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Le Unità geografiche del Chianti Classico: l’accogliente diversità di San Donato in Poggio

26 Luglio 2026 Stefano Tesi Toscana
Le Unità geografiche del Chianti Classico: l’accogliente diversità di San Donato in Poggio
La disposizione dei vigneti è rada e diffusa in un paesaggio boscoso © S. Fiorentini - Castello di Monsanto

Comprensorio ad anfiteatro che riunisce due comuni, Barberino-Tavarnelle e Poggibonsi, include Cantine molto differenti tra loro che fanno però fronte comune. La vegetazione presente, anche tipica delle aree costiere, si ritrova nel bicchiere

L’articolo fa parte della Monografia Le Unità geografiche del Chianti Classico (Civiltà del bere 4/2025)

Con la sua complessità morfologica amministrativa, l’Uga San Donato in Poggio (800 ettari di vigneto, pari al 6,6% del Chianti Classico, su una superficie totale di 6.025 ettari, dei quali il 61,7% a bosco) è un ottimo esempio delle criticità, teoriche e pratiche, che poteva comportare l’istituzione delle Unità geografiche aggiuntive nel territorio del Gallo Nero.
Ma anche un buon esempio del potenziale e delle opportunità offerte dalla medesima operazione.
Innanzitutto per la dimensione sovracomunale dell’Uga, caso unico tra le 11 circoscrizioni chiantigiane, che include le porzioni di denominazione che ricadono sotto le amministrazioni comunali di Barberino-Tavarnelle (all’epoca municipalità diverse) e Poggibonsi. E poi per la presenza, al suo interno, di un variegato arcipelago di aziende. Sono 26 in tutto (pari a meno dell’8% dell’intero corpo consortile: 21 nel primo comune, 5 nel secondo), tra le quali si sovrappongono fattorie multisecolari e giovani o giovanissime, piccole imprese e compagnie strutturate, avviate (come Badia a Passignano, Isole e Olena o Castello di Monsanto) e meno avviate, foriere di tradizioni familiari consolidate e condotte da newcomers, tutte sparse in un contesto di estrazione, anche socioculturale, molto frastagliato. 

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