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Sei annate di Amarone Classico Bertani “esuberanti”

Sei annate di Amarone Classico Bertani “esuberanti”

A Vinitaly abbiamo assaggiato le vendemmie 1962, 1972, 1980, 1998, 2001 e la 2013 (in anteprima) del vino bandiera della storica Cantina della Valpolicella. Arrivano dalla collezione aziendale The Library e sono tutte in commercio.

Bertani vuole rappresentare qualcosa di speciale per la Valpolicella. L’azienda di Grezzana (Verona), oggi di proprietà di Angelini Wines & Estates, sente la responsabilità di creare valore e condurre i vini del territorio, come l’Amarone, ad acquisire uno status distintivo.
«L’Amarone della Valpolicella non è ancora un fine wine», dichiara Andrea Lonardi, chief operating officer del gruppo, «ha bisogno di trovare una propria identità, di legarsi ancora di più al territorio e alle singole vendemmie, cercando di superare l’obiettivo commerciale che ha trainato finora la denominazione». È questo l’intento che ha spinto l’azienda a dar vita al progetto editoriale The Library: 43 annate racchiuse in una monografia e tutte ancora in commercio. Tra queste ne sono state scelte sei (1962, 1972, 1980, 1998, 2001 e la novità 2013), che abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare a Vinitaly.

Amarone Classico Bertani
Asa Johansson, scrittrice freelance, e Andrea Lonardi, ceo di Angelini Wines & Estates

L’Amarone Classico secondo Bertani

L’intera collezione, che raccoglie 64 anni di storia, a partire dall’annata 1958 con il Cavalier Bertani fino ad oggi, vuole trasmettere alle generazioni future i valori di trasparenza e identità che hanno caratterizzato l’azienda e che hanno fatto sì che l’Amarone Bertani diventasse un apripista a livello mondiale, conquistandosi, lui sì, lo status di fine wine. A Vinitaly è stata presentata una selezione di sei annate, una per ogni decade, considerate “esuberanti” – le altre categorie, suddivise sempre in base al loro carattere dominante, sono “delicatezza”, “armonia” e “raffinatezza”. Negli anni sono cambiate le vinificazioni in cantina, evitando di spingere sulle ossidazioni e sostituendo i legni francesi con quelli di Slavonia, ma anche la ricerca in vigna; a non cambiare, invece, sono le uve da cui nasce l’Amarone Bertani, Corvina e Rondinella coltivate su suoli in parte vulcanici e in parte calcarei.

L’annata 1962 ricorda la longevità del Pinot nero

«Ogni nostro vino è unico e parla del modo di lavorare delle persone», spiega Lonardi. La degustazione è partita con l’annata 1962. Imbottigliata nel 1984, è diventata una specie di “metodo Solera”, perché ogni anno si aggiungeva un poco di nuova annata. Il ricordo di Sherry Amontillado è caratterizzante, con note boisé e di resina di pino, fresco e sapido in bocca.
«Vino di eterna giovinezza, che ricorda un po’ il Pinot nero», aggiunge Asa Johansson, scrittrice freelance, che ha condotto la degustazione con Lonardi.

La vibrante 1972 e la difficile 1980

La 1972 ha lo stile dei vini di Borgogna. Dal carattere furioso, vibrante e nervoso, ha un tannino ancora vivo, un bouquet agrumato e affumicato, un sorso concentrato con note di cacao amaro. La 1980 è stata una vendemmia difficile, la prima di una serie di stagioni fredde e piovose. Ha una struttura esile ma tesa e agrumata, che ricorda i Sangiovese toscani, come il Brunello di Montalcino.

La top 1998 e la voluttuosa 2001

Cambio di decade per una grande annata, la 1998, che evidenzia sempre nuovi sentori ogni volta che la si accosta al naso: piccoli frutti neri, iodio, peperone verde, sottobosco, tabacco, selvaggina…, che ricordano i vini di Bordeaux; ma in bocca corrisponde pienamente a un Amarone.
La 2001 è più rotonda, voluttuosa e morbida, ma senza densità, e ricorda i vini di Châteauneuf-du-Pape. Note pepate, di ciliegia scura matura, con una vibrante acidità, «come se si mangiasse al contempo un gelato con qualcosa di caldo», dice Johansson.

L’anteprima dell’Amarone Classico Bertani 2013

Infine la 2013, presentata in anteprima: manifesto di Bertani per la denominazione, nasce da un clone di Corvina appositamente dedicato all’Amarone.
«Un vino puro, concentrato, luminoso e aristocratico», conclude Johansson, «in cui dolcezza e acidità si arricchiscono a vicenda e dove si intrecciano note di frutta, di fiori e balsamiche, in stile Barolo».

Foto di apertura: le prime tre annate di Amarone Bertani (1962, 1972, 1980), presentate in degustazione a Vinitaly, portano ancora in etichetta la dicitura Recioto della Valpolicella Amarone Classico Doc

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© Riproduzione riservata - 19/04/2023

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