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Viaggio nel tempo a San Donato in Poggio

Viaggio nel tempo a San Donato in Poggio

All’Enoluogo di Milano l’evento dedicato al Chianti Classico con l’Associazione viticoltori di San Donato in Poggio. Un excursus temporale e stilistico fatto di 17 assaggi per conoscere meglio questa Uga dalle caratteristiche uniche.

Storica via di collegamento tra Firenze e Siena e anfiteatro naturale che intercetta il transito di venti di maestrale dal mar Tirreno, quella di San Donato in Poggio è una terra di confine e di passaggio. Una zona dalle caratteristiche uniche, capace di dar vita a vini altrettanto identitari, riconosciuta come una delle 11 Uga (unità geografiche aggiuntive) del Chianti Classico. L’Associazione Viticoltori San Donato in Poggio, che riunisce 18 produttori, è nata nel 2018 per custodirne e valorizzarne la vocazione e ha scelto di raccontarne le peculiarità attraverso una degustazione all’Enoluogo di Civiltà del Bere. Masterclass e un walk around tasting sono stati dedicati al “San Donato nel tempo”: 17 Chianti Classico nella versione “annata”, il gradino d’ingresso della denominazione ma per certi versi il più “puro” interprete delle caratteristiche delle sue “sottozone”, per disegnare un percorso temporale e stilistico di questa versione di Sangiovese.

San donato in Poggio
Nicolas Caramelli di Fattoria La Ripa, relatore alla masterclass; Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere; Natascia Rossini, titolare di Podere La Cappella e presidente dell’Associazione Viticoltori San Donato in Poggio

Un anfiteatro che incanala i venti del Tirreno

Il territorio di San Donato in Poggio è stretto tra i confini del comune fiorentino di Barberino Tavarnelle, che rappresenta il versante più occidentale, e Poggibonsi, che fa parte della provincia di Siena. Le alture tra la Pesa e l’Elsa erano già abitate in epoca etrusca, come suggeriscono i toponimi figli della stratificazione linguistica – da Olena a Poci poi Poggio, da Sicelle a Ficaiola poi Filigare – che oggi raccontano una classicità chiantigiana fatta di vini fini ed eleganti, con tannini più morbidi e un’acidità equilibrata.
Merito delle caratteristiche climatiche e geologiche del posto, delimitato a Est dalle colline che si elevano, al confine con Castellina in Chianti verso Sud, fin oltre i 600 metri, creando un arco in direzione sud-ovest. Questo “abbraccio” collinare incanala i venti del mar Tirreno attraverso il corridoio naturale del Monte Serra, a nord-ovest, tra Pisa e Lucca, influenzandone in maniera determinante il clima. Rispetto alle vallate interne del Chianti Classico, gli inverni sono infatti più miti e le estati più fresche e ventilate, così in primavera le vigne germogliano abitualmente con un leggero anticipo, mentre le maturazioni tendono a essere più lente e le raccolte tardive.

Un mosaico pedologico

«I vini di San Donato in Poggio nascono su scenari con profili alcalini piuttosto spinti. Le formazioni di alberese, sillano, pietraforte e depositi oceanici sono le quattro macro tipologie di suoli che marcano l’identità geologica di San Donato in Poggio», sintetizza Nicolas Caramelli, proprietario dell’azienda La Ripa e rappresentante dell’Associazione dei viticoltori della zona. «Sillano, calcare detritico, e pietraforte, pietra arenaria a grana, tendono a dare vini con maggiore struttura e una matrice fenolica più importante.
Sono le tipologie di suoli che si incontrano nella zona più settentrionale dell’Unità geografica. La parte centrale della sottozona chiantigiana è dominata invece dall’alberese, una complessa formazione di origine oceanica che include monoliti, “flysch” (successione alternata e friabile di più tipi litologici) e scisti argillose e che indirizza i vini verso un carattere più minerale e fresco. Infine, la maggioranza di terreni con depositi marini, che caratterizzano la fascia meridionale della zona insieme con un ritorno di alberese e pietraforte, è incline a restituire vini più leggeri, fruttati e floreali, con un’aromaticità più spinta». Al variegato discorso pedologico va aggiunto quello colturale, e «storicamente c’era l’abitudine a realizzare impianti di vite in corrispondenza di faglie di commistione delle differenti formazioni rocciose», aggiunge Caramelli. «L’avvento della meccanizzazione ha più recentemente reso possibile vitare terreni rocciosi per dar vita a colture a “schiena d’asino” che oggi connotano il paesaggio».

I 17 Chianti Classico in assaggio

Le Filigare – Chianti Classico Docg 2022

Sangiovese 90%, Canaiolo 5%, Colorino 5%

Al limite orientale della Uga, Le Filigare gestisce 13 ettari divisi tra il borgo toscano di San Donato in Poggio e Castellina in Chianti in un microclima unico. I vigneti, i più alti della zona, si trovano tra 450 e 550 metri di altitudine e sono fortemente esposti alle brezze marine. Il vino, figlio di un’annata calda e siccitosa come la 2022, svela un bouquet olfattivo che fonde l’espressività del frutto a una nota balsamica di grande freschezza. La stessa freschezza che si trova anche al palato. Fa 12 mesi in botte grande.

Isole e Olena – Chianti Classico Docg 2021

Sangiovese 80%, Canaiolo 10% e altri vitigni locali 10%

Nome celebre della denominazione, Isole e Olena si trova a San Donato in Poggio. I 56 ettari, di proprietà dal 1956 della famiglia De Marchi, sono divisi in due isole vitate in corrispondenza di zone di transizione geologica. Per questo le vigne che danno vita al Chianti Ckassico, prodotto storico nato nel 1969, si trovano su suoli eterogenei, caratterizzati da un misto di calcare, galestro, marne e arenaria. Il vino interpreta l’annata 2021, altro millesimo caldo, con uno stile elegante e cangiante. Il naso oscilla tra le note di frutta matura, prugna e mora, sensazioni terrose e sentori minerali. In bocca è pieno, fresco, lungo.

Poggio al Sole – Chianti Classico Docg 2021

Sangiovese 90%, Canaiolo 10%

Poggio al Sole si trova nella zona nordorientale della Uga e ha vigneti a quote elevate, tra 320 e 480 metri. Il vino, certificato biologico, matura per 12-14 mesi in botti di varie dimensioni e vasche d’acciaio. Un 2021 con un naso freschissimo e di bella intensità aromatica, che mischia note fruttate e accenti di erbe aromatiche con un tocco produttivo molto garbato. Sorso scorrevole, con un tannino gentile, vena aromatica, una struttura non eccessiva e una chiusura dall’acidità intrigante.

Casa Sola – Chianti Classico Docg 2020

Sangiovese 90%, Cabernet Sauvignon e Merlot 10%

Casa Sola si trova nella parte centro-occidentale della Uga di San Donato in Poggio dove prevalgono i suoli di galestro. Il vino affina 14 mesi in botti di rovere sloveno più altri 5 in bottiglia e ha un tocco internazionale nell’uvaggio. La 2020, annata molto più classica ed equilibrata della 2021 e della 2022, si esprime nella compiutezza olfattiva e in un sorso che ha pienezza e profondità tannica.

Fattoria Cerbaia – Chianti Classico Docg 2020

Sangiovese 95%, Merlot 5%

Sul lato orientale dell’Uga, ai confini del Chianti Classico, i vigneti di Cerbaia sono caratterizzati da suoli con formazioni più sciolte (ma sempre di base alberese) ed esposizione a Sud. Fermentazioni spontanee in vasche d’acciaio e affinamento in barrique e botti di rovere per 12 mesi. Espressione dalla particolare complessità olfattiva, con sentori di frutta a bacca scusa, spezie dolci. Compiutezza e misura al palato, sapido e dal tratto speziato, con un tannino importante ma largo e bella lunghezza.

Fattoria La Ripa – Chianti Classico Docg 2020

Sangiovese 90%, Canaiolo 10%

All’estremità orientale dell’Uga, le tenute di Fattoria La Ripa si estendono su due valli e due poggi con una caratterizzazione geologica variegata, che spazia dall’alberese al sillano.
La particolarità di questo Chianti Classico è che dal 2016 è uno dei pochissimi della zona che non tocca legno, affina solo in cemento per 12 mesi. Personalità aromatica riservata e concentrata sul varietale, con tipici tratti gessosi e ferrosi, e una spiccata acidità sono i tratti che denotano questo vino. Al palato è fresco, elegante e con una lunga scia sapida.

Torcilacqua – Chianti Classico Docg 2019

Sangiovese 90%, Merlot 10%

Torcilacqua ha vigneti al limite settentrionale della Uga, verso il confine con quella di San Casciano tra 360 e 420 metri sul livello del mare su terreni scistosi. Le uve provengono dalle parcelle più giovani, situate su terreni con tessitura franca, ricche di scheletro e galestro. Il vino è un blend di Sangiovese e Merlot che vengono vinificati separatamente. Nell’annata 2019, che ha dato struttura tannica ma anche profumi ai vini, il Sangiovese ha affinato 12 mesi in tonneau, il Merlot ha fatto 14 mesi in barrique. Ha sentori di frutta rossa matura, spezie dolci e un sorso avvolgente, misurato, di buona lunghezza.
Nella versione 2021 il Sangiovese è passato solo in acciaio e il Merlot in tonneau.

Quercia al Poggio – Chianti Classico Docg 2018

Sangiovese 85%, Colorino, Canaiolo, Ciliegiolo e a volte Malvasia nera 15%

Quercia al Poggio, in una riserva naturale, si compone di 100 ettari di terreni coltivati a vite e olivo in regime di agricoltura biologica. Siamo nella zona più meridionale della Uga, su terreni caratterizzati da depositi marini. Il vino affina 12 mesi in tonneau da 5 hl e ha una tessitura elegante e poco concentrata su cui spiccano un accento balsamico e un rimando gessoso. Fresco, minerale con un tannino ancora affilato in bocca. Contribuisce l’annata 2018, orientata a dare vini dai caratteri eleganti, fruttati e floreali.

Castello della Paneretta – Chianti Classico Docg 2016

Primo vino della batteria che rappresenta l’annata 2016, una delle più espressive, equilibrate e memorabili della zona. Le vigne del Castello della Paneretta si trovano sempre nella zona meridionale. Ai depositi oceanici e alla presenza di alberese si unisce anche una presenza di depositi fluviali, uno dei rari casi all’interno della Uga. Al naso il vino ha una parte fruttata che va a braccetto con quella floreale, e viene accompagnata da balsamicità ed echi di spezie dolci. Ha trama leggera, tannino elegante e intrigante acidità. Espressione molto classica, lineare, equilibrata.

Castello di Monsanto – Chianti Classico Docg 2016

Sangiovese al 90% , Colorino 10%

La marca di Monsanto, altro nome noto del Chianti Classico, è la pietraforte. Siamo sul confine Sud dell’Unità geografica. Il Chianti Classico 2016 è un vino di grande equilibrio, dalla tessitura raffinata e con una bocca scorrevole, vinificato in tini d’acciaio tronco-conici e affinato un anno in botti da rovere da 38 hl. La parte olfattiva è giocata sul frutto rosso, la dolcezza delle spezie dolci e una leggera balsamicità. Il sorso è armonico e caratterizzato da un tannino giustamente maturo.

Cinciano – Chianti Classico Docg 2016

Sangiovese 100%

Unico appezzamento della provincia di Siena, a Poggibonsi, Cinciano ha 28 ettari vitati (ma solo 24 in produzione, di 22 di Sangiovese) su terreni di medio impasto alberese, ricco di scheletro, leggermente argilloso. Le uve che danno vita al Chianti Classico vengono dalle vigne più giovani dei vigneti di proprietà. Il vino affina in botti di rovere di Slavonia di medie capacità (25-50hl) per circa 8-10 mesi. Al naso svela evidenti note di frutta rossa matura, accenni tostati, richiami di torrefazione. Morbido e di buona struttura al palato, giustamente tannico, equilibrato. Sangiovese 100%.

Fattoria Le Masse – Chianti Classico Docg 2016

Credo biodinamico in vigna e cantina e particolare dedizione alla produzione da vecchie vigne, Le Masse si trova poco fuori dal Comune di Barberino Val D’Elsa, nella parte nordoccidentale della Uga. Il terreno, di medio impasto, è ricco di scheletro, ciottoli di piccole e medie dimensioni, sabbie e macigno. Il Chianti Classico è vinificato utilizzando il 20% di grappoli interi, in botti di legno e vasca in cemento senza l’utilizzo di lieviti aggiunti. Affina un anno in botte di legno e in vasca di cemento. Naso poliedrico, fruttato, maturo, speziato. In bocca il tannino è marcante, da smussare, il corpo è pieno.

Fattoria Montecchio – Chianti Classico Docg 2016

L’alberese in tutte le sue declinazioni – formazioni argillose, monolitiche e flysch – è il tratto che marca i terreni di Fattoria Montecchio, le cui vigne spuntano in prossimità del borgo di San Donato in Poggio. Il vino ha due particolarità: ha un piccolo taglio di Alicante Bouschet e una bottiglia molto riconoscibile che interpreta i dettami della denominazione con un “mezza magnum” bordolese, più larga e più bassa della classica. Affina 14 mesi in botti di legno da 33 hl e altri 12 in bottiglia. Note di amarena e spolverate gessose al naso. In bocca ha un tannino ammansito.

Il Poggiolino – Chianti Classico Docg 2016

Sangiovese 95% Colorino 5%

Sopra il borgo di San Donato in Poggio, i poderi del Poggiolino si adagiano su faglie geologiche di confine che spezzano l’alberese con la presenza di sillano, sostrati che conferiscono ai vini struttura e mineralità. Le vigne si trovano a 250/300 metri su pendenze molto elevate. Il 2016 è l’ultimo millesimo di Chianti Classico che ha toccato il legno (barrique e botti grandi di secondo e terzo passaggio), poi lo stile produttivo ha virato su evoluzioni solo in acciaio e cemento. Nella cornice olfattiva i sentori terziari, rimandi di radice e liquirizia, contornano il frutto maturo. Al palato il vino è profondo, con un tannino equilibrato dalla freschezza.

Casa Emma – Chianti Classico Docg 2015

Sangiovese al 90%, Canaiolo 5%, Malvasia nera 5%.

Casa Emma, incastrata nella parte centrale dell’Uga, vanta terreni di alberese e roccia madre, con fondi limosi e argillosi, in grado di esaltare la struttura dei vini.  L’eccellente 2015 è un’annata caratterizzata da un livello di maturazione più spinto dello standard italiano e questo le conferisce una certa “allure internazionale”. La rotondità del frutto marca il prospetto olfattivo di questo Chianti Classico, che stupisce al palato: ha forza, una dolcezza atipica e un tannino voluminoso ma perfettamente evoluto. Sangiovese al 90%, Canaiolo 5%, Malvasia nera 5%.

Podere La Cappella – Chianti Classico Docg 2015

Sangiovese 90%, Merlot 10%

Nel centro esatto dell’Unità geografica, Podere La Cappella ha vigne intervallate da oliveti e boschi di querce e cipressi selvatici. I terreni sono argillosi, con notevole presenza di pietre calcaree, galestro ed alberese. Il vino affina in barrique di secondo e terzo passaggio per 6 mesi e resta in bottiglia altrettanto prima di uscire in commercio. Le note di sottobosco e mentolate si integrano con una parte più ematica, speziata. Il sorso si distingue per il tannino accogliente, è goloso, sapido e conserva una vena di freschezza.

Fattoria Ormanni – Chianti Classico Docg 2009

Sangiovese 95% Canaiolo 5%

Punta meridionale della Uga, sul limite geografico che affaccia verso la sottozona di Castellina, Fattoria Ormanni vanta 25 ettari di impianti nel Chianti Classico, su suoli marcati da rocce scistiche e galestro. La scelta in assaggio è un vino del 2009, annata calda e molto espressiva. Bottiglia in splendida forma, testimone della grande capacità di invecchiamento anche del Chianti Classico nella versione annata. Vino dal grande impatto olfattivo, marcato dalla frutta macerata, spezie dolci e rimandi terrosi, tostati, balsamici. Lo stile produttivo ha uno stampo molto tradizionalista, con affinamenti in botti grandi da 20 ettolitri e l’ausilio di barrique di quarto/quinto passaggio.

Foto di apertura: i produttori presenti alla masterclass con il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli

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© Riproduzione riservata - 05/06/2024

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