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Tinata 2008-2018: la storia del second vin di Monteverro

Tinata 2008-2018: la storia del second vin di Monteverro

Tinata di Monteverro è un omaggio ai vini del Rodano in Maremma. Ripercorriamo la genesi di questo grande rosso e l’evoluzione del suo stile nel tempo con una verticale completa delle vendemmie prodotte, dal 2008 al 2018.

Non sempre tipicità e legame con il territorio sono appannaggio degli autoctoni, si intendano vitigni o produttori. Ne sono un esempio i vini di Monteverro, azienda vinicola gioiello con sede Capalbio, in provincia di Grosseto, dove le radici francesi dell’enologo Matthieu Taunay e la visione internazionale dei fondatori Julia e Georg Weber traducono i caratteri della Maremma in uno stile inedito, che esprime compiutamente il terroir parlando la lingua del mondo.

Tinata, un ponte fra la Côte du Rhône e la Maremma

Se il “Grand vin” di Monteverro – omonimo blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot – si ispira allo stile dei grandi bordolesi, Tinata omaggia la Côte du Rhône nella scelta dei vitigni Syrah e Grenache. L’esito sulla costa toscana ha toni decisi e un corredo aromatico peculiare, che soprattutto in alcune annate richiama lo iodio e la macchia mediterranea, espresso con la consueta eleganza dell’azienda di Capalbio. Lo scheletro del vino è la Grenache (30%), che dona freschezza e agilità, mentre il Syrah dà frutto, vigore e corpo. La varietà principe del blend occupa poco più di 3 ettari in un’area vocata non distante dalla sede aziendale, attorno a una sughera secolare.

Vista panoramica sui vigneti della Cantina Monteverro a Capalbio
Vista panoramica sulle vigne della Cantina a Capalbio

Vigneti immersi nella natura

Solo 40 dei 60 ettari di proprietà sono vitati: il resto è lasciato agli ulivi e alla macchia mediterranea, una fonte vitale di biodiversità che compare anche tra i filari, mimetizzata dalla potatura regolare a siepe. La gestione agronomica – dal 2014 con Simone Salamone – è particolarmente attenta e rispettosa dell’ambiente; dall’annata 2019 tutti i vini sono certificati bio. Il microclima generato dalla vicinanza del mare è unico, così come la composizione del suolo: rosso, argilloso, con grande presenza di ciottoli e sassi, preziosi per dare aria e drenaggio al terreno. Un filare su due viene seminato ogni anno con cinque/sei varietà miste di cereali e leguminose, a seconda della necessità di maggiore o minore vigoria del suolo.

Alla ricerca dell’equilibrio e della profondità aromatica

Nella genesi di Tinata, Toscana Rosso Igt la pratica dell’assemblaggio finale va ben oltre il blend delle due varietà (che per l’ultimo millesimo vedrà una presenza maggiore della Grenache, fino al 35-40%). È un fine equilibrio fra l’apporto di diversi contenitori d’affinamento, in cui il vino evolve separatamente per 10 mesi: dalla barrique nuova, che dà volume a mezza bocca, tannini setosi e una spezia ben integrata, alle barrique di primo e di secondo passaggio, dove il vino acquista più frutto, lunghezza, freschezza, con tannino più granuloso e sfaccettato; fino all’uovo in cemento, dai toni più chiusi di radice, grafite, balsamico. Il bilanciamento è nelle mani dell’enologo, che interpreta ogni vendemmia preservando la continuità stilistica del vino.

suoli vigneti Monteverro argilla rossa
I vigneti di Monteverro hanno suoli di argilla rossa ricchi di ciottoli

L’evoluzione di Tinata nel tempo

A questo perfetto gioco di intarsi si è giunti per gradi. Dalla prima vendemmia 2008, che inaugura la storia di Tinata (e di Matthieu in Toscana), fino alla 2018 che a breve sarà in commercio, abbiamo ripercorso l’evoluzione di questo grande rosso con una degustazione verticale completa. Indipendentemente dall’andamento dell’annata, si osserva nel tempo il passaggio da una maggiore estrazione e maturità di frutto alla ricerca di eleganza, scorrevolezza e profondità aromatica. Si anticipa il periodo di raccolta delle uve, ma cambiano anche i metodi in cantina: dal lavoro di ricerca in tonnellerie dei primi tre anni, in cui il cemento non era contemplato (introdotto nel 2010) e circa la metà dei legni era nuovo, si è passati oggi a una riduzione della macerazione e al 20-25% massimo di barrique nuove.

La verticale: 2008-2018

Tinata 2008

Immediato e potente, speziato, con estrazione impattante; spicca la maturità del frutto. La lunga macerazione (40-45 giorni) punta ad avere più estrazione dalle vigne giovani.

Tinata 2009

Il calice rispecchia l’annata più calda con un frutto maturissimo al naso, ma più equilibrio e lunghezza al palato del precedente. Ha solo il 20% di Grenache, per la difficoltà di gestione della maturazione di questa varietà.

Tinata 2010

Per la prima volta si introduce l’affinamento in cemento (30%), ma il legno nuovo è ancora al 40% del totale. L’annata più fresca e la vendemmia anticipata hanno un esito più bilanciato, con sentori di macchia mediterranea a complemento del frutto. Palato setoso ed elegante.

Tinata 2011

Una grande ondata di caldo pre-vendemmia impone di giocare d’anticipo. Frutta più eterea, ciliegia matura, cioccolato bianco, con tannini leggermente più spigolosi della 2010, ma anche maggiore freschezza.

Tinata 2012

La scarsità di precipitazioni ha ridotto di molto la produttività della vigna. Per la prima volta la vendemmia di entrambi i vitigni si conclude ad agosto, e in cantina si accorciano i tempi di macerazione per non estrarre parti verdi. Al naso la concentrazione dell’acino piccolo dà toni balsamici, di eucalipto, e un frutto più scuro (more di rovo, mirtillo); in bocca ha meno volume.

Tinata 2013

Dopo la siccità del 2012, la vigna è ancora poco vigorosa, ma molto equilibrata per l’andamento meteorologico dell’annata. Si sceglie di proseguire con la macerazione ridotta. L’esito vira dal frutto maturo al cioccolato, con note di pepe, frutti rossi (lampone), rosa, ma anche balsamiche, di mentuccia. La profondità del palato si trova anche in bocca.

Tinata 2014

Un’annata fredda e piovosa, difficile. Diminuisce il legno nuovo (20% su massa totale) e la produzione (4750 bottiglie). Ha meno profondità ed equilibrio, ma succosità e maggiore immediatezza. Il tannino è più snello, l’acidità più spiccata, minore la complessità.

Tinata 2015

Vendemmia più calda ed espressiva, molto breve nella raccolta a fine agosto. Nel calice ha grande morbidezza, la parte dolce è sostenuta dalla struttura; mantiene freschezza aromatica e al palato, nonostante la sensazione di calore, con finale particolarmente lungo.

TInata 2016

Andamento climatico ed equilibrio della vigna sono da manuale, per tutta la gamma aziendale. Note di frutta, macchia mediterranea, spezia, ma anche iodate, marine. In bocca bella sensazione umami. Profondità, lunghezza, tannino: è tutto perfetto.

Tinata 2017

Un’annata “da paura”, in cui grande caldo e siccità hanno imposto delle scelte per tutelare l’uva: la vendemmia del Syrah è iniziata l’11 agosto, Grenache il 24. Ha note di frutta più matura, confettura, camomilla, ma emerge anche la costanza dello stile.

Tinata 2018

Frutto di una vendemmia più equilibrata. Per la prima volta la Grenache è stata raccolta prima del Syrah (rispettivamente 24 e 27 agosto). Nella sua gioventù emerge distintamente il profilo più floreale, di rosa, accanto alla croccantezza del frutto.

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© Riproduzione riservata - 21/12/2021

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