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La Voce di Biondi Santi al debutto con il Brunello 2016 e la Riserva 2015

La Voce di Biondi Santi al debutto con il Brunello 2016 e la Riserva 2015

La Voce di Biondi Santi accompagna l’uscita delle nuove annate di Brunello di Montalcino 2016 e Riserva 2015 con un progetto culturale destinato a ripetersi ogni anno. Un dialogo a più voci sul concetto di Equilibrio evoca l’anima contemporanea della Tenuta Greppo.

Un’opera letteraria inedita in forma di audiolibro, un podcast di conversazioni fra “spiriti affini” e infine – ma non ultimo – il silenzioso racconto dei calici. Sono le diverse anime che compongono La Voce di Biondi Santi, operazione culturale inaugurata questa primavera per aprire virtualmente le porte della Tenuta Greppo al mondo. È il rito con cui la storica Cantina ilcinese accompagnerà d’ora in poi l’uscita dei nuovi millesimi di Brunello “annata” e Riserva. Il tema della prima edizione – Equilibrio – descrive il rapporto dell’uomo con la natura e il tempo, su cui poggia l’intera filosofia aziendale.

Federico Radi e Giampiero Bertolini Biondi Santi
Da sinistra: Federico Radi e Giampiero Bertolini, rispettivamente direttore tecnico e amministratore delegato di Biondi Santi

Il segreto della longevità è nell’equilibrio

L’Equilibrio è il nodo attorno al quale si intrecciano le conversazioni del podcast e la narrativa in audiolibro, in cui la musica – forse l’arte più legata alla dimensione temporale – gioca un ruolo primario; mentre nel Brunello di Montalcino, denominazione di cui l’azienda rivendica la paternità, si traduce in longevità fuori dal comune. La Voce di Biondi Santi «mette insieme tre elementi importanti: vino, persone e storie. In azienda stiamo vivendo un’evoluzione che coinvolge tutte queste tre componenti», spiega l’amministratore delegato Giampiero Bertolini. Quello di equilibrio è «un concetto-guida nella nostra missione di accompagnare Biondi Santi, con la sua eredità importante, verso il futuro». Nel 2017 il cambio di proprietà ha aperto un nuovo capitolo di sviluppo aziendale, con relativi progetti di studio e investimenti (leggi qui).

La Voce di Biondi Santi in podcast e audiolibro

Il racconto inedito che inaugura il progetto, ambientato a Montalcino, si intitola Grappoli di Note ed è scritto per Biondi Santi da Elena Dallorso; in audiolibro gli dà spessore e atmosfera la voce dell’attore Neri Marcorè (sostituito da Tomas Arana per la versione inglese). Il podcast correlato raccoglie invece alcune conversazioni dell’autrice con Giampiero Bertolini, il direttore tecnico Federico Radi e due interpreti femminili di fama internazionale, che hanno affinità con la protagonista del racconto: la toscana Beatrice Venezi, direttore d’orchestra e ambasciatrice dell’italianità nel mondo, e Susan Lin, musicista e Master of Wine. I contributi audio sono scaricabili tramite prooftag direttamente dalle bottiglie di Brunello 2016 e Riserva 2015.

La voce di Biondi Santi
Neri Marcorè dà voce al racconto Grappoli di Note di Elena Dallorso, che inaugura il progetto La Voce di Biondi Santi

Le due annate al debutto: Brunello 2016 e Riserva 2015

A ispirare La Voce di Biondi Santi nel 2022 sono il Brunello di Montalcino Riserva Docg 2015 e il Brunello di Montalcino Docg 2016. Sono specchio di due vendemmie dissimili: la Riserva è un’espressione di Sangiovese «più orizzontale che verticale» per Federico Radi, mentre la 2016 è un’annata di «pura balsamicità». Ciò che le accomuna è la ricerca di piacevolezza e freschezza, in un equilibrio che non snaturi le caratteristiche dell’annata. «Come l’asta dell’equilibrista, vorrei essere di ausilio alla natura che dal vigneto alla cantina, fino alla bottiglia, deve esprimere tutto il suo potenziale in modo intatto, senza interruzioni o alterazioni», spiega Radi, che dal 2017 ha assunto la direzione tecnica sposando questa filosofia.

Biondi Santi – Brunello di Montalcino Docg 2016

È figlio di un’annata climaticamente equilibrata, in cui la pioggia di fine agosto ha portato a una raccolta delle uve a maturazione perfetta; poi vinificato in cemento vetrificato con uso di lieviti indigeni e affinato per tre anni in botti di rovere di Slavonia. Nel calice è croccante, con note di amarena e frutti rossi accompagnate da sentori balsamici e di macchia mediterranea; spicca per eleganza ed equilibrio. Ne sono state prodotte circa 45 mila bottiglie (-15% rispetto all’annata precedente).

Biondi Santi – Brunello di Montalcino Riserva Docg 2015

Frutto di una vendemmia maestosa e generosa, in cui la raccolta delle uve è stata posticipata a causa della pioggia a settembre. Dopo la vinificazione in tini verticali di rovere, è invecchiato tre anni in grandi botti di rovere di Slavonia e due anni in bottiglia. L’esito è un vino di “pura sostanza”, maturo ma capace di mantenere un buon bilanciamento di struttura e freschezza. Al naso emerge la composta di ciliegia, l’arancia sanguinella, ma anche note floreali e di violetta. Circa 16 mila le bottiglie prodotte.

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© Riproduzione riservata - 29/04/2022

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