Con l’approvazione in Senato del decreto ColtivaItalia – una proposta da oltre 1,1 miliardi di euro per interventi che mirano a rafforzare il mondo agricolo italiano – la Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi), per la prima volta, avrà un proprio membro nel Comitato nazionale vini Dop e Igp. «È la prima volta che una legge italiana (emendamento all’articolo 40 del Testo Unico del vino) riconosce la specificità dei Vignaioli indipendenti, citandoli esplicitamente come una categoria che necessita di una propria rappresentanza», commenta Rita Babini, presidente di Fivi. Parliamo di 1.850 aziende vitivinicole (che coltivano oltre 19.000 ettari di vigneto), che seguono tutte le fasi del processo produttivo, dalla vigna alla bottiglia. Mentre è mancato, sempre in Senato, il riconoscimento dell’emendamento sui vitigni Piwi, che avrebbe consentito il loro riconoscimento nei disciplinari di produzione Doc/Docg. Foto © M. Purin – Yume Vision
Il 2 novembre è morta a 73 anni Nadia Santini, cuoca e proprietaria, con il marito Antonio, del ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova). Prima donna italiana a ottenere le tre stelle Michelin (nel 1996), ha fatto della sua osteria di campagna uno dei più rinomati ristoranti italiani grazie alla sua grande professionalità, arricchita dai viaggi all’estero per studiare e confrontarsi, soprattutto in Francia, unita a tenacia, cultura, sensibilità e attenzione al dettaglio. Tra i suoi piatti più famosi e apprezzati, i tortelli di zucca al burro e parmigiano reggiano, gli agnoli in brodo di gallina e l’anguilla alla griglia con radicchio dell’orto. Il testimone ai fornelli passa ora al figlio Giovanni, mentre il fratello Alberto affianca il papà Antonio in sala e in cantina. A loro e a tutta la sua famiglia vanno le condoglianze di Civiltà del bere.
La Cantina tarantina Varvaglione 1921 viene ammessa nel Comitato Leonardo, un network da oltre 400 miliardi di fatturato che riunisce 160 protagonisti dell’impresa, della cultura e della scienza made in Italy. Il prestigioso organismo è nato nel 1993 su iniziativa dei senatori Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, insieme a Confindustria e all’Ice, con l’obiettivo di promuovere e tutelare l’immagine dell’eccellenza italiana nel mondo. L’ingresso nel Comitato Leonardo offre all’azienda pugliese l’opportunità di confrontarsi da vicino con i principali top player del panorama economico nazionale su sfide cruciali quali la transizione ecologica, la digitalizzazione e la formazione, contribuendo in modo attivo allo sviluppo sostenibile e alla competitività del mercato. «Si tratta di riconoscimento che certifica il peso specifico raggiunto dalla nostra azienda nel panorama agroalimentare nazionale», commenta Cosimo Varvaglione.
Silvio Carta è mancato all’età di 97 anni. Fondatore negli anni ’50 dell’omonima Cantina e Distilleria di Baratili San Pietro, in Sardegna, ha reso celebre la Vernaccia di Oristano, contribuendo a costruire lo sviluppo enologico dell’isola. Negli anni ’80 la produzione si è ampliata a gin, vermouth, amari e, più recentemente, whisky. Un universo che ha permesso al marchio di farsi conoscere anche oltre i confini della Sardegna. Ma la Vernaccia non è mai stata messa da parte. Un vino unico nel suo genere, che matura a lungo in botti scolme, spesso di castagno, sotto il velo dei lieviti flor. Per celebrare i suoi 95 anni, era arrivata Sa Crannatza de Silviu Cata, una Vernaccia affinata 5 anni in castagno.
Il più grande furto vinicolo italiano è stato commesso ai danni di Marchesi Antinori nella loro cantina di Cortona (Arezzo), nella notte di domenica scorsa. Il bottino: 30 mila bottiglie dei pregiati Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, per un valore stimato di 5 milioni di euro. Disattivati allarme e telecamere, i ladri hanno messo a segno il colpo con perizia, utilizzando due grandi camion e muovendosi in cantina con muletti aziendali. «È una banda molto preparata», dichiara l’AD Renzo Cotarella, «forse la stessa che ha colpito altre Cantine in questi ultimi mesi», come Conterno Fantino e Banfi Piemonte. I vini presi di mira, tutti dell’ottima annata 2023, sono tra i più noti ai collezionisti. I prezzi medi a bottiglia di Tignanello e Guado al Tasso si aggirano sui 130-150 euro. Per Solaia ce ne vogliono oltre 300, considerata anche la più limitata produzione: di 60-70.000 bottiglie annue ne sono state trafugate ben 10.000. Mentre polizia e carabinieri indagano, l’azienda sta informando clienti di tutto il mondo di prestare attenzione a offerte al di fuori dei canali ufficiali.
Dopo il difficile avvio dell’anno (con il -7,7% del primo trimestre), nei primi nove mesi del 2026 il calo dei volumi imbottigliati di vino si riduce al -3% (con 9,86 milioni di hl) rispetto allo stesso periodo del 2025, mostrando così segnali di stabilizzazione (fonte: Business Intelligence – Valoritalia). A beneficiarne sono soprattutto i vini a denominazione: nel terzo trimestre gli imbottigliamenti dei vini Doc crescono del +5,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e quelli dei Docg del +4,9%, ma gli Igt registrano una contrazione del -18,9%. Restano in difficoltà i rossi (-6,7%), mentre crescono bianchi e spumanti (+6,7% e +7,6%). Si delinea così un mercato a velocità differenti, nel quale alla complessiva stabilizzazione dei volumi si accompagna una crescente divaricazione tra categorie, mentre continua a pesare l’elevato livello delle giacenze: 15,96 milioni di hl al 31 luglio (+16,8%).
Foto: © Della Toffola
L’Associazione Italiana Sommelier ha celebrato il 50° numero di Vitae, la rivista trimestrale lanciata nel marzo 2014, con un evento che si è svolto il 29 settembre nella sede nazionale Ais di Milano. Per l’occasione è stato creato il Premio Storie di Vitae, pensato come riconoscimento annuale a chi racconta il vino attraverso il giornalismo, la scrittura, la fotografia e la divulgazione. La prima edizione è stata dedicata a Alessandro Torcoli, editore e direttore di Civiltà del bere, per il suo contributo al giornalismo enogastronomico italiano, con la seguente motivazione: “Ci sono uomini che non raccontano il vino. Insegnano a lasciarne traccia. Ha saputo dare voce al tempo, luce alle storie e misura alla passione. Tra pagine, calici e terre lontane, ha custodito il filo sottile che unisce chi osserva a chi crea. A lui, che ha fatto della curiosità una forma di memoria, la nostra storia affida una nuova pagina”.
Nella notte tra il 16 e il 17 settembre – ma la notizia si è diffusa solo ora – una banda di quattro persone si è introdotta nella Cantina di Conterno Fantino, a Monforte d’Alba (Cuneo), e ha sottratto poco più di 3.000 bottiglie di Barolo, annate 2021 e 2022, del valore stimato di centinaia di migliaia di euro. Tra queste il Ginestra Vigna Sorì Ginestra, uno dei vini simbolo aziendali. La banda è arrivata a piedi dai vigneti e nel magazzino, ripresa dalle telecamere interne, si è mossa con disinvoltura, guidando due muletti, selezionando le bottiglie più pregiate e fuggendo poi su due furgoni aziendali. Ha dimostrato, insomma, competenze non irrilevanti e conoscenza delle abitudini aziendali. E questo ha corroborato il sospetto da parte delle forze dell’ordine che si tratti di un colpo su commissione. Dall’azienda arriva l’appello: «Se qualcuno riceve delle proposte d’acquisto anomale chiami immediatamente i carabinieri».