Tanti i riconoscimenti conquistati dall’Italia al concorso internazionale “Master Winemaker 100” 2026 del magazine Uk The Drinks Business. I nostri migliori enologi premiati nelle diverse categorie sono ben sette. Tommaso Maggio di Cantine Florio è Master Winemaker of the Year, il massimo riconoscimento, e ha vinto anche per la categoria Best Fortified Wine. Gli altri premi sono andati a: Alessandro Gallo di Castello di Albola (Best Organic & Vegan Wine), Stefano Ferrante di Bisol1542 (Best Prosecco), Francesca Giuggioli di San Felice (Best Sangiovese), Marco Fantinel di Fantinel – La Roncaia (Best Pinot grigio), Christian Coco di Poggio al Tesoro – Marilisa Allegrini (Autumn Tasting Award) e Stefano Inama dell’omonima Cantina (Travel Retail Award). Nella foto i premiati sono in ordine di citazione. Nella lista dei Top 100 figurano anche Matteo Giustiniani (Avignonesi), Matteo Bagnoli (Banfi), Graziana Grassini (Giusti Wine) e Alberto Stella (Ruffino).
Cristina Mercuri è stata proclamata Master of Wine (MW), diventando la prima donna italiana a ottenere uno dei titoli più rigorosi e selettivi del panorama enologico internazionale. Founder e Ceo di Mercuri Wine Club, società di consulenza per Cantine, consorzi e aziende e academy di formazione, è anche wine editor per Forbes Italia e giudice del Decanter World Wine Awards. È diplomata Wset e ha anche un background legale come avvocato di diritto internazionale. È tra le voci italiane del vino più seguite online, su Instagram e Threads (@cristinamercuri_wine). Ha terminato il suo percorso di studi MW con la tesi: “Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922–1942)”. Enotria è stata la prima rivista italiana specializzata sul vino. (Foto © D. Antonucci)
Maison Joseph Drouhin, tra le Cantine più autorevoli della Borgogna, e Domaine Drouhin Oregon, l’avventura oltreoceano della stessa proprietà, da oggi saranno distribuite in esclusiva dalla bergamasca Ghilardi Selezioni. Forte di oltre 140 anni di storia, la Maison francese possiede 100 ettari – un’enormità – coltivati in regime biologico nei più prestigiosi climat borgognoni: da Mâcon a Chablis, toccando la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, e include ben 14 Grand Cru e 25 Premier Cru. In Oregon la famiglia Drouhin applica lo stesso approccio borgognone con espressioni inedite di Chardonnay e Pinot nero. Nel portfolio Ghilardi, Joseph Drouhin si affianca a nomi come Champagne Taittinger, Henri Giraud, Gérard Bertrand e a un’ampia selezione di Bordeaux.
Global Choice Award di Komoot, la più grande App di mappe e sentieri da trekking del mondo con 50 milioni di utenti, premia il Cammino minerario di Santa Barbara in Sardegna, con una menzione speciale per il Sentiero del Carignano del Sulcis (che abbiamo presentato qui). Il riconoscimento valorizza un progetto tutto italiano: un itinerario ad anello di oltre 500 chilometri nel Sudovest dell’isola, che attraversa paesaggi, miniere, foreste e vigneti e che tocca anche 15 Cantine del Sulcis. Per celebrare l’avvenimento, la Fondazione del Cammino mette a disposizione 2.000 notti al costo simbolico di 10 euro nelle strutture ricettive aderenti e convenzionate lungo il percorso, con voucher disponibili sul sito dal 26 gennaio.
Il 6 gennaio, all’età di 85 anni, è morto Carlo Speri, protagonista di primo piano della viticoltura della Valpolicella e quinta generazione alla guida della storica Cantina Speri Viticoltori, oggi giunta alla settima. Grande pioniere e innovatore, ma sempre nel rispetto della tradizione, Carlo Speri fu presidente del Consorzio di tutela vini Valpolicella dal 1984 al 1993 (negli anni del riconoscimento dell’autonomia dell’Amarone dal Recioto), mentre nel 2009 fu tra i fondatori dell’Associazione delle Famiglie Storiche, impegnata nella difesa dell’identità dell’Amarone. Alla moglie Ivana, ai figli Laura, Chiara e Luca e a tutti i suoi cari le più sentite condoglianze dal team di Civiltà del bere.