Addio a Emidio Pepe, patriarca del vino abruzzese, di cui è stato uno dei più acclamati e talentuosi interpreti. Classe 1932, si è spento all’età di 94 anni, occupandosi fino all’ultimo delle sue vigne e dell’azienda che porta il suo nome, fondata a Torano Nuovo (Teramo) nel 1964. Fu tra i primi a credere nelle potenzialità del Montepulciano e del Trebbiano d’Abruzzo, valorizzandone l’identità varietale e la capacità di invecchiamento. La loro fama deve moltissimo alla passione e alla caparbietà di questo vignaiolo visionario che credeva nella forza della terra, nel valore del tempo e della tradizione, rifiutando la modernizzazione fine a se stessa. In molti ne hanno fatto un paladino del movimento naturale, ma è una definizione a semplicistica e riduttiva. “Io faccio vino e basta” diceva Emidio Pepe.
Furto nella Cantina piemontese di Banfi a Strevi (Alessandria). Nella notte tra il 28 e il 29 giugno sono state sottratte oltre 3.000 bottiglie, principalmente di Alta Langa Docg: Cuvée Aurora, Cuvée Aurora Rosé e Riserva 100 Mesi. «Da anni investiamo in sistemi di rintracciabilità dei nostri prodotti e, in particolare, delle etichette di punta come l’Alta Langa. Le bottiglie sottratte sono quindi identificabili e potenzialmente rintracciabili lungo la filiera: un elemento che potrà rivelarsi determinante per le indagini e che rende più difficile la loro eventuale commercializzazione», dichiara il presidente Rodolfo Maralli. «Qualora le bottiglie dovessero comparire in contesti insoliti o attraverso canali di vendita non riconducibili a quelli ufficiali, invitiamo a segnalarlo alle autorità competenti o all’azienda».
A partire da giugno, per un anno, Cesarini Sforza sarà partner di Palazzo Reale di Milano. Saranno gli spumanti della storica Casa spumantistica trentina – come le quattro etichette della linea 1673 e la Riserva Aquila Reale – ad accompagnare tutte le inaugurazioni delle grandi mostre internazionali ospitate dall’istituzione meneghina. «Palazzo Reale è un luogo che incarna storia, cultura ed eleganza», dichiara Federica Cazzara, direttrice marketing di Cesarini Sforza, «valori che sentiamo profondamente affini a noi e al nostro impegno per una qualità che si costruisce nel tempo». «La ricerca della qualità, l’attenzione ai dettagli e la valorizzazione dell’eccellenza rappresentano valori che accomunano Palazzo Reale e la Maison trentina», afferma Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano. Per il calendario delle mostre in programma visitate il sito www.palazzorealemilano.it
Nadia Zenato cede parte delle quote dell’azienda di famiglia al fratello Alberto. Il nuovo assetto porta così quest’ultimo a essere titolare della maggioranza della società, mentre Nadia detiene il 20% e la madre Carla Prospero il 15%. L’imprenditrice veneta concentrerà ora il proprio impegno sull’altra realtà famigliare Sansonina, nell’areale del Lugana, con l’obiettivo di potenziare sia la produzione che la narrazione del territorio per intercettare la crescente domanda globale di bianchi di qualità. Accanto alla dimensione del vino, Nadia Zenato porterà avanti, come sempre, progetti culturali e laboratori legati alla fotografia contemporanea e al dialogo tra vino, arte e società.
L’artista trentaduenne italo-senegalese Binta Diaw con l’opera Fundamenta vince il Premio Scultura Ca’ del Bosco riservato agli artisti italiani under 40. L’opera, una volta realizzata come da progetto (nella foto), sarà collocata nel parco che circonda la Cantina franciacortina, entrando a far parte della sua già ricca collezione d’arte. «Binta Diaw ha saputo interpretare i valori di Ca’ del Bosco», ha dichiarato il presidente Maurizio Zanella, «fornendo una visione molto moderna e inedita delle radici». Fundamenta sarà, infatti, costituita da radici, come quelle di una mangrovia, composte da tre elementi metallici intrecciati e alte 5 metri, a rappresentare non solo le fondamenta aziendali materiali (uva, vigneti, terra), ma anche valori immateriali come lavoro, famiglia, tradizione
Lunedì 27 aprile, a 84 anni, è mancata Pia Donata Berlucchi, storica imprenditrice di Franciacorta, che ha contribuito a costruire e consolidare il successo del territorio e delle sue bollicine Metodo Classico nel mondo. Alla guida dell’azienda di famiglia Freccianera, insieme con i fratelli, è stata anche presidente delle Donne del vino dal 2003 al 2009, valorizzando il ruolo femminile nel nostro settore. Ma non solo, ha ricoperto anche la carica di vicepresidente Onav ed è stata promotrice della Consulta nazionale del vino italiano, sostenendo il dialogo tra le associazioni della nostra filiera. Tra i ruoli istituzionali, ha fatto anche parte del consiglio di amministrazione della Banca d’Italia. Le nostre condoglianze alla figlia Tilli e a tutta la sua famiglia.
Domenica 19 aprile, a soli 64 anni, si è spento uno dei protagonisti più illuminati del vino molisano, Alessio di Majo Norante. Nonostante la malattia e pur sapendo di essere vicino alla fine, il produttore aveva voluto essere presente a Vinitaly, per dare l’ultimo saluto ai tanti amici e colleghi di una vita. Titolare dei 123 ettari dell’antico feudo dei marchesi Norante di Santa Cristina a Campomarino (Campobasso), sul sito aziendale si definiva un “vignaiolo testardo e controcorrente”, che “ha sacrificato produttività ed omologazione del gusto al perseguimento costante della qualità e della tipicità, nella convinzione che i vitigni meridionali siano più adatti alle condizioni pedoclimatiche del Contado del Molise”. Le nostre condoglianze alla moglie Edith, al figlio Luigi e a tutti i suoi cari.
Roberto Voerzio, uno dei produttori di Barolo più rinomati a livello internazionale, entra nel portafoglio di Sagna, tra le società di distribuzione più longeve d’Italia, fondata a Torino nel 1928. Nel 1986 nasce, invece, l’azienda di Roberto Voerzio, che possiede 25 ettari vitati situati prevalentemente nel comune di La Morra, nel cuore della denominazione Barolo. Negli anni il produttore langarolo ha selezionato e valorizzato, con rigore e coerenza, alcuni dei cru più importanti del territorio, tra cui Brunate, Cerequio, Rocche dell’Annunziata, La Serra, Fossati e Sarmassa. Ma il suo lavoro si concentra anche sulla valorizzazione degli altri vini del territorio: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Langhe Nebbiolo. I suoi vini sono riconosciuti a livello internazionale per il loro stile: concentrati ma sempre eleganti, potenti ma mai eccessivi, capaci di evolvere per decenni mantenendo finezza e complessità.