 15-20 °C. Raccolta delle uve alle prime luci dell’alba, quando sugli acini è ancora presente la rugiada (in dialetto Selenu), posticipata tra la metà e la fine di ottobre. Il 10-15% della massa è rappresentato da uve botritizzate di tre annate precedenti, 2020, 2021 e 2022. Diraspatura, pressatura soffice, fermentazione in acciaio con 6 mesi di permanenza a contatto con i propri lieviti e bâtonnage ogni 3 settimane, poi 1 anno di affinamento in acciaio.
Questa special edition è nata per festeggiare le prime 10 vendemmie di Selenu, bianco premium aziendale nonché il punto di partenza del progetto della famiglia Gregu (cominciato ufficialmente nel 2011) e il simbolo della sua personale visione e interpretazione della Gallura. Giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli, naso di fiori bianchi, macchia mediterranea, frutta gialla matura, richiami minerali e balsamici. In bocca è ricco, rotondo, complesso, appagante nel suo raffinato equilibrio tra avvolgenza e freschezza. Identità territoriale in primo piano e lungo finale vegetale che approfondisce il sorso. La decima edizione è stata celebrata con un restyling dell’etichetta: una veste rinnovata, più elegante e luminosa, con una X che richiama il traguardo delle prime dieci vendemmie.
Coda di Volpe 100%
Le vigne, impiantate nel 2009, sorgono tra le colline di Villamaina (Avellino), a 500 metri sul livello del mare. Suoli argilloso-sabbiosi, caratterizzati da sabbie scure e vene sulfuree. Esposizione a nord-est, 4.500 ceppi per ettaro con allevamento a spalliera e potatura a Guyot. Dopo la raccolta, le uve vengono trasferite in cantina e lasciate riposare in celle frigorifere per circa 12 ore. Seguono la diraspatura e pressatura è soffice. La fermentazione si svolge in parte in acciaio e in parte in tonneaux di rovere francese, dove il vino resta per 12 mesi. Poi 6 mesi in acciaio inox sui lieviti fini e altri 6 mesi in bottiglia.
Coda di Volpe è una delle uve a bacca bianca più antiche della Campania, già nota in epoca romana. Il nome è legato alla forma del grappolo, allungata e compatta, che lascia pensare alla coda di una volpe. Considerata a lungo una cultivar minore, oggi questa varietà viene riscoperta e apprezzata per la sua capacità di esprimere con autenticità i territori interni dell’Irpinia. Colore giallo paglierino brillante. Bouquet ampio e vivace di gelsomino, frutta a polpa bianca, menta, eucalipto, con richiami leggermente affumicati e sulfurei sul finale. Il sorso è vivo, vibrante, scorrevole, vellutato, con un’agile struttura che accompagna la beva. Freschezza, equilibrio e finezza. Interpretazione attuale e avvincente di un vitigno storico e tradizionale. Solo 1.190 bottiglie numerate per questa prima edizione.
Glera 85%, Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay 15%
Da vigneti situati tra i 230 e i 320 metri sulla preziosa collina del Cartizze, che poggiano su suoli ricchi di argille, arenarie e quarziti. La selezione accurata delle parcelle che compongono il blend e l’attenta gestione delle fermentazioni e della presa di spuma mirano alla creazione di un profilo più teso, fresco e minerale rispetto alle interpretazioni tradizionali del Cartizze, più morbide e dosate. Qui lo zucchero residuo scende a meno di 2 g/l per valorizzare l’identità varietale e l’impronta territoriale delle uve. Fermentazione a 16-18 °C, sosta sulle fecce, presa di spuma in autoclave dove riposa per 1 mese prima dell’imbottigliamento.
Con questa nuova referenza, che ha debuttato lo scorso Vinitaly, Val d’Oca amplia la linea Heritage e segna il punto di arrivo del suo percorso sulle versioni a dosaggio più secco del Valdobbiadene Prosecco Superiore per una lettura più essenziale e contemporanea della Docg. Giallo paglierino luminoso con riflessi verdognoli, perlage fine e persistente. Bouquet di glicine e fiori bianchi, pera, mela verde, pompelmo rosa. In bocca è snello, verticale, vibrante nella sua marcata sapidità e acidità. Chiusura fruttata e persistente. È un prodotto destinato al canale Horeca e in particolare alla ristorazione. La prima edizione, con la vendemmia 2025, è di 3.990 bottiglie.
Chardonnay 100%
I vigneti sono situati fra i 400 e i 600 metri sulle le colline di Pressano, nel comune di Lavis, e in Val di Cembra, due zone particolarmente vocate per la produzione di basi spumante grazie alla ventilazione e alle forti escursioni termiche giorno/notte. I suoli sono composti da marne rosse di origine dolomitica nella zona di Pressano, mentre in Val di Cembra la prevalenza è di terreni franco-sabbiosi e porfirici di origine vulcanica. La prima fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata. Segue un affinamento di 8 mesi in acciaio sui lieviti con frequenti bâtonnage. A seguire, seconda fermentazione in bottiglia, con tiraggio eseguito nel mese di maggio dell’anno successivo alla vendemmia, e ben 100 mesi di affinamento sui lieviti.
Cento è l’ultimo tassello di un progetto spumantistico votato all’eccellenza che la famiglia Guerrieri Gonzaga, già titolare della Cantina trentina San Leonardo, ha avviato 11 anni fa. Dopo l’uscita di Cuvée Pietra e Riserva Privata, rispettivamente 36 e 60 mesi sui lieviti, con questa nuova etichetta la ricerca sulla longevità e sulla capacità evolutiva dello Chardonnay trentino coltivato in quota si è spinta fino ai 100 mesi di affinamento. Nel calice il tempo si trasforma in un elemento di stile, capace di amplificare profondità, complessità e persistenza senza compromettere eleganza, precisione e tensione. Perlage finissimo e persistente, bouquet di scorza di limone, pesca bianca, pistacchio, miele d’acacia, guscio d’ostrica, miele di tiglio. In bocca la grazia si somma alla potenza. Poco più di 1.000 bottiglie per una limited edition preziosa ed esclusiva.
Garganega, Cortese e Trebbiano toscano
Le viti crescono nel comune di Sommacampagna, a sud-est del lago di Garda, su colline di origine morenica con terreni calcarei, argillosi e ghiaiosi. L’altitudine è tra i 100 e i 150 metri e il sistema di allevamento a Guyot. Il mosto fermenta prima in acciaio e poi in tonneau da 500 litri dove svolge la malolattica. A seguire, sosta di alcuni mesi sulle fecce fini con bâtonnage regolari e assemblaggio in serbatoi inox. Dopo 2 anni dalla vendemmia, in primavera il vino viene messo in bottiglia dove riposa altri 6 mesi prima della commercializzazione.
Con la vendemmia 2022 il Bonomo Sexaginta, storica etichetta aziendale, passa da Custoza Superiore a Custoza Riserva grazie a un affinamento prolungato che regala maggiore ricchezza, struttura e profondità gusto-olfattiva alla beva. La novità è stata presentata in anteprima a Vinitaly e sarà sul mercato a partire dall’autunno, dopo la necessaria permanenza in cantina. Di colore giallo oro intenso, con un bouquet seducente di fiori bianchi, frutta gialla matura, pompelmo rosa, albicocca essiccata, miele d’acacia, alloro, nespole e un ricordo d’incenso. In bocca è avvolgente, caldo, deciso, piacevolmente sapido con un’inconfondibile nota minerale che resta il marchio di fabbrica della Cantina e del terroir. Finale ricercato, lungo e mentolato.
diverse varietà a bacca rossa
Le uve provengono dai vigneti di proprietà e da quelli dei 60 soci conferitori dislocati in tutto l’Alto Adige e coltivati secondo i principi della viticoltura biologica e biodinamica. Gli impianti si trovano tra i 210 e i 480 metri, perlopiù su terreni di roccia vulcanica e ricchi di calcale. Il vino è parte di un percorso che Alois Lageder porta avanti insieme ai propri partner da oltre vent’anni e guarda a un’agricoltura fondata sulla salubrità del suolo, la biodiversità e il rispetto per l’ambiente e le generazioni future. Il blend è composto da varietà autoctone e internazionali di diverse vendemmie. Fermentazione e affinamento in acciaio inox con malolattica svolta, presa di spuma secondo il Metodo Charmat. 12,5% vol. alcolico, acidità 6 g/l e dosaggio 12,5 g/l.
Come già Misto Mare (lanciato nel 2025), anche Rosso Mosso nasce da un approccio aperto e libero che guarda al vino rosso da una prospettiva diversa dando vita a una bollicina Extra Dry immediata ma di carattere, leggera e al tempo stesso identitaria. Colore rosso rubino brillante con riflessi violacei e perlage fine e vivace. Bouquet fresco e fruttato, con sentori di frutti di bosco, lampone, erbe balsamiche, rabarbaro e corniolo. In bocca la tensione è dinamica, la texture è succosa, sapida, con un sorso equilibrato dalla presenza delle bollicine e da una leggera componente fenolica. Da servire fresco, intorno agli 8-10 °C. L’etichetta è firmata dall’artista finlandese Klaus Haapaniemi e si ispira alle origini geologiche dell’Alto Adige, che circa 200 milioni di anni fa era coperto dal mare.
Nebbiolo 100%
Da un appezzamento di 1,5 ettari impiantato a Costigliole d’Asti nel 2020. Iollarum è l’antico nome con cui, nello stradario locale del 1428 (restaurato con il contributo aziendale e conservato presso l’edificio municipale del comune astigiano), veniva identificata la zona, storicamente vocata alla viticoltura. Macerazione di circa 12 giorni con fermentazione alla temperatura di 27 °C, malolattica svolta e affinamento di 1 anno per il 50% della massa in serbatoi di ceramica e per il 50% in barrique di rovere francese.
Rosso rubino luminoso, al naso richiami di viola, lampone, piccoli frutti rossi, note terrose di radice, sottobosco, erbe balsamiche, polvere di cacao, tabacco biondo. L’affinamento in ceramica ha preservato la freschezza mentre il passaggio in rovere ha permesso un’evoluzione lenta, senza sovrastare l’espressione varietale. Al palato il sorso è strutturato senza risultare imponente, l’acidità viva e la trama tannica setosa aggiungono eleganza e definizione. Bell’equilibrio e chiusura lunga in cui ritornano le note balsamiche. L’etichetta è concepita come un racconto visivo ispirato al documento storico del 1428: un vortice di parole in latino che richiama mappe, percorsi e stratificazioni. Questa prima annata è stata prodotta in circa 6.000 bottiglie, con una potenzialità futura fino a 12.000.
È il primo spumante della linea Grapur, il progetto di Mack & Schühle Italia nato con l’obiettivo di promuovere un consumo più consapevole e circolare attraverso vini a bassa gradazione alcolica, ridotto apporto calorico, certificati bio e vegan. La scelta dei vigneti e delle varietà è volta a ottenere uve adatte alla produzione di vini a basso contenuto zuccherino, ma al tempo stesso caratterizzati da buona acidità. La presa di spuma avviene con Metodo Charmat, rifermentazione in autoclave è di circa 40-50 giorni.
Colore giallo paglierino, perlage delicato e persistente, bouquet di fiori bianchi, scorza di limone, mela verde, pera, richiami minerali in sottofondo. In bocca è agile e scattante, con un’acidità vivace che ne esalta la bevibilità e un finale pulito e sapido. La gradazione alcolica è intorno ai 9,5% vol. Da ricordare anche il packaging: la bottiglia realizzata da Verallia ha un peso ridotto di 550 g, mentre le chiusure Nomacorc Ocean di Vinventions e le etichette Ocean Action di Upm Raflatac sono prodotte con plastica riciclata recuperata dalle aree costiere. Approccio green anche per le finiture, curate da Luxoro, e per l’imballaggio in cartone riciclato, firmato Ondulkart.