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Sicilia en primeur 2026: l’evento a Palermo e i nostri migliori assaggi

25 Maggio, 2026 Matteo Forlì Sicilia
Sicilia en primeur 2026: l’evento a Palermo e i nostri migliori assaggi
L’anteprima dei vini siciliani si è svolta al Real Albergo delle Povere di Palermo

Dalle degustazioni e i talk show al Real Albergo delle Povere agli enotour per tutta l’isola: la XXII edizione della manifestazione di Assovini Sicilia è un racconto del vino, ma anche del territorio da cui nasce. La vendemmia 2025 e le etichette più convincenti presentate in anteprima

Una manifestazione regionale dalla sempre più marcata risonanza internazionale. I numerosi assaggi (ben 343 etichette di 56 Cantine) che rendono l’idea delle possibilità espressive delle diverse denominazioni isolane. Gli intervalli di approfondimento come termometro della qualità raggiunta. I momenti di confronto per interpretare tendenze di consumo, immaginare scenari e promuovere iniziative. E le visite in loco, spaccati di cultura e bellezza più che semplici tour del vino, che spiegano le fiches puntate sulla promozione dell’enoturismo. L’edizione 2026, la 22a, di Sicilia en primeur si conferma appuntamento capitale per la riflessione sulla Sicilia del vino e per interpretare il suo presente e immaginare il futuro.

Un racconto di vino e di territorio

L’appuntamento, ideato da Assovini Sicilia nel 2004, ha raccolto oltre 100 giornalisti da tutto il mondo in cinque giornate di assaggi, incontri e visite alle Cantine: dalle degustazioni ai talk show all’interno del settecentesco Real Albergo delle Povere di Palermo fino ai tour organizzati nei distretti viticoli. Un racconto del vino, sotto il claim “Taste the Island. Live the Story”, che sta spostando sempre di più lo sguardo sul territorio in cui nasce.

Enoturismo, un asset irrinunciabile

«La comunicazione del vino ha bisogno di ritrovare autenticità», è la voce di Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia. «Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio. Un viaggio che va oltre la degustazione e diventa esperienza culturale, incontro con i territori, con le comunità e con le identità profonde dell’isola». Perché, prosegue Cambria, «oggi l’enoturismo è una leva strategica fondamentale: non solo un’opportunità economica per le aziende, ma uno strumento potente che mette in connessione il paesaggio, la gastronomia, l’arte e il patrimonio umano della Sicilia».

Non solo visite e degustazioni

Oltre alle parole, i numeri. Il report di Ceseo – Università Lumsa Roma certifica che nel 2025 il 61,4% delle Cantine siciliane ha registrato un aumento dei visitatori e il 74,7% indica una prevalenza di stranieri, provenienti da Europa e Usa. Visite guidate e degustazioni si confermano leve commerciali: per il 58,3% delle aziende il turismo del vino rappresenta oltre il 10% del fatturato. Sei su dieci dichiarano di avere già progettato nuove esperienze per il 2026, per costruire proposte più articolate e premium. «I dati parlano di un comparto caratterizzato da una forte attrattività e da un’offerta strutturata, ma evidenziano con altrettanta chiarezza alcune fragilità su cui lavorare», sottolinea Dario Stefàno, presidente Ceseo – Università Lumsa. «La sfida che emerge non riguarda soltanto l’attrattività delle Cantine, ma la capacità di trasformare una domanda internazionale già presente in valore economico stabile e diffuso sul territorio».

La 2025 è l’annata “della normalità ritrovata”

E la qualità nel bicchiere? Il report sulla vendemmia 2025 di Assovini, curato dalle enologhe Lorenza Scianna (Tasca d’Almerita), Maria Carella (Tenute Nicosia) e Serena Cancemi (Cantina Settesoli), definisce la scorsa come «l’annata del ritorno alla normalità e della qualità ritrovata capace di esaltare le singole identità territoriali e i caratteri varietali». Dopo un 2023 segnato dalla peronospora e un 2024 penalizzato dall’estrema siccità, l’andamento climatico del 2025 ha regalato una stagione distensiva e regolare, priva di picchi termici asfissianti e coi livelli di precipitazioni in grado di garantire riserve idriche adeguate.

L’andamento nel Centro-sud e sull’Etna

Nella Sicilia Centro Meridionale, tra i distretti di Agrigento e Caltanissetta, l’incremento produttivo è stato del +20% rispetto al 2024. Qui la maturazione progressiva ha favorito l’allineamento delle curve tecnologiche e fenoliche del Nero d’Avola, che ha preservato acidità vibranti e profili aromatici nitidi. L’Etna ha messo a segno un +14% toccando la quota record di 67.000 ettolitri rivendicabili per la Doc, coi bianchi da Carricante in aumento sulla produzione di rossi da Nerello Mascalese e Cappuccio. Nonostante le differenze microclimatiche tra i versanti, l’areale ha beneficiato di un’estate radiosa che ha portato vini di spiccata eleganza, caratterizzati da pH bassi, profili sensoriali verticali e acidità sostenute, premesse ideali per la longevità.

Focus sulla Sicilia occidentale

Il 2025 si annuncia spiccatamente “varietale” anche nella Sicilia occidentale, dal Palermitano al Trapanese. Le altitudini dell’entroterra hanno valorizzato la maturazione fenolica del Syrah e l’energia del Perricone. I vitigni a bacca bianca beneficiano di una precisione aromatica di rara nitidezza: il Grillo si distingue per la spiccata verticalità e le note tioliche, mentre il Catarratto firma una delle sue versioni più felici e strutturate degli ultimi anni.

La nostra selezione

Tenute Nicosia

Sosta Tre Santi Sessantamesi Extra Brut Etna Doc 2019

Nerello Mascalese in purezza. I vigneti si trovano a un’altitudine di 700-750 metri sul versante Sudest. Il vino affina 5 anni sui lieviti prima del dégorgement. Un Blanc de noirs di grande personalità in cui spiccano le note di frutta matura, crosta di pane e crema pasticcera. Bilanciato e con una chiusura agrumata.


Spumante o frizzante Bianco
Spumante o frizzante Bianco

Casa Grazia

Per Mari, Sicilia Doc 2025

Prodotto nella zona della Riserva naturale del lago Biviere, nel comune di Gela (Caltanissetta). Un Grillo che sottolinea le caratteristiche dell’annata. Profumato e floreale al naso, con sentori di gelsomino, pesca, tocchi erbacei e agrumi. Diretto, teso al palato, con un finale sapido e un ritorno agrumato.


Bianco
Bianco

Castellucci Miano

Shiarà, Valledolmo Contea di Sclafani Catarratto Riserva Doc 2023

Catarratto coltivato a 900 metri di altitudine su suoli sabbioso-argillosi con presenza di calcare attivo alle pendici delle Madonie, in provincia di Palermo. Vendemmia tardiva (ottobre) e nessuna malolattica. Affina 6 mesi in acciaio e 4 in bottiglia. Elegante, floreale, con un accenno idrocarburico e una tensione tagliente.


Bianco
Bianco

Graci

Arcurìa, Etna Bianco Doc 2024

Le viti di Carricante, di oltre 40 anni, appartengono a una parcella di 2,5 ettari nell’omonima contrada sul versante Nord. I 18 mesi di tonneau donano complessità ed eleganza, senza intaccarne la fragranza fruttata. Armonico, bilanciato, con sentori di ginestra e cedro e una freschezza corroborante.


Bianco
Bianco

Arianna Occhipinti

Serracalcara, Etna Doc 2025

Nuovo Grillo dell’azienda. La vigna si trova sul promontorio della Serra San Bartolo a Vittoria (Ragusa) su marne antiche di origine marina. Il vino fermenta e affina, 8 mesi, in vasche di cemento. Minerale, elegante, con un bell’agrume sulla lingua, sale e grande profondità di beva.


Bianco
Bianco

Palmento Costanzo

Contrada Santo Spirito, Etna Doc 2023

Carricante (90%) e Catarratto dal versante Nord dell’Etna, a Passopisciaro, coltivati ad alberello a un’altitudine di 750 metri su sabbie vulcaniche e rocce effusive. Sosta 10-12 mesi in acciaio e legno a contatto con le fecce fini e 1 anno in bottiglia. Agrumi e frutta a polpa gialla anticipano un sorso sapido, fresco, slanciato.


Bianco
Bianco

Tasca d'Almerita

Vigna San Francesco, Sicilia Chardonnay Doc 2024

Il vigneto di 5 ettari è nella parte inferiore della collina San Francesco, nella storica Tenuta Regaleali. Il vino fermenta e affina (8 mesi) in barrique di rovere francese. Un caleidoscopio di frutta e fiori bianchi, agrumi, tonalità speziate e affumicate. Ricco ed equilibrato al sorso, con una viva freschezza.


Bianco
Bianco

Cottanera

Vigna Iannazzo Contrada Feudo di Mezzo, Etna Rosso Doc 2022

Da una piccola vigna ad alberello sulle pendici settentrionali del vulcano a 800 metri di altitudine. Un Nerello Mascalese in cui le sensazioni di frutta rossa matura si sommano a quelle di pietra focaia, grafite, violetta, arancia. Il sorso è succoso, con un tannino morbido e sottolineato da una vena minerale.


Rosso
Rosso

Feudo Maccari

Vigna Sultana, Sicilia Nero d'Avola Doc 2023

Vigneto di 2 ettari dalla pendenza pronunciata, coltivato ad alberello e impiantato su terreno bianco di matrice calcarea nell’areale di Noto. Dai 12 ai 14 mesi di barrique. Olfatto e palato rievocano i timbri classici del vitigno cui si aggiungono parti minerali, quasi cineree. Ha un’acidità che ne slancia la materia.


Rosso
Rosso

Arianna Occhipinti

Il Frappato, Etna Rosso Doc 2024

Frappato che viene da due vigneti distinti nelle contrade storiche di Vittoria: Bastonaca e Fossa di Lupo. Macerazione sulle bucce per 30 giorni, fermentazione spontanea e affinamento in tini di cemento. Un’esplosione di piccoli frutti rossi, scorza d’arancia e sensazioni più rustiche e terrose.


Rosso
Rosso

Pietradolce

Rampante, Etna Rosso Doc 2021

Single vineyard di Nerello Mascalese nell’omonima contrada: gli alberelli pre-fillossera hanno 80-90 anni e sono piantati a 850 metri di altitudine sul versante Nord. Il vino affina 14 mesi in tonneau di rovere. Ciliegia e melograno, viola e pepe, muscoli ed eleganza. Freschezza e un tannino cesellato.


Rosso
Rosso

Girolamo Russo

San Lorenzo, Etna Rosso Doc 2024

Nerello Mascalese coltivato ad alberello dall’omonima Contrada a Randazzo sulle pendici Nord del vulcano. Fermentazione spontanea con lieviti presenti sulle uve. Affinamento in grandi botti di rovere di secondo passaggio. Prugna, mora, erbe aromatiche. E una bocca equilibrata.


Rosso
Rosso

Valle dell’Acate

Vigna Biddine Sottana Frappato Vittoria Doc 2024

Frappato di contrada da singola vigna di poco meno di 2 ettari distesa sulle colline iblee. Solo acciaio e bottiglia. Naso di grande finezza, con note di fragolina, ribes e ciliegia, aristocratici richiami di rosa, una speziatura sussurrata. Slanciato, con un tannino sottile, una beva limpida.


Rosso
Rosso

Cantine Colosi

Na’Jm, Malvasia delle Lipari Doc 2024

Le uve vengono raccolte a fine settembre e fatte appassire sui graticci. Affinamento in acciaio e bottiglia. Naso di grande frutto e florealità, in cui le note di gelsomino e zagara lasciano spazio a sensazioni di scorza d’arancia, pasta di mandorle, miele e anice. In bocca ha una dolcezza garbata e freschezza.


Dolce
Dolce

Donnafugata

Ben Ryè, Passito di Pantelleria Doc 2023

Un’icona che si distingue anche in un’annata sfidante come la 2023 a Pantelleria. Albicocca matura, noce, fichi, scorza d’arancia fanno da contraltare a uno spirito quasi iodato, a sensazioni balsamiche e di macchia mediterranea. Avvolgente, equilibrato, lunghissimo con un finale mellifluo.


Dolce
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