Una rubrica per restare aggiornati sulle novità aziendali, che la redazione ha avuto modo di degustare nell’ultimo periodo. Per la maggior parte si tratta di referenze al debutto sul mercato, ma possono essere anche edizioni speciali oppure restyling stilistici o del packaging. Il prezzo si intende medio in enoteca.
Fiano 100%
Da vigneti di Fiano, clone Avellino, situati in zona Copertino (Lecce) tra i 30 e i 60 metri di altezza. Impianti a cordone speronato su terreni di argille di varia composizione che poggiano sopra pietra calcarea dura o tufacea. La vendemmia si svolge tra la seconda e la terza decade di agosto. Segue una vinificazione in bianco con pressatura soffice e una fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata. Affinamento in acciaio e cemento sui lieviti per alcuni mesi prima dell’imbottigliamento.
Nel Medioevo ad censum venivano chiamati i terreni soggetti a tassazione. Spesso le rendite ai signori e agli enti religiosi erano versate in natura e il vino era una delle forme di tributo più gradite. Bianca dei Censi ricorda quel legame antico tra il sacrificio del lavoro e la ricchezza della terra, declinandolo in un bianco dallo stile moderno e disimpegnato. Di colore giallo paglierino brillante, ha un bouquet intenso di fiori bianchi, acacia e glicine, seguiti da richiami fruttati di mela, pera, arancia, mango, poi erbe aromatiche e accenni minerali. In bocca è ampio, di buona struttura, dotato di sapidità rinfrescante e timbrica mediterranea. Una bella interpretazione d’autore del Fiano, che in Salento sta trovando un’identità tutta sua. «Questo vino nasce in occasione dei primi 30 anni della Cantina, si collega al rebranding della veste grafica aziendale ed è il primo di una serie di etichette che coniugheranno eredità storica, valorizzazione del territorio e racconto del cambiamento senza dimenticare le radici». A parlare sono i fratelli Stefano e Renata, eredi dell’enologo irpino (ma salentino di adozione) Severino Garofano, scomparso nel 2018, che ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione della viticoltura pugliese.
Pinot nero 60%, Chardonnay 40%
Da 6 ettari di vigne situate sulla dorsale collinare che va da Strevi (Alessandria) a Castino (Cuneo), su suoli di marne grigio-biancastre ad alta componente calcarea. Dopo la vendemmia, che inizia verso la metà di agosto, si procede con la pressatura soffice, la decantazione statica a freddo e la fermentazione in acciaio senza lo svolgimento della malolattica. A seguire, la cuvée affina per oltre 48 mesi sui lieviti, sboccatura à la glace, almeno 3 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Questa nuova cuvée millesimata si pone al vertice del progetto aziendale per identità territoriale, eleganza e capacità evolutiva. Perlage fine e persistente, profilo olfattivo composito dove trovano posto il mughetto, la buccia di bergamotto, la frutta a polpa gialla matura, le spezie dolci, seguiti da richiami di piccola pasticceria, mandorle tostate e pietra focaia. Al palato, l’assenza di dosaggio mette in evidenza la tensione e la purezza espressiva. L’acidità è ben integrata, la beva ampia e cremosa, con un lungo finale sapido e agrumato. Una bollicina da gustare subito o lasciare evolvere qualche altro anno in cantina, con la sicurezza che il tempo saprà solo renderla ancora più complessa.