Dall'Italia Dall'Italia Anita Franzon

Weekend nel Collio, ai confini della viticoltura italiana

Weekend nel Collio, ai confini della viticoltura italiana

È uno dei territori più a est della penisola, dove tra colline che oltrepassano il confine scivolando verso la Slovenia e borghi isolati, si estendono circa 1.500 ettari di vigneti: il Collio è una zona vitivinicola davvero prestigiosa. I filari esposti a sud si susseguono da tempi immemori dai colli di San Floriano e Oslavia sopra Gorizia a quelli di Cormòns, Ruttars e Lonzano regalando uve soprattutto bianche di assoluta qualità. Il Collio, “Brda” in sloveno, è a tutti gli effetti una terra di confine dove tradizioni italiane, slovene e austriache si fondono in etnie, usanze, ricette e vini dalla straordinaria ricchezza. La viticoltura è agevolata da un clima mitigato dalle correnti marine che provengono dall’Adriatico, dal fiume Isonzo che delimita l’area a sud e dalle Alpi Giulie che fanno da scudo per le correnti più fredde. Ponca è il terreno composto da marne e arenarie stratificate di origine oceanica che si sbriciolano tra le mani riportando alla luce piccoli fossili marini e che donano ai vini carattere e forza. Qui i vitigni autoctoni sopravvissuti all’estinzione come Ribolla Gialla, Pignolo, Tazzelenghe e Picolit convivono con gli internazionali Chardonnay, Sauvignon, Cabernet e Merlot insegnando all’uomo le regole del melting pot.

 

Camminando sul confine con la Slovenia. Ribolla gialla o arancione?

Tutta la varietà di questa regione si riflette nelle numerose cantine guidate da un rispetto del territorio e da un’attenzione alla qualità dei prodotti senza pari, o quasi.

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La cantina di Gravner

Giocando a camminare sulla linea di confine tra Italia e Slovenia (qui il telefono non intercetta le compagnie nazionali) si può salire sulle colline di Oslavia, piccola frazione a pochi chilometri da Gorizia: è qui che si trova il regno senza tempo di Josko Gravner. Non è facile incontrare Gravner. Josko è un uomo schivo e saggio, amico della sua terra. Il vignaiolo segue le fasi lunari e vinifica la sua Ribolla Gialla in anfore georgiane interrate nella sua cantina, dove nel silenzio della meditazione del vino, una sedia vuota mostra l’importanza dell’attesa, del rispetto per la natura, le stagioni e le trasformazioni. Grazie alla lunga macerazione sulle bucce il vino acquista sfumature calde del colore dell’arancio. Questi vini definiti dalla critica “orange wine”, sono diventati negli ultimi anni una tendenza – se così si può definire – di cui Gravner è stato pioniere, nonostante egli continui a mantenere una identità che non si può descrivere in un solo colore, qualunque esso sia.

Anche Radikon ricerca l’equilibrio e l’armonia dei suoi vini all’insegna del rispetto ambientale. La Ribolla Gialla fermenta spontaneamente e la macerazione avviene in tini di rovere per 2/4 mesi, matura in botti da 25/35 ettolitri per 4 anni e affina in bottiglia per altri 2 anni. Da assaggiare, però, anche gli altri vini come Jakot (provate a leggerlo al contrario e scoprirete di quale vitigno si tratta!), il Pinot Grigio, l’Oslavje (40% Chardonnay, 30% Sauvignon, 30% Pinot Grigio) e il Merlot tra i rossi. Anche Damijan Podservic dal 1988 ha intrapreso il recupero di un mondo vitivinicolo ancestrale coltivando i vigneti abbandonati da vecchi vignaioli. I colori caldi, la complessità dei profumi e l’eleganza del gusto dei vini di Damijan fanno innamorare: approfittate del vostro viaggio per una visita in azienda con degustazione.

 

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La vendemmia da Livon

Weekend nel Collio tra Cantine ricche di storia

Se vi siete persi tra le strade del Collio, niente paura: Livio Felluga può aiutarvi. Sulle etichette dei vini di Felluga da oltre cinquant’anni è impressa la carta geografica delle sue colline. È così che il patriarca dell’azienda che ha fatto conoscere i vini friulani in tutto il mondo ha creato la “geografia” del proprio vino. A partire da Brazzano di Cormòns la cantina è cresciuta fino ad arrivare a oltre 150 ettari di proprietà. Terre Bianche è uno dei più prestigiosi vini bianchi italiani, assemblaggio di uve Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon, coltivate negli storici vigneti a Rosazzo. Su prenotazione è possibile visitare la cantina, degustare i vini e fermarsi nella foresteria.

Blend di Chardonnay, Sauvignon, Picolit e Moscato è il vino Braide Alte di Livon, bianco strutturato e avvolgente, uno dei simboli di un’azienda che ha da poco festeggiato i cinquant’anni di storia d’amore per questa terra di confine. Oltre a degustazioni e visite è possibile pernottare alla Locanda Villa Chiòpris riportata al suo antico splendore dalla famiglia Livon.

La cantina Mario Schiopetto si trova, invece, a Capriva del Friuli e dal 1965 produce Tocai, oggi chiamato Friulano, ottimo se accompagnato a qualche fetta di prosciutto di Cormòns. Fu proprio Mario Schiopetto a produrre il primo Tocai in purezza diventando il pioniere dei bianchi friulani di impronta moderna e creando uno stile tramandato fino a oggi; verificatelo con visita e degustazione in azienda.

 

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Il processo di macerazione della cantina Radikon

Piccole realtà dai grandi vini

Borgo del Tiglio si trova nella frazione Brazzano di Cormòns. Dal 1981 Nicola Manferrari produce in questo speciale terroir vini che evidenziano le caratteristiche di ogni singola parcella dei suoi vigneti, 10 ettari in tutto divisi in tre poderi. Qui il Collio si esprime in ogni sua sfumatura tramite vini fini, complessi ed equilibrati. Sempre nel comune di Cormòns potrete dirigervi a visitare la cantina Ferlat e degustarne i vini. 5 ettari di vigneto coltivati con i metodi dell’agricoltura biologica: Friulano, Malvasia Istriana, Sauvignon, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet Franc tutti vinificati in purezza ed estremamente riconoscibili. Fatevi guidare dal giovane enologo Moreno Ferlat e assaggiate una vera chicca: il Sessanta, Cabernet Franc 100% proveniente da un vigneto storico impiantato nel 1960, da cui il nome.

 

Dove mangiare

Trattoria al Cacciatore – La Subida: è il posto perfetto per chi vuole calarsi completamente nel mondo del Collio nelle campagne di Cormòns. Piatti della tradizione ma sempre rivisitati e dai sapori unici, ottima cantina e ambiente caldo e confortevole.

Osteria Korsic: a San Floriano del Collio immerso nel verde delle colline che guardano verso la Slovenia, piatti tipici a chilometro zero e appagamento dei sensi assicurato.

Ristorante Blanch (0481.80.020): sulle colline di Mossa, ambiente familiare e cucina casereccia, ottimo rapporto qualità/prezzo.

L’argine a Vencò: primo ristorante stellato del Collio, dove sedersi e abbandonarsi ai piaceri della cucina e alla vista dell’ambiente circostante che si può ammirare in tutte le stagioni grazie alle grandi vetrate.

 

Dove dormire

La Subida: relax tra i vigneti del Collio goriziano.

Villa Chiòpris: antica tenuta nobiliare trasformata in elegante locanda B&B.

L’argine a Vencò: B&B a Dolegna del Collio.

 

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