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La nuova generazione del vino italiano sulla copertina di Wine Spectator

La nuova generazione del vino italiano sulla copertina di Wine Spectator

La rivista americana Wine Spectator dedica la copertina di aprile ai giovani del vino italiano – un tema già al centro della nostra monografia Il vino secondo i giovani. In primo piano l’immagine di cinque tra i 12 protagonisti della cover story “Italy’s Next Generation”: Bernardo Manetti (Fontodi), Julia e Karoline Walch (Elena Walch), Miriam Lee Masciarelli e Giovanni Gaja. Le altre Cantine coinvolte nel servizio sul passaggio generazionale nelle nostre aziende vitivinicole sono: la piemontese Bruno Rocca, la veneta Villa Sandi, la friulana Marco Felluga, le toscane Casanova di Neri, Castello di Ama e Fattoria Le Pupille, la lucana D’Angelo e la siciliana Donnafugata. È una tradizione ormai consolidata quella di Wine Spectator di mettere l’Italia del vino sulla copertina del mese di Vinitaly, dove il magazine organizza l’evento di apertura Opera Wine.

Marilisa Allegrini inaugura lo Spazio Villa Della Torre e Palazzo Te a Mantova

Marilisa Allegrini inaugura lo Spazio Villa Della Torre e Palazzo Te a Mantova

Il bistrot di Palazzo Te a Mantova riapre (tutti i giorni dalle 9 alle 19) dopo un’attenta ristrutturazione a cura di Marilisa Allegrini. Si tratta dell’ennesimo tassello della partnership che dal 2022 lega Villa Della Torre, l’azienda del gruppo in Valpolicella, a Palazzo Te e che ha dato alla luce una linea dedicata composta da: Lugana Camera di Amore e Psiche, Valpolicella Superiore Camera dei Giganti e Amarone Camera del Sole e della Luna. A questi si aggiunge oggi uno Champagne Extra Brut, che è tra le referenze proposte a Spazio Te insieme alle altre del gruppo. La riapertura di Spazio Te è «un passo importante nel percorso con cui Palazzo Te si apre alla città» (sono le parole del direttore Stefano Baia Curioni), che prevede anche l’organizzazione di «incontri culturali, degustazioni ed eventi, che coinvolgeranno i cittadini e arricchiranno l’offerta per i visitatori», commenta Caterina Mastella Allegrini, curatrice del progetto.

Master Winemaker 100: ben 7 tra i migliori enologi sono italiani

Master Winemaker 100: ben 7 tra i migliori enologi sono italiani

Tanti i riconoscimenti conquistati dall’Italia al concorso internazionale “Master Winemaker 100” 2026 del magazine Uk The Drinks Business. I nostri migliori enologi premiati nelle diverse categorie sono ben sette. Tommaso Maggio di Cantine Florio è Master Winemaker of the Year, il massimo riconoscimento, e ha vinto anche per la categoria Best Fortified Wine. Gli altri premi sono andati a: Alessandro Gallo di Castello di Albola (Best Organic & Vegan Wine), Stefano Ferrante di Bisol1542 (Best Prosecco), Francesca Giuggioli di San Felice (Best Sangiovese), Marco Fantinel di Fantinel – La Roncaia (Best Pinot grigio), Christian Coco di Poggio al Tesoro – Marilisa Allegrini (Autumn Tasting Award) e Stefano Inama dell’omonima Cantina (Travel Retail Award). Nella foto i premiati sono in ordine di citazione. Nella lista dei Top 100 figurano anche Matteo Giustiniani (Avignonesi), Matteo Bagnoli (Banfi), Graziana Grassini (Giusti Wine) e Alberto Stella (Ruffino).

Cristina Mercuri è la prima donna italiana Master of Wine

Cristina Mercuri è la prima donna italiana Master of Wine

Cristina Mercuri è stata proclamata Master of Wine (MW), diventando la prima donna italiana a ottenere uno dei titoli più rigorosi e selettivi del panorama enologico internazionale. Founder e Ceo di Mercuri Wine Club, società di consulenza per Cantine, consorzi e aziende e academy di formazione, è anche wine editor per Forbes Italia e giudice del Decanter World Wine Awards. È diplomata Wset e ha anche un background legale come avvocato di diritto internazionale. È tra le voci italiane del vino più seguite online, su Instagram e Threads (@cristinamercuri_wine). Ha terminato il suo percorso di studi MW con la tesi: “Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922–1942)”. Enotria è stata la prima rivista italiana specializzata sul vino. (Foto © D. Antonucci)

Joseph Drouhin, stella di Borgogna, entra nel catalogo Ghilardi

Joseph Drouhin, stella di Borgogna, entra nel catalogo Ghilardi

Maison Joseph Drouhin, tra le Cantine più autorevoli della Borgogna, e Domaine Drouhin Oregon, l’avventura oltreoceano della stessa proprietà, da oggi saranno distribuite in esclusiva dalla bergamasca Ghilardi Selezioni. Forte di oltre 140 anni di storia, la Maison francese possiede 100 ettari – un’enormità – coltivati in regime biologico nei più prestigiosi climat borgognoni: da Mâcon a Chablis, toccando la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, e include ben 14 Grand Cru e 25 Premier Cru. In Oregon la famiglia Drouhin applica lo stesso approccio borgognone con espressioni inedite di Chardonnay e Pinot nero. Nel portfolio Ghilardi, Joseph Drouhin si affianca a nomi come Champagne Taittinger, Henri Giraud, Gérard Bertrand e a un’ampia selezione di Bordeaux.

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