Nuova piattaforma enoculturale che riunisce 18 produttori della Docg dirimpettaia delle Langhe, promuove la diversità vitivinicola del territorio. Ne fanno parte nomi storici come Angelo Negro e Malvirà, e realtà giovani come Bajaj, Alberto Oggero e Rabel
C’è un’immagine, o meglio, una suggestione sonora, che restituisce bene il senso di Rotaria: “Il Roero è una terra dove puoi ancora sentire il suono di una foglia che cade”. Con questa e altre espressioni molto evocative come: “Il Roero ti dà la possibilità di svegliarti la mattina e dire: voglio fare il contadino”. Si presentano in questo modo i 18 produttori (Almondo, Bajaj, Cascina Chicco, Correggia, Cordero, Cornarea, Deltetto, Ghiomo, Hilberg-Pasquero, Malvirà, Angelo Negro, Alberto Oggero, Marco Porello, Priolo, Rabel, Rosavica, Luciano Sandrone, Valfaccenda) che, per primi, sono entrati a far parte della nuova piattaforma enoculturale denominata Rotaria. Nel Roero le proporzioni tra natura e coltivazione, tra boschi e vigne, sono ancora chiare e leggibili. E Rotaria vuole offrire nuovi strumenti di lettura con un filtro condiviso basato su geologia e cultura per raccontarne la bellezza e la complessità.
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