Una rubrica per restare aggiornati sulle novità aziendali, che la redazione ha avuto modo di degustare nell’ultimo periodo. Per la maggior parte si tratta di referenze al debutto sul mercato, ma possono essere anche edizioni speciali oppure restyling stilistici o del packaging. Il prezzo si intende medio in enoteca.
Enantio 100%
Le piante di Enantio crescono a Mama d’Avio, ai piedi del versante orientale del monte Baldo, un territorio noto per la sua biodiversità. Si tratta di un micro-vigneto di 0,3 ettari con viti a piede franco che superano gli 80 anni e sono allevate a pergola doppia trentina. La vendemmia manuale avviene a metà settembre e la vinificazione si svolge esclusivamente in serbatoi di acciaio inox. Il grado alcolico naturale è di 10,5 °C.
L’Enantio (chiamato anche Lambrusco a foglia frastagliata, pur non avendo alcun legame con la famiglia di uve emiliane) è un’antica varietà autoctona della Bassa Vallagarina, oggi coltivata solo nel territorio della Terra dei Forti, al confine tra Veneto e Trentino Alto Adige. La tradizione lo vuole vinificato in rosso in purezza o in blend, per dar vita a vini di importanti e di carattere; Letrari ha scelto di darne un’interpretazione inedita con l’obiettivo di «scardinare l’idea che un vino storico debba essere complesso o difficile. Con la versione rosata vogliamo esprimere la freschezza e l’autenticità del vitigno da cui deriva, ma con una semplicità che lo rende perfetto per il gusto moderno», spiega la titolare Lucia Letrari. Colore cremisi, profumo fragrante e vivace con richiami di piccoli frutti rossi, ribes, arancia sanguinella, su sfondo di fieno e erbe officinali. Al palato è piacevolmente sapido, aggraziato, di buon corpo, ampio nel sorso e balsamico nel finale. La prima annata 2025 è stata prodotta in 800 bottiglie, con un potenziale per gli anni a venire di 2.000 al massimo.
Viognier 100%
Le viti si trovano nel comune di Vaglio Serra (Asti), nell’Alto Monferrato, e crescono su terreni sabbiosi con marne argillose a un’altitudine di 250 metri. Le esposizioni sono est e ovest, con sistema a Guyot e 4.500 ceppi per ettaro. Vendemmia a inizio settembre, pressatura soffice, separazione del mosto limpido, travaso in vasche di acciaio inox e fermentazione di circa 20 giorni da 15 a 17 °C. Successivamente il vino passa in vasche di cemento per circa 5 mesi prima dell’imbottigliamento, con altri 3 mesi di riposo in cantina prima della commercializzazione.
Lipiai è un toponimo e indica una collina di Vaglio Serra con un ampio terreno pianeggiante sulla sommità, dove un tempo i ragazzi del paese si dedicavano al gioco della lippa, passatempo popolare di origine medievale (approssimabile al baseball) che prevede l’uso di un bastone di legno da impugnare e un altro legno da colpire. La scelta del nome richiama quindi il senso di convivialità, di leggerezza e spensieratezza con cui approcciare la beva. Giallo paglierino brillante, ha un bouquet vivace e rinfrescante di biancospino, fiori d’acacia e di cedro, poi note muschiate, fruttate di pesca, albicocca, mango, con richiami di nocciole tostate e miele di tiglio in sottofondo. In bocca è suadente, avvolgente, senza però perdere la sua freschezza e leggiadria (lo dimostra anche la gradazione alcolica contenuta, intorno ai 12,5% vol.). Finale piacevolmente sapido e minerale.