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Il Langhe Doc non è il fratello minore dei grandi rossi piemontesi

16 Aprile, 2026 Elena Erlicher Piemonte
Il Langhe Doc non è il fratello minore dei grandi rossi piemontesi
La denominazione piemontese si estende su 96 comuni tra Langa e Roero

Alla prima edizione dell’Anteprima delle nuove annate della denominazione sono stati presentati 210 vini di 130 Cantine. La flessibilità del disciplinare incoraggia la creatività dei produttori, che può esprimersi sia attraverso gli autoctoni, come Nebbiolo e Arneis, sia con gli internazionali Chardonnay e Cabernet. La nostra selezione

La realtà dei vini di Langa non è composta solo dai più rinomati e blasonati Barolo e Barbaresco. Dei 66 milioni di bottiglie prodotte ogni anno nell’areale – di cui fanno parte anche i vini d’Alba e Dogliani, tutelati dal medesimo consorzio (quello appunto di Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani) – quasi un terzo, cioè 20 milioni, provengono dalla Doc Langhe. Si tratta di una denominazione relativamente giovane per i suoi 30 anni, che vuole affrancarsi dalla definizione di denominazione di ricaduta e desidera distinguersi in un panorama langarolo così numeroso e variegato, rendendosi protagonista di iniziative promozionali come quelle delle Anteprime delle nuove annate. Lo scorso 23-24 marzo, infatti, il Consorzio ha organizzato ad Alba (Cuneo) la prima edizione dell’Anteprima Langhe Doc “un territorio in evoluzione” per presentare a giornalisti italiani ed esteri provenienti da 11 Paesi europei le ultime vendemmie uscite in commercio della denominazione.

Le tipologie e le altre prescrizioni del disciplinare

La Doc Langhe insiste su 96 comuni tra Langa e Roero ed è nata nel 1994 con l’intento dichiarato di abbracciare le più ampie e trasversali prospettive interpretative: oltre al Rosso e Bianco, anche Passito, e Rosato, include molte tipologie monovitigno da uve sia autoctone sia internazionali – Barbera, Dolcetto, Freisa, Nebbiolo, Arneis, Favorita, Nascetta, Rossese bianco, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero, Chardonnay, Riesling e Sauvignon. Inoltre lascia libera espressione al produttore anche sull’affinamento. È contemplato infatti l’uso sia del legno sia dell’acciaio senza particolari prescrizioni di tempo, eccetto che per alcune tipologie. Ma le rese rimangono contenute entro i 90-110 q/ha, ridotte a 50-70 per la menzione Vigna, a garanzia di un’espressione di alta qualità.

L’alternativa al Barolo

«Inizialmente, la nostra volontà è stata quella di dar vita a vini Langhe Doc fruttati e immediati, provenienti anche da uve internazionali, più adatti al gusto dei palati stranieri (soprattutto Canada e Usa), come alternativa a Barolo e Nebbiolo, che all’epoca erano ancora poco compresi», spiega Gianluca Roggero, vicepresidente del Consorzio. Negli ultimi anni, però, la scelta dei produttori si è focalizzata sulla tipologia Nebbiolo Langhe Doc, che conta oggi oltre la metà delle bottiglie prodotte. A questo seguono, nell’ordine, Arneis, Rosso, Chardonnay, Favorita e Dolcetto, confermando una propensione dei vitivinicoltori per le varietà autoctone.

Breve excursus sui suoli

«Con questa prima edizione dell’Anteprima abbiamo voluto segnare un nuovo punto di partenza per la Doc Langhe», continua Roggero. «Una denominazione volutamente ampia e trasversale rappresenta oggi una piattaforma importante per raccontare il territorio in tutte le sue sfaccettature». E le Langhe sono davvero estremamente varie e diversificate, a partire dalla composizione dei suoli, come ricorda Edmondo Bonelli, enotecnico e consulente ambientale del Consorzio. «Qui nel corso dei millenni si sono alternati ambienti diversi, che hanno originato una realtà geopedologica molto diversificata». In sintesi, la vite cresce su un sedimento marino millenario, dove suoli marnosi, calcarei, sabbiosi e argillosi si mescolano, costringendo le radici a uno sviluppo orizzontale a causa della scarsa profondità delle rocce e regalando uve dalla concentrazione aromatica unica.

Oltre 200 etichette dal 2020 al 2025

Nel corso delle due giornate sono state presentate 210 etichette di Langhe Doc di 130 Cantine del territorio, con annate che andavano dalla 2020 alla 2025. Difficile, per chi come noi le ha assaggiate, trovare un filo conduttore che le accomuni, se non nell’eleganza, accompagnata da un’ottima struttura che ne garantirà anche una buona evoluzione nel tempo, che abbiamo riscontrato in alcuni campioni. Di seguito vi proponiamo una nostra selezione, che comprende il maggior numero di tipologie degustate, pur mantenendo un focus sul Nebbiolo Langhe Doc.

La nostra selezione

Cascina Chicco

Langhe Favorita Doc 2025

Il nome dell'uva richiama i "favori" che il vino meritava alla nobile tavola della famiglia Roero. Profumi avvolgenti e delicati di agrumi, zest di limone e fiori di tiglio, con note di fieno. Sorso di ottima acidità e sapidità, buon equilibrio, fresco e leggiadro con finale agrumato che accentua freschezza.


Bianco
Bianco

Le Strette

Pasinot, Langhe Nascetta del comune di Novello Doc 2023

Le uve arrivano in parte dalla collina dei Pasinotti, la culla della Nascetta, da piante selezionate in un vigneto che risale al 1948, il più antico ancora produttivo. Naso complesso di erbe aromatiche, agrumi, frutta esotica, miele, con note di pietra focaia. Sorso un po' caldo di alcol, strutturato ma minerale. La Nascetta più tipica assaggiata.


Bianco
Bianco

Simone Cerruti

Ambizione, Langhe Riesling Doc 2022

Varietà inconsueta per il Piemonte, ma che è una vera passione per il produttore. Affina 2 anni in bottiglia. Profumi eleganti, dominati da note di agrumi (lime, cedro, pompelmo), pesca bianca, fiori di campo ed erbe aromatiche. Al palato si distingue la componente fruttata, fresca con ritorni agrumati e minerali.


Bianco
Bianco

La Bioca

Cyrogrillo, Langhe Rossese bianco Doc 2023

Cyrogrillo è l'antico nome del riccio, rappresentato anche in etichetta. Il vino nasce da uve Rossese bianco con una piccola aggiunta di Incrocio Manzoni. Bouquet delicato di fiori bianchi e agrumi, con note sapide. Al palato è fresco, sostenuto da buona acidità, ottima scorrevolezza e piacevolezza, finale un po' dolce.


Bianco
Bianco

Poderi Luigi Einaudi

Langhe Barbera Doc 2024

Prodotto con uve Barbera provenienti da Dogliani, è un rosso di carattere, ingentilito dai tannini che lo rendono morbido e complesso. Profumi eleganti, fruttati di ciliegia, grafite e tabacco fresco. Sorso fresco, acidità elevata e frutto croccante. Il tannino è domato, l’alcol ben dosato.


Rosso
Rosso

Giuseppe Cortese

Langhe Dolcetto Doc 2024

Le uve Dolcetto arrivano da 1,2 ettari a Barbaresco. Il vino matura solo in acciaio. Profumi tipici di amarena, violetta, susine e ribes. Sorso fresco e molto piacevole, tannini presenti ma ben integrati, finale piacevolmente ammandorlato. Un vino di struttura semplice, che non tradisce per eleganza e precisione.


Rosso
Rosso

Carlo Casetta

Langhe Nebbiolo Doc 2024

Piccola realtà famigliare di Montà, nel Roero, che conta 5 ettari vitati. Carlo Casetta la guida da una quindicina d'anni, da quando ne aveva 21. Naso di fiori secchi, eterei, spezie dolci. Il sorso è più austero e bilanciato, tannino aggraziato e domato, con finale fresco.


Rosso
Rosso

Domenico Clerico

Capisme-e, Langhe Nebbiolo Doc 2024

Capisme-e, cioè capiscimi: è la chiave introduttiva al mondo del Nebbiolo, la sua espressione pura e più fruttata. Una versione tipica di Monforte d’Alba. L'affinamento avviene sia in acciaio sia in anfora. I profumi sono fruttati di fragola e lampone; il sorso è estremamente fresco, il tannino integrato e il finale rinfrescante.


Rosso
Rosso

Diego Morra

Il Sarto, Langhe Nebbiolo Doc 2023

Le uve Nebbiolo arrivano dai comuni di Verduno, Roddi d’Alba e La Morra. L’affinamento in acciaio si conclude con un breve passaggio in legno. Profumi intensi di frutti rossi maturi e floreali di rosa, con note di erbe di campo e bastoncino liquirizia. Sorso invitante e fresco, equilbrato e longevo, con finale rinfrescante.


Rosso
Rosso

Pio Cesare

Langhe Nebbiolo Doc 2023

Dall'unione di terroir calcareo-argillosi con marne più compatte e più disciolti e sabbiosi nasce un classico in stile Pio Cesare. Matura sia in botti grandi di rovere francese e dell’Est Europa sia in barrique, in piccola parte, per 18 mesi. Naso tipico, pulito e ben centrato; sorso composto e armonico, con finale piacevolmente lungo e fresco.


Rosso
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