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Assoenologi, export 1º trimestre 2013: -1,9% in volume ma +9,8% in valore

27 Giugno 2013 Civiltà del bere
Come se l’è cavata il nostro vino fuori dai confini nazionali nei primi tre mesi dell’anno? I dati VMU (Valore medio unitario) sull’export gennaio-marzo 2013 elaborati dal Centro studi di Assoenologi parlano di una leggera flessione dei volumi (-1,9%) che farebbe passare gli ettolitri di vino prodotti da 4,8 a 4,7 milioni, a fronte però di una crescita in valore che sfiora il +10% (per la precisione +9,8%), superando la soglia di 1,1 miliardi di euro. LE VENDITE CRESCONO. LO DICE MARTELLI - «La scarsa produzione 2012, il calo delle vendite nel periodo natalizio e i ritocchi dei listini di inizio anno, avevano fatto prevedere che nei primi tre mesi del 2013 le nostre performance sarebbero state calmierate. Invece no, e anzi le vendite di vino italiano non solo tengono ma crescono», commenta il direttore generale Assoenologi Giuseppe Martelli. UNA BOTTIGLIA SU CINQUE NEL MONDO è ITALIANA - «Ovviamente il discorso non è omogeneo», prosegue Martelli, «nel senso che ci sono vini che il mercato richiede maggiormente e quindi aziende sulla cresta dell’onda e altri che è sempre più difficile collocare con strutture che boccheggiano. Ma alla fine il risultato è più che positivo: una bottiglia di vino su cinque venduta nel mondo è di vino italiano. Una scalata che fino a pochi anni fa era inimmaginabile e che oggi invece sembra inarrestabile». BENE GLI SPUMANTI, IN CALO I FRIZZANTI - Entrando nel dettaglio, tra le tipologie è quella degli spumanti a segnare una significativa crescita dei volumi esportati: +13% sullo stesso periodo 2012, da 325 a 367 mila ettolitri. Al contrario i vini tranquilli subiscono una decrescita del -2,4%; tale somma deriva dal -1,8% registrato dal prodotto in bottiglia (che passa da 2,5 a 2,45 milioni ettolitri) e dalla flessione del prodotto sfuso -3,4% (da 1,58 a 1,52 milioni ettolitri). Le cose peggiorano per la categoria dei frizzanti, che perdono il -9,9% passando da 412 a 372 ettolitri. Per maggiori dettagli consultare il sito www.assoenologi.it

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