In un settore sotto pressione come quello enologico, le aziende, per restare competitive, riorganizzano funzioni commerciali, uffici marketing, reparti finanza e controllo. Un’analisi della società Michael Page illustra i profili manageriali più ricercati
Il limite competitivo delle realtà vinicole italiane non riguarderebbe le vigne, si sarebbe spostato altrove: nelle funzioni commerciali, negli uffici marketing, nei reparti finanza e controllo. È lì che si gioca la partita del prossimo decennio. Lo documenta il Wine Industry Outlook 2026 della società di ricerca e selezione del personale Michael Page: le competenze più carenti nel settore non sono enologiche, sono manageriali. Stiamo parlando di visione strategica e capacità decisionale, gestione della redditività e dei margini, brand building e posizionamento, gestione dei dati e supporto alle decisioni.
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