Una rubrica per restare aggiornati sulle novità aziendali, che la redazione ha avuto modo di degustare nell’ultimo periodo. Per la maggior parte si tratta di referenze al debutto sul mercato, ma possono essere anche edizioni speciali oppure restyling stilistici o del packaging. Il prezzo si intende medio in enoteca.
Barbera, Canaiolo e Ottavianello in parti uguali.
Dopo la prima edizione dedicata alle uve bianche Verdicchio, Pecorino e Grillo, ecco la seconda edizione di Syn, il progetto sinergico e multi-territoriale dell’enologo consulente Marco Mascellani. Le protagoniste dell’uvaggio sono tre varietà a bacca rossa: la Barbera di Cantina Scuropasso in Oltrepò Pavese, il Canaiolo di Fattoria Casabianca nei Colli Senesi e l’Ottavianello di Menhir Marangelli, in Salento. Le uve vengono raccolte in contemporanea e trasportate tramite un mezzo refrigerato in Puglia, dove il winemaker ha la sua base operativa. Dopo una notte in cella frigorifera, i grappoli vengono pigiati e lasciati in criomacerazione pre-fermentativa per 3 giorni in acciaio. Le varietà sono vinificate insieme, la fermentazione alcolica si svolge a 22-23 °C, con macerazione di 10 giorni e follature quotidiane. Poi il vino viene diviso in due masse: metà prosegue l’iter in acciaio, metà in barrique di rovere francese a grana fine e leggermente tostate. Solo la quota maturata in legno svolge la malolattica. L’affinamento si protrae per 10 mesi, poi assemblaggio finale e un ulteriore riposo di qualche mese in bottiglia.
Colore rosso rubino brillante, bouquet seducente di viola, lampone, ribes nero, nocciola, erbe balsamiche, sottobosco. In bocca è ampio, fresco, teso, materico con una trama tannica setosa e profonda. La Barbera apporta acidità e frutto, il Canaiolo aggiunge eleganza e morbidezza, l’Ottavianello intensità aromatica e un’inconfondibile aromaticità mediterranea. Il risultato è un rosso giocato sul bilanciamento e sulla misura, solido e ricercato, con un lungo finale dal timbro speziato e minerale. La bottiglia è in vetro 100% riciclato e la chiusura con tappo tecnico dalla carbon footprint negativa. L’approccio green si concretizza anche con la compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dal processo produttivo con la piccola “foresta Syn”, gestita in collaborazione con la piattaforma Treedom. Solo 980 bottiglie, che si possono acquistare sul sito ufficiale del progetto Syn e nel canale Horeca.
Passerina 100%
Dai vigneti di Ripatransone (Ascoli Piceno) in Contrada Paggiole situati tra i 280 e i 400 metri di altitudine. I terreni sono misti e sciolti con presenza di calcare; 4.000 ceppi per ettaro con potatura a Guyot e resa di 90/100 quintali per ettaro. Dopo la vendemmia, i grappoli selezionati vengono stoccati in celle frigorifere dai 5 ai 10 giorni a 0 °C. Segue una diraspatura e spremitura soffice in assenza di ossigeno con resa di circa il 50%. Fermentazione a 15 °C per 1 mese, affinamento con bâtonnage in acciaio per 2-3 mesi.
Tempo di restyling per questa storica referenza dell’azienda Le Caniette che ha rinnovato il suo packaging con l’obiettivo di avvicinarsi maggiormente alle nuove generazioni di consumatori. I principali cambiamenti riguardano l’adozione del tappo Stelvin e la scelta di un label di dimensioni più piccole che lo rende più minimal ed elegante. Sulla retroetichetta è stato posizionato un qr code che punta a una playlist Spotify dedicata, pensata per accompagnare la degustazione con un’esperienza multisensoriale. «Non più solo vino, ma un momento da vivere con gusto e musica», sintetizza il titolare Giovanni Vagnoni. «Con questo restyling vogliamo avvicinarci ai giovani, offrendo loro un vino che non è solo da bere, ma da vivere. La musica e il vino sono linguaggi universali: unirli significa creare emozioni e momenti indimenticabili».
Nel calice un bianco sapido, di colore giallo paglierino, con un intenso bouquet di fiori d’acacia, pera, arancia, ed erbe balsamiche. In bocca la freschezza dà grinta a un sorso di buona morbidezza e persistenza.