Abbiamo chiesto a Daniele Cernilli, alias DoctorWine, e a Paolo De Cristofaro, che hanno scritto il libro Sulle tracce del Gallo Nero. Chianti Classico, cento anni di storia (Giunti, 2024), un contributo che spieghi il contesto e le motivazioni nell’ambito dei quali il Consorzio Vino Chianti Classico ha introdotto le Unità geografiche aggiuntive, e illustri il loro contenuto. Il testo prende le mosse dalla data del 16 giugno 2021, quando il 90% della base associativa approvò le modifiche al disciplinare di produzione della denominazione
È trascorso poco più di un anno da quando la pandemia causata dal virus SARS-CoV-2 si è diffusa in Italia e in Europa, impattando in ogni sfera della vita collettiva con la sua scia di morte e dolore. Si cerca faticosamente di tornare ad una specie di normalità e la convocazione dell’assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti Classico simboleggia in tutto e per tutto un nuovo inizio per le comunità del Gallo Nero.
Un punto di svolta per il territorio
Neanche le mascherine chirurgiche ancora obbligatorie riescono a nascondere la gioia che si disegna al termine della seduta sui volti dei membri del consiglio di amministrazione, cominciando dal presidente Giovanni Manetti. Perché le proposte di modifica del disciplinare, appena approvate da oltre il 90% della base associativa, rappresentano realmente un punto di svolta per il comprensorio. La chiusura del cerchio, nel percorso secolare di difesa e affermazione della propria identità storico-geografica, viticola, produttiva. E allo stesso tempo un salto in avanti, il chilometro zero di un viaggio inedito che permetterà di esplorare fino in fondo la dimensione plurale del Chianti Classico.
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