Sound Sommelier vol. 18, il vino si può ascoltare

Sound Sommelier vol. 18, il vino si può ascoltare

Il vino? Si può ascoltare. Paolo Scarpellini (classe 1953) si autoproclama Sound Sommelier dopo 20 anni di critica giornalistica musicale e altri 20 come giudice e reporter su varie testate. Il suo credo? Considerare il vino come “musica da bere” e la musica come “vino da ascoltare”. Ecco quattro abbinamenti tra vino e musica suggeriti dal nostro Sound Sommelier. Per info: www.psmusicdesign.it

Cha Cha Cha

Grande Cuvée Alma Brut Bellavista

Ascolta
Pink Martini – No Ay Problema
(dall’album Symphatique, 1997)

Con Pink Martini – No Ay Problema. La lounge band americana si fa bolla nella Grande Cuvée Alma Brut Bellavista. L’apertura del contrabbasso fa scintillare il paglierino del Franciacorta e il fine perlage. Tocca alle percussioni però aprire ritmo e narici scoperchiando fiori bianchi e agrumi maturi, mentre il piano entra in scena tra effluvi di vaniglia e pasticceria. L’assolo di chitarra svela poi al palato un profilo gustativo coerente col naso, reso più fresco e vibrante da congas e timbales in duetto. Il finale a sfumare e in sordina fa il paio con la chiusura armoniosa e raffinata.

Slow

Vintage Tunina 2018 Jermann

Con Teddy Reno – Quando vien la sera. Siamo friulani e vintage: il triestino Teddy Reno rallegra il Vintage Tunina 2018 Jermann. Se i primi vocalizzi atterrano sul brillante paglierino nel calice, è il ficcante ritornello a scatenare al naso zagara e fiori di campo, mentre sax e percussioni ispirano miele e zafferano. All’esplodere del cantato (“La la la la la, la la la la la”), la bocca si riempie di carattere e personalità vinosa: la voce spande vibrante freschezza, il coro sprizza sapidità, i flauti spremono agrumi. Il finale improvviso contrasta una chiusura lunga, fruttata e suadente.

Canzone d’autore

Nebbiolo Bernardina 2016 Ceretto

Ascolta
Paolo Conte – Max
(dall’album Aguaplano, 1987)

Con Paolo Conte – Max. Langarolo il cantautore, idem il Nebbiolo Bernardina 2016 Ceretto. Prima, gli svogliati vocalizzi illustrano la tinta granata, poi i vaghi accordi di piano aprono al naso sentori di viola. La sinuosa melodia in arrivo dal clarinetto inebria quindi le narici con amarena e lamponi, la voce assonnata insinua tabacco e sottobosco. La solenne orchestrazione, quasi un bolero, svela al palato lo sciccoso corpo vinoso: il violoncello incita tannicità, la fisarmonica persistenza. In coda, l’onirico refrain a spirale strega la gola con un retrogusto speziato.

Musica Classica

Château d’Yquem 2011

Ascolta
Philharmonia Orchestra – Pavane op. 50 (Gabriel Fauré)
(dall’album Fauré: Requiem, 2003)

Con Philharmonia Orchestra – Pavane op. 50 (Gabriel Fauré). La coppia compositore occitano/Château d’Yquem 2011? Squisitamente francese. Il pizzicato iniziale di violini scorta l’occhio sulla tinta giallo intenso. Poi la rapinosa melodia al flauto svela all’olfatto miele d’acacia e albicocca secca, più (grazie ai clarinetti) caramello e Tarte Tatin. Solo oboe e violoncelli riescono a squarciare il denso Sauternes: sul palato affiorano zesta di lime e mela al forno, viola e violini impilano strati di frutti tropicali. Nel finale a sfumare à côté dell’infinita chiusura, il flauto emana zafferano.

Foto di apertura: © Bruno – Pixabay

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© Riproduzione riservata - 12/07/2021

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