Addio a Emidio Pepe, patriarca del vino abruzzese, di cui è stato uno dei più acclamati e talentuosi interpreti. Classe 1932, si è spento all’età di 94 anni, occupandosi fino all’ultimo delle sue vigne e dell’azienda che porta il suo nome, fondata a Torano Nuovo (Teramo) nel 1964. Fu tra i primi a credere nelle potenzialità del Montepulciano e del Trebbiano d’Abruzzo, valorizzandone l’identità varietale e la capacità di invecchiamento. La loro fama deve moltissimo alla passione e alla caparbietà di questo vignaiolo visionario che credeva nella forza della terra, nel valore del tempo e della tradizione, rifiutando la modernizzazione fine a se stessa. In molti ne hanno fatto un paladino del movimento naturale, ma è una definizione a semplicistica e riduttiva. “Io faccio vino e basta” diceva Emidio Pepe.
Nadia Zenato cede parte delle quote dell’azienda di famiglia al fratello Alberto. Il nuovo assetto porta così quest’ultimo a essere titolare della maggioranza della società, mentre Nadia detiene il 20% e la madre Carla Prospero il 15%. L’imprenditrice veneta concentrerà ora il proprio impegno sull’altra realtà famigliare Sansonina, nell’areale del Lugana, con l’obiettivo di potenziare sia la produzione che la narrazione del territorio per intercettare la crescente domanda globale di bianchi di qualità. Accanto alla dimensione del vino, Nadia Zenato porterà avanti, come sempre, progetti culturali e laboratori legati alla fotografia contemporanea e al dialogo tra vino, arte e società.