Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Hey French, il metodo multivintage secondo Pasqua

Hey French, il metodo multivintage secondo Pasqua

La Cantina veronese Pasqua, che unisce heritage centenario e forte carica innovativa, presenta la Edizione n.2 di Hey French, bianco multi-vendemmia, frutto dell’unione di quattro annate e tre varietà, Garganega, Sauvignon e Pinot bianco. Il terroir è quello vulcanico del Soave.

In Italia, eccezion fatta per le bollicine, la strada dei vini multi-vendemmia è decisamente poco battuta, per non dire deserta. Ad aprire un varco ci ha pensato la Pasqua con Hey French, you could have made this but you didn’t. Il nome, originale quanto il progetto enologico che lo sottende, dice già moltissimo sulle ambizioni aziendali: sottolineare come l’enologia tricolore non sia seconda a nessuno, dimostrando che anche da noi ci sono terroir capaci di produrre vini dall’appeal mondiale.

Pasqua Hey French
Riccardo Pasqua e Filippo Bartolotta durante la Masterclass che si è tenuta a Palazzo Bovara

La masterclass a Milano Wine Week

L’occasione per assaggiare Hey French, oggi sul mercato con la Edizione n.2, è stata la masterclass organizzata da Pasqua il 6 ottobre a Palazzo Bovara durante la Milano Wine Week. La degustazione, coordinata dal wine educator Filippo Bartolotta con Riccardo Pasqua e l’enologo Carlo Olivari, ha permesso di comprendere la complicata genesi e l’evoluzione di questo prodotto decisamente fuori dagli schemi.

Un terroir straordinario

Tutto comincia nel 2013. La famiglia Pasqua è alla ricerca di un vigneto per la creazione di un grande bianco veronese. Lo trova sul fianco del Monte Calvarina, nell’area più orientale della denominazione del Soave. Gli appezzamenti si estendono per 4 ettari e mezzo, con impianti a guyot (circa 5 mila ceppi per ettaro) e a pergola (3.500 ceppi) esposti a sud-ovest. Nella parte più elevata della collina l’altitudine raggiunge i 600 metri; il terreno è di tipo basaltico eruttivo, di origine vulcanica.

L’idea del multivintage

Dopo le prime sperimentazioni in vigna e le prove di cantina, vista l’altissima qualità della materia prima a disposizione, si decide di aspettare, di non uscire subito sul mercato con un vino d’annata, ma di collezionare le migliori vendemmie del decennio e metterle a sistema per creare un superbianco a base di Garganega (in prevalenza), Sauvignon blanc e Pinot bianco, frutto dell’unione di quattro diverse vendemmie.

Vinificazione e annate

La vinificazione prevede una macerazione di 10 ore sulle bucce. Segue la fermentazione a basse temperature con lieviti selezionati; il 10% della massa svolge la malolattica. Otto mesi di affinamento in barrique e tonneau di II passaggio e una successiva sosta in acciaio prima della messa a punto del blend. L’Hey French Edizione n.1 è l’unione delle annate 2013 (20%), 2015 (30%), 2016 (25%) e 2017 (25%); nell’Edizione n.2 esce di scena la vendemmia 2013 ed entra la 2018 (in questo caso le percentuali di riferimento, in ordine cronologico sono: 20, 20, 30, 30). All’interno di ciascun vintage la quota di Garganega varia dall’80 al 90%; il Sauvignon e il Pinot bianco occupano entrambi tra il 5 e il 10%.

Le caratteristiche dei vintage

I partecipanti alla masterclass durante la Milano Wine Week hanno degustato singolarmente tutti i vintage selezionati (2013, 15,16,17 e 18) e infine le due Edizioni di Hey French frutto della loro combinazione. L’annata 2013 si è distinta per la nota tostata e i tratti balsamici; la 2015 per una mineralità spiccata di pietra focaia. La 2016 rappresenta un punto di incontro tra le precedenti, con una nota più verde di genziana. All’opposto la 2017 offre un frutto maturo, tropicale, a tratti sciroppato, pur in un quadro di bella acidità. Nella 2018 tornano le note erbacee, la melissa e il lemongrass.

Hey French Edizione n.1 e 2 a confronto

I due blend finali, frutto di un lungo e complesso lavoro di incroci e assaggi, regalano ad entrambe le edizioni grande freschezza e struttura, con un ampio bagaglio floreale e fruttato che fa da contraltare ad una profonda mineralità, garantita in primis dal terroir vulcanico. Lanciata nel 2019, Hey French Edizione n.1 affascina per la sua nota salina ben bilanciata da una bocca avvolgente, speziata, ricca di sfumature fruttate e tostate. L’Edizione n.2 è più giovane, agile e dinamica, anche grazie all’aumento della quota complessiva del Sauvignon e del Pinot bianco. La croccantezza del frutto non impedisce di cogliere una nota sussurrata di croissant. Grande stoffa e profondità aromatica. Entrambe le etichette hanno davanti a loro almeno un decennio di storia e un’evoluzione decisamente sorprendente.

Foto di apertura: durante la masterclass i partecipanti hanno degustato singolarmente tutti i vintage selezionati (2013, 15,16,17 e 18) e poi le due Edizioni di Hey French frutto della loro combinazione

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© Riproduzione riservata - 12/10/2021

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