Degustazioni Degustazioni Elena Erlicher

Nals Margreid, la personalità è nel terroir

Nals Margreid, la personalità è nel terroir

Abbiamo assaggiato le annate in anteprima (meno una) dei bianchi di punta della Cantina cooperativa altoatesina Nals Margreid: Stein, Sirmian, Baron Salvadori, Mantele e l’iconico Nama. Nel calice le diverse espressioni di territorio delle 14 zone tra Nalles, Val d’Adige e Magrè da cui provengono le uve. 

L’obiettivo della Cantina altoatesina Nals Margreid è valorizzare il territorio differenziando i propri prodotti e puntando su un marchio riconosciuto a livello internazionale.
«Nals è il nostro nome, Margreid è il nostro cognome», ribadisce Gottfried Pollinger, direttore commerciale e CEO, che di questa filosofia è rappresentante e promotore con l’enologo e CEO Harald Schraffl. «Vogliamo essere riconoscibili e distinguerci dai nostri competitor con vini che esprimano il carattere di ogni zona di provenienza delle uve». E l’obiettivo è stato centrato a parere di quanti con noi hanno partecipato al pranzo di degustazione al Sine Restaurant di Milano, il 25 maggio, focalizzato sui bianchi della cooperativa in abbinamento ben studiato con i piatti dello chef-patron Roberto Di Pinto.

Gottfried Pollinger, direttore commerciale e CEO di Nals Margreid

Stein, Sauvignon moderno e tipico

Con l’aperitivo è stato servito lo Stein 2021, la versione più moderna del Sauvignon della Cantina. Nals Margreid nasce dall’unione di due storiche realtà cooperative altoatesine (nel 1985) e conta 160 ettari di vigneti (70% uve bianche e 30% rosse) di 138 famiglie di viticoltori, suddivisi in 14 zone tra Nalles, la Val d’Adige e Magrè, ad altitudini comprese tra i 200 e i 900 metri. La produzione totale si aggira sul milione di bottiglie l’anno. Nel caso dello Stein (30.000 bottiglie, 15 euro prezzo medio in enotca), le uve arrivano da Nalles; sono coltivate su suoli al 50% di porfido e al 50% calcarei, a 330-400 metri. È un Sauvignon non esagerato, quasi salato e con un’ottima spalla acida, che sa di agrumi, litchi, sambuco ed erbe aromatiche.

Splende la stella del Pinot bianco Sirmian

Ad accompagnare l’antipasto – crudo di ricciola, crumble di mais e gazpacho di pomodoro e fragola – il Sirmian (50.000 bottiglie, 30-35 euro), assaggiato nell’annata 2020. Il pluripremiato e storico Pinot bianco della Cantina non ha deluso le aspettative. Prodotto fin dal 1971, nasce nell’omonima località sopra Nalles, a 500-700 metri d’altitudine, da terreni compositi (calcare, gneiss, mica, ardesia e marmo) che ne forgiano il carattere. Oltre a una vinificazione in botti grandi e un affinamento sui lieviti di 8 mesi. Bianco longevo che arriva ai 15 anni, sa di pompelmo rosa, kiwi e timo e al palato ha spessore e sapida e lunga persistenza.

Baron Salvadori, campione rivale dei Borgogna

Il risotto al latte di mandorla, caviale di aringa e caffè di verdure (fatto proprio con la caffettiera da verdure essiccate) ha sposato il Baron Salvadori Riserva 2019 (25.000 bottiglie, 45-50 euro). Ci siamo spostati nella zona di Magrè in un singolo vigneto di uve Chardonnay, a 220-350 metri d’altezza; qui il clima più caldo è rinfrescato dall’Ora del Garda e suoli di ghiaia calcarea. Uve selezionate, rese basse, fermentazione e malolattica in barrique da 225 l, seguiti da 11 mesi in botte grande ne fanno un campione di stile internazionale, che alla cieca potrebbe rivaleggiare con i migliori Borgogna.

Il più complesso Sauvignon Mantele

Con la gallinella di mare all’acquapazza abbiamo degustato il Sauvignon Mantele 2019 (l’unica annata non in anteprima, 35.000 bottiglie, 30-34 euro). Il vigneto dove nascono le sue uve è di proprietà dello stesso Gottfried, che ne parla con il cuore: «Otto ettari sulla collina di Nalles a 350 metri, caratterizzati da un’elevata escursione termica giorno/notte danno vita a un Sauvignon dal carattere forte e deciso, denso e importante con un ricco insieme di aromi (erbe di campo, scorza di limone, mango, erba appena tagliata). Un bianco che arriva fino a 10 anni di vita!». 

I bianchi di Nals Margreid in abbinamento con i piatti dello chef-patron Roberto Di Pinto del Sine Restaurant a Milano

Nama, le due anime di Nals Margreid

Last but not least, il dessert di limone in varie consistenze ha accompagnato il Nama 2018 (solo 2.000 bottiglie e 500 Magnum, 180 euro), gioiello che esprime ai massimi livelli le due anime della Cantina altoatesina: quella di Nalles e della Valle dell’Adige (con il Pinot bianco al 6% e il Sauvignon al 4%) e quella di Magrè (con lo Chardonnay al 90%).
Il progetto prende il via dopo la visita del winemaker australiano (Eden Valley) Stephen Henschke, che intuisce le potenzialità dei vigneti del territorio. In collaborazione con l’Università di Bolzano vengono selezionati i viticoltori che dimostrano il rispetto assoluto per la natura. Fermenta e affina 18 mesi in piccole botti di rovere; dopo l’assemblaggio, segue una maturazione di 9 mesi in acciaio e 1 anno in bottiglia. La 2018 è la seconda annata prodotta, la prima è stata la 2016. Vino elegante, internazionale e di grande freschezza, che sa di mela, pera, mandorla, zenzero e fiori di acacia, con note affumicate.

Foto di apertura: Nals Margreid conta 160 ettari di vigneti. Sono suddivisi in 14 zone tra Nalles, la Val d’Adige e Magrè, ad altitudini comprese tra i 200 e i 900 metri

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© Riproduzione riservata - 10/06/2022

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