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Cicinis: l’azzardo, la conferma e la certezza del Sauvignon blanc di Attems

Cicinis: l’azzardo, la conferma e la certezza del Sauvignon blanc di Attems
Le tre annate degustate: 2017, 2022 e 2024

Conosciamo da vicino, attraverso l’assaggio di tre annate (2017, 2022 e 2024), il bianco simbolo della storica tenuta friulana di proprietà della famiglia Frescobaldi. Dalla vigna alla cantina si lavora in modo sartoriale puntando a un unico obiettivo: dar vita a un vino distintivo e dal carattere definito

Ci vogliono nove mesi di “gestazione”, come quelli di un bambino, per la nascita di Cicinis, il Sauvignon blanc 100% di Attems – azienda di proprietà della famiglia Frescobaldi dal 2000 – che prende vita sulle pendici dell’omonimo colle terrazzato ai piedi del monte Calvario, nel Collio goriziano. Qui i tipici terreni di ponca – sabbie e limo derivati dalla disgregazione di antiche rocce arenarie di origine marina – si combinano con la vicinanza del mare e con un microclima ideale, regalando al Sauvignon blanc una personalità inconfondibile. Uno stile unico che, nelle intenzioni di chi lo fa, vuole essere costante e prende forma, mano a mano, dalle scelte in vigneto a quelle di cantina che variano di anno in anno. Per comprenderlo appieno abbiamo assaggiato tre annate (2017, 2022, 2024) che il direttore Gianni Napolitano ha definito “l’azzardo, la conferma e la certezza” di Cicinis.

La gestione del vigneto

Partiamo dal vigneto, condotto in regime biologico. Siamo nel Collio goriziano, un terroir tra i più vocati alla viticoltura d’Italia dove, nonostante la diversa latitudine, le ore di luce e le temperature sono simili ad altre aree vocate al Sauvignon blanc, come Sancerre e Pouilly Fumé, nella Valle della Loira. Le uve sono raccolte in diverse epoche per valorizzare le varie esposizioni delle terrazze, cogliendo al meglio la ricchezza del vigneto. «Se ricerco note di pompelmo e foglia di pomodoro, le troverò nella parte nord», spiega Napolitano, «se prediligo mineralità, freschezza e frutta matura mi rivolgerò più a sud, vendemmiando a fine settembre». C’è anche una parte est appena acquisita, che ancora non è in produzione. La gestione, quindi, può cambiare a seconda del clima che cambia, che in un’epoca come questa non può che rivelarsi un grande vantaggio.

Il direttore di Attems Gianni Napolitano e il vigneto dove nasce Cicinis

Come nasce in cantina

L’uva viene pressata intera e la fermentazione avviene in uova di cemento (circa 40%), in barrique nuove (10%) e in barrique e tonneau di secondo e terzo passaggio (50%). I legni sono tutti francesi, a media o nulla tostatura e a grana fine. Le percentuali variano in base alle epoche di vendemmia e alle parcelle. Nel caso della 2024, per esempio, tre vendemmie, suddivise in tre partite ciascuna, hanno dato vita a nove masse che hanno seguito percorsi differenti. In questi recipienti Cicinis matura per 7 mesi sulle fecce, senza svolgere la malolattica. Al termine solo le partite migliori entrano a far parte del blend di Cicinis. E dopo l’assemblaggio il vino trascorre ancora 3 mesi prima di essere imbottigliato.

Cicinis nel calice

L’azzardo della 2017

Annata contraddistinta da una primavera irregolare e un’estate calda e a tratti siccitosa. I 10 anni si percepiscono a partire dal colore, giallo dorato, e dai profumi, che virano al caramello, alla crosta di pane e alla pietra focaia, venendo meno la parte agrumata. È qui risiede l’“azzardo” di Napolitano nel proporla all’assaggio. Ma al palato conserva un’espressione minerale e fresca e ancora una grande complessità, che il passare degli anni non ha intaccato. Con un finale minerale sorprendente.

La conferma della 2022

La 2022 è stata la “conferma” di un’annata ottima ed equilibrata, dall’ideale andamento stagionale. Al naso è un’esplosione di note agrumate (pompelmo), la classica foglia di pomodoro ed erbe mediterranee, con sentori quasi salati; in bocca è piacevole e invitante alla beva, caratterizzato da mineralità e sapidità e con un lungo finale rinfrescante. Sembra quasi un vino di mare.

La certezza della 2024

L’altrettanto ottima annata 2024 ha donato un Sauvignon blanc dal profilo più classico, la “certezza”, dal bouquet agrumato, dove a prevalere sono le note di mandarino, e balsamico. Si percepisce che è un vino ancora giovane, ma al palato è equilibato, armonico e fresco, e possiede tutte le caratteristiche per evolvere bene nel tempo.

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