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Questa non è una fiera. Idee e assaggi dall’XI mostra-mercato dei Vignaioli Fivi

Questa non è una fiera. Idee e assaggi dall’XI mostra-mercato dei Vignaioli Fivi

Record di presenze all’ultima mostra-mercato dei Vignaioli, organizzata a Piacenza lo scorso weekend. Un’occasione importante di aggregazione e incontro per il settore e per i soci Fivi, che in assemblea rinnovano il proprio impegno contro le inefficienze della burocrazia. I nostri migliori assaggi.

L’undicesima edizione dell’evento simbolo di Fivi ha visto un’affluenza senza precedenti. Da sabato 26 a lunedì 28 novembre circa 24 mila visitatori (+20% rispetto al 2021) hanno raggiunto la Fiera di Piacenza per degustare e acquistare i vini di ben 870 vignaioli espositori, che per la prima volta hanno occupato tutti e tre i padiglioni della struttura. «Dopo aver superato le difficoltà della pandemia con l’edizione 2021, quest’anno abbiamo voluto dare spazio a tutti gli associati interessati a partecipare, sfruttando tutti gli spazi disponibili e potenziando i servizi, grazie alla collaborazione con Piacenza Expo», spiega Lorenzo Cesconi, presidente Fivi da marzo 2022. «Il pubblico ci ha dato ragione, partecipando al Mercato con entusiasmo e curiosità, dimostrando di riconoscere in questa manifestazione i valori che ne stanno alla base: qualità, artigianalità e trasparenza».

Perché il Mercato dei Vignaioli non è una semplice fiera

A confermare l’importanza che questo evento ormai riveste per il settore enoico italiano sono anche le diverse presenze istituzionali: oltre ad Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna intervenuto all’inaugurazione, hanno visitato la fiera Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, e Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Quella di Fivi non è una semplice mostra-mercato, ma «la manifestazione tangibile della nostra identità associativa e un momento fondamentale di aggregazione e incontro, cresciuto negli anni in modo armonico», sottolinea Cesconi. Non a caso, l’assemblea annuale dei soci Fivi si è svolta – come di consueto – nell’ultimo giorno di Mercato.

© Mauro Fermariello – Wine Stories

Dossier Burocrazia: Fivi chiede semplificazione, efficienza e proporzionalità

Tema caldo del confronto fra i Vignaioli in assemblea è stato senza dubbio la burocrazia, ambito in cui Fivi chiede a gran voce una maggiore semplificazione, efficienza e proporzionalità. Ancora una volta emerge il bisogno di un sistema realmente digitale e non solo digitalizzato. Nel dettaglio, si è parlato di Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), con la richiesta che diventi la carta d’identità di riferimento per il Vignaiolo nei confronti di tutti gli Enti certificatori e di controllo. E del registro unico dei controlli ispettivi (Ruci), da attuare con urgenza, oltre ai controlli proporzionali alla produzione. Al termine dell’assemblea, è stato conferito il Premio Leonildo Pieropan 2022 al produttore valdostano Costantino Charrère, fondatore di Les Crêtes e primo presidente di Fivi.

Una nota sull’allestimento

Specchio dei valori di qualità “senza orpelli”, eguaglianza e democraticità in cui si riconoscono i Vignaioli, l’allestimento essenziale e identico per ogni espositore risulta essere molto funzionale. Più divisiva tra il pubblico, invece, è la scelta di distribuire casualmente (per estrazione) i Vignaioli nei padiglioni: evita il sovraffollamento nelle aree vinicole più gettonate, ma a discapito dell’orientamento del visitatore, che deve contare su altri strumenti (l’app e una mappa con legenda). A questa difficoltà si può facilmente sopperire studiando prima la posizione degli stand, con il vantaggio di incrociare per caso nuove realtà lungo il proprio percorso, anche se disporre le aziende in ordine alfabetico potrebbe essere una soluzione alternativa e altrettanto “neutrale” per le future edizioni.

I nostri migliori assaggi

Alberto Fiori – Le Stelle, Metodo Classico Extra Brut Vsq

Metodo Classico dell’Oltrepò da Pinot nero in purezza, con pressatura soffice delle uve intere e una sosta di 36 mesi sui lieviti. È di notevole finezza al naso, dove i classici toni di crosta di pane sono impreziositi da sentori agrumati, floreali e di anice stellato. La struttura del Pinot nero e una grande freschezza connotano il palato, accompagnati da lievi accenni di pasticceria.

La Colombera – Il Montino, Colli Tortonesi Timorasso Doc 2021

Prende il nome della singola vigna dove nasce, a 250 m slm su suoli argillosi e marne calcaree; vinificazione e affinamento in acciaio. Il naso è esplosivo con note di cedro, fiori bianchi, grafite, lievi sentori di idrocarburo, reminiscenze botritiche. In bocca è ampio, grasso e sontuoso, l’alcol è sorretto da un’importante struttura. Impressiva la persistenza.

Fattoria Moretto – Tasso, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc 2021

Da vigne di 15-25 anni a conduzione biologica; dopo una macerazione di 4-6 giorni fermenta in acciaio con lieviti indigeni, con successiva rifermentazione (Metodo Charmat lungo). La spuma violacea sprigiona toni di mora selvatica, amarena e violetta. Succoso e fragrante, di rara piacevolezza.

Martilde – Bonarda Oltrepò Pavese Doc 2019

Croatina 100% da vigne di 15 anni site a Rovescala (frazione Croce) a circa 250 m slm; prodotta con particolare attenzione alla naturalità dei processi, matura quasi un anno in vasche d’acciaio. Generosa e di grande intensità al naso, rimanda alla prugna, alla confettura di mirtilli, alla ciliegia. Altrettanto espressiva la bocca, dove volume e tannino accompagnano la bevuta. Eccezionale prodotto quotidiano.

Malacari – Grigiano, Conero Riserva Docg 2010

Commercializzato dopo un lunghissimo affinamento in cantina. Al termine della fermentazione spontanea, matura fino a 20 mesi in barili di rovere da 500 l (metà nuovi). I suoli calcareo-argillosi del Conero danno vita a un Montepulciano di grande stoffa, che accanto ai toni di frutta matura sprigiona sentori terrosi e di incenso, cuoio, fiori appassiti.

Pietraventosa – Volere Volare, Puglia Primitivo Igt 2019

L’espressione più leggiadra del Primitivo di Gioia del Colle (di cui questa etichetta non rivendica la denominazione) matura un anno in acciaio e un anno in botti esauste. Dinamico e croccante al naso, dove si avvicendano note di peperone, salvia, ciliegia, scorza d’arancia e pesca noce. All’assaggio, seppur di buona rotondità, dimostra una notevole scorrevolezza.

Enò-trio – Dejanira, Terre Siciliane Grenache Igt 2021

Da una vigna secolare di 0,6 ettari a 1100 m d’altezza in contrada Nave, nel comune etneo di Bronte. Pigiadiraspatura e fermentazione spontanea in tini aperti, con malolattica; la produzione è inferiore alle 2000 bottiglie. Colpisce per i vividi toni di mora, ciliegia, susina e mela rossa, esaltati dall’escursione termica; note di macchia mediterranea accompagnano più tipici sentori speziati. Setoso e di grande corrispondenza in bocca.

Foto di apertura © Mauro Fermariello – Wine Stories

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© Riproduzione riservata - 02/12/2022

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