Poco conosciuta e variegata, questa Uga produce vini sia verticali e salini sia pieni e rotondi. Tutti condividono equilibrio, freschezza e quella tipica impronta delle erbe di macchia. L’obiettivo dei produttori è renderli riconoscibili al primo assaggio
La Uga Vagliagli non è tra le più note del Chianti Classico, ma la sua eterogeneità la rende particolarmente interessante: altitudini variabili, suoli diversi ed esposizioni differenziate permettono di lavorare con precisione sui singoli cru. Anche se amministrativamente nel comune di Castelnuovo Berardenga, il territorio di Vagliagli si distingue per quote e suoli che ricordano quelli della parte centrale della denominazione. Una zona ventilata, soleggiata e ricca di storia: la Uga prende il nome dal piccolo borgo medioevale situato all’estremità settentrionale, che per secoli ha avuto un ruolo strategico nella difesa del territorio senese. Grazie alla sua posizione dominante sulla valle, il borgo permetteva di controllare vie di comunicazione e terre circostanti, diventando un punto di riferimento per le comunità locali. Il nome Vagliagli deriva da “valle degli agli”, un omaggio all’aglio selvatico che un tempo cresceva abbondante nella zona e che compare anche nello stemma del paese.
Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium