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Sostenibilità vinicola: poniamo le basi di un grande progetto

15 Gennaio 2025 Alessandro Torcoli
Sostenibilità vinicola: poniamo le basi di un grande progetto
Lex Photography © Pexels

Abbiamo intrapreso un importante lavoro per agevolare il passaggio a una nuova era della sostenibilità vinicola, creando un modello che confronti le performance delle singole aziende. La nostra collaborazione con la start-up Open Impact

L’articolo fa parte della Monografia Impatto (Civiltà del bere 3/2024)

Dov’eravamo rimasti? All’“insostenibile pesantezza della sostenibilità”. Questo il titolo di uno dei nostri ultimi editoriali, scritto dopo l’ennesimo incontro in cui si descrivevano obiettivi di riduzione dell’impatto economico, sociale e ambientale. Tutto bello, se non che – da comunicatori – troviamo che il tema sia difficilmente afferrabile. Perché? Abbiamo provato a rispondere al nostro stesso disorientamento, e questo è il tentativo concreto di portare un contributo al settore, per non lasciare che un argomento così importante, quale il futuro nostro e delle generazioni future, venga rapidamente derubricato alla voce “noia”.

La necessità di strumenti che permettano analisi univoche

Forse abbiamo trovato l’inghippo: la mancanza di un quadro d’insieme e di indicatori facilmente raffrontabili, perché è nel confronto che la nostra mente trova pace (o turbamento); senza ancoraggio rischia di perdersi e di abbandonare la discussione. Ad esempio, quando analizziamo i dati economico-finanziari (vedi gli studi di Mediobanca o l’analisi del Corriere della Sera sulle performance di settore), il raffronto tra parametri (fatturato, ebitda, percentuale export, ecc.) fornisce informazioni chiare sia sullo stato di salute del comparto, sia sull’andamento delle imprese. Ecco, sogniamo in un futuro qualcosa di simile alle analisi degli indicatori economici su quelli della sostenibilità.

Verso una nuova era della sostenibilità vinicola

D’altronde, la nuova direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ha aperto la strada, introducendo norme per la rendicontazione della sostenibilità, e prevede che le aziende nei propri report includano informazioni dettagliate sui tre pilastri: gli impatti ambientali,
sociali e di governance. È una strada in salita, perché molte aziende hanno cominciato da poco a mettere ordine nella messe di dati che tocca questi aspetti e non quelli finanziari, più necessari nella gestione tradizionale. Ma ora è chiaro che in futuro per crescere anche le aziende vitivinicole dovranno dimostrare di avere le carte in regola in termini di impatto, e obiettivi strategici etici e virtuosi, alle istituzioni, alla società civile e ai varistakeholders.
Insieme a una start-up che si chiama eloquentemente Open Impact riteniamo di aver messo la testa su grande progetto, per realizzare il quale servirà la collaborazione delle maggiori imprese del settore, e speriamo di rialzarla tra qualche mese con una proposta convincente per agevolare il passaggio a una nuova era della sostenibilità vinicola (o almeno della sua comunicazione).

Il nostro partner

Open Impact è una start-up innovativa e spin-off di ricerca accreditato dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che offre servizi di consulenza e strumenti digitali per la misurazione, valorizzazione e gestione dell’impatto. La mission di Open Impact consiste nell’integrare ricerca e tecnologia per attribuire valore alla sostenibilità sociale e ambientale, applicando ad essa metriche economiche e finanziarie che la rendano chiara e comprensibile a tutti. Open Impact supporta le organizzazioni a scoprire il potenziale del proprio impatto e a trasformarlo in strategia chiave per il proprio successo, attraverso benchmarking, misurazione, progettazione e valorizzazione.

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