Alessandra Manzato (Conad), Marco Usai (MD Discount), Laura Mayr (Unione italiana vini), Alessandro Torcoli (Civiltà del bere), Virgilio Romano (Circana), Alberto Arcidiacono (Crai), Lorenzo Cafissi (NewPrinces Group), Valeria Gasparre (Federvini)
Nella grande distribuzione italiana il vino continua a mostrare un trend negativo nel 2025, con cali a volume soprattutto per fermi e rossi. Bene, invece, gli spumanti e le nicchie premium, in attesa del boom dei dealcolati
Dopo la vera e propria sbornia del biennio pandemico e le inevitabili controcifre degli anni successivi, il trend negativo del vino all’interno della grande distribuzione è proseguito anche nel corso di tutto il 2025. È quanto emerso durante la 22° Tavola rotonda “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti” che si è svolta come di consueto durante l’ultima edizione del Vinitaly e ha visto salire sul palco diversi protagonisti della Gdo e dell’industria di marca, moderati dal direttore di Civiltà del bere, Alessandro Torcoli.Il bicchiere è sicuramente mezzo vuoto, ma non tutto è così negativo e, come capita nei momenti di difficoltà e crisi, scendendo in profondità tra segmenti e nicchie, emergono anche opportunità e sfide da (saper) cogliere.
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