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Rocche di Romagna, il marchio dei cru di Sangiovese

26 Settembre 2022 Elena Erlicher

Il Consorzio vini di Romagna lancia il nuovo marchio collettivo europeo Rocche di Romagna che individua i Romagna Sangiovese prodotti nelle 16 sottozone della denominazione. L’obiettivo è valorizzare l’identità molteplice di questi vini passando attraverso elementi simbolo del territorio, quali sono le Rocche.

Nasce il marchio collettivo europeo Rocche di Romagna, che identifica i vini Romagna Sangiovese Doc prodotti nelle 16 sottozone di recente approvazione ai vertici della piramide qualitativa della denominazione. Un’area che si estende da est di Bologna fino all’Adriatico e che comprende, nell’ordine, Imola, Serra, Brisighella, Marzeno, Modigliana, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Verucchio, Coriano e San Clemente. Il marchio farà bella mostra di sé sulle bottiglie dei produttori che rivendicheranno la sottozona di appartenenza ed è parte di un ampio progetto di valorizzazione culturale voluto dal Consorzio vini di Romagna con il sostegno delle istituzioni.

Il progetto di valorizzazione del territorio

«L’obiettivo del marchio Rocche di Romagna è dare un impulso alla conoscenza dell’identità molteplice del Sangiovese nella nostra area e stimolare curiosità per le produzioni di sottozona, che sono in assoluto quelle dall’impronta più fortemente territoriale», afferma Ruenza Santandrea, presidente del Consorzio. «Vogliamo incentivare il consumatore così come i consociati alla ricerca di espressioni sempre più autentiche del Sangiovese, formidabile interprete dei suoli in cui cresce».

Filiberto Mazzanti, direttore del Consorzio vini di Romagna, Adolfo Treggiari, presidente di Ais Romagna, Carla Ravaglia, assessore alle Attività produttive di Predappio, Gessica Allegni, sindaca di Bertinoro, lo scrittore Carlo Lucarelli, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione, Ruenza Santandrea, presidente del Consorzio, Roberto Canali, sindaco di Predappio, e Marco Panieri, sindaco di Imola

Il marchio Rocche di Romagna e i mosaici di Galla Placidia

«La grafica del marchio Rocche di Romagna si ispira ai mosaici delle volte del mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna», spiega Filiberto Mazzanti, direttore del Consorzio. «Un motivo a cuspide è stato ripreso e declinato in oro, a ricordare una corona». Le Rocche, dal canto loro, sono elementi di territorio altamente simbolici: si tratta di edificazioni molto diffuse, dal valore storico e iconico, racconti di frammenti differenti del mosaico di particolarità che è la Romagna, così come lo sono i Romagna Sangiovese delle diverse sottozone. Per maggiori informazioni si può visitare la nuova sezione del sito cartolinedallaromagna.it dedicata al progetto.

Storytelling ed enoturismo come volano del successo

«Le persone vogliono sapere che cosa sta dietro una bottiglia di vino», dice Kerin O’Keefe, ex editor della rivista americana Wine Enthusiast, che ha lasciato quest’anno per fondare il blog kerinokeefe.com. «Desiderano conoscere la storia del produttore e del terroir. Il nuovo marchio e le sottozone aiuteranno a spiegare le differenze che ci sono in questo territorio e anche nel bicchiere. Soprattutto al mercato statunitense, da tempo innamorato di una varietà così sensibile al territorio come il Sangiovese».
«Poche cose sono belle come una bottiglia di vino», interviene lo scrittore emiliano Carlo Lucarelli, romagnolo d’adozione («da quando avevo 10 anni»). «Dobbiamo raccontarlo, così come dobbiamo farlo con le Rocche, che sono entrambi pezzi della nostra cultura e stile di vita. Il nostro è un turismo culturale; dobbiamo insegnare agli altri la cultura dello star bene».

Il disciplinare delle sottozone

«Il Sangiovese in Romagna si declina in tre fasce: Romagna Sangiovese Doc, il Superiore, le sottozone, e ognuna di queste può rivendicare la Riserva», dichiara Mazzanti. Il disciplinare di produzione delle sottozone, l’apice della piramide qualitativa del Romagna Sangiovese, prevede rese ridotte a 9 t/ha ed è riservato ai vini per almeno il 95% da vitigno Sangiovese. Il vino viene messo in commercio il 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia; mentre per la Riserva occorrono almeno 36 mesi prima dell’immissione sul mercato.

Qui di seguito pubblichiamo le aziende che hanno già messo in commercio i loro Romagna Sangiovese da sottozona con il marchio Rocche di Romagna.

Imola
Palazzona di Maggio

Serra
Tenuta Masselina

Brisighella
Terra di Brisighella, Tenuta Tozzi

Marzeno
Ca’ di Sopra, Fattoria Zerbina

Modigliana
Villa Papiano

Oriolo
Poderi Morini

Castrocaro
Fiorentini vini

Predappio
Stefano Berti, Condè, Condello Chiara, Drei Donà, Fattoria Nicolucci, La Collina del Tesoro, La Pandolfa, Mirabello, Poderi dal Nespoli

Bertinoro
Bissoni, Celli, Colombina, Maria Galassi, Giovanna Madonia, Tenuta de’ Stefenelli, Tenuta Il Plino, Tenuta La Viola

Cesena
Podere Palazzo

Mercato Saraceno
Enoica, Tenuta Casali, Tenuta Santa Lucia

Coriano
Tenuta Santini

C’è ancora da attendere per l’uscita delle sottozone Meldola, Longiano, Verucchio e San Clemente.

Foto di apertura: il marchio collettivo europeo Rocche di Romagna è ispirato ai mosaici del mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna

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