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Arriva il Brunello 2021 “fragrante e verticale”. Le Riserve 2020 sono l’opposto

15 Gennaio 2026 Alessandro Torcoli Toscana
Arriva il Brunello 2021 “fragrante e verticale”. Le Riserve 2020 sono l’opposto
A Benvenuto Brunello in degustazione 370 etichette da 123 Cantine

Il nostro commento dopo la presentazione in anteprima delle ultime annate immesse sul mercato. Due esperienze quasi contrapposte, per tutti i gusti, con qualche criticità che perdura sul fratello minore Rosso di Montalcino

Alla fine del 2025 siamo stati a Montalcino per il consueto appuntamento di presentazione delle annate debuttanti a Benvenuto Brunello. Oltre 150 assaggi in due giorni, ma eravamo in due, ci hanno consentito di selezionare alcuni vini che a nostro modo di vedere esprimono ad alti livelli tipicità e piacevolezza (li scoprirete domani) e di cogliere anche l’impressione complessiva sui millesimi presentati: 2021 e 2020 per la tipologia Riserva. C’erano anche alcune decine di Rosso di Montalcino e qualche Moscadello, ma i primi, pur avendone apprezzati una manciata, ci hanno disorientati. Sono state presentate troppe annate differenti, troppe interpretazioni stilistiche, ancora poca convinzione nel farne un vino di alta gamma. E i secondi rappresentano ormai una micro nicchia di nostalgia.

Confermata l’analisi dei Master of wine

Partiamo da un commento sulle Riserve, dell’annata 2020, quindi analizzata nella sua essenza l’anno scorso. Qui potete leggere cosa ne abbiamo scritto al momento del debutto, prendendo la sintesi redatta da un pool di 8 Master of wine, in un nuovo progetto denominato “Brunello Forma”, innovativo metodo di valutazione delle nuove annate basato su criteri qualitativi e stilistici che tengono conto dell’interazione tra vitigno, clima e vino, e dell’eterogeneità del territorio per esposizione, altitudine e suoli. Della 2020 si diceva: “profilo accattivante e solare di frutta matura, solido equilibrio strutturale e grande piacevolezza di beva grazie ai tannini succulenti”.

Riserve 2020 di sole e calore

L’assaggio delle Riserve 2020 conferma sostanzialmente questa analisi, elevata a un livello superiore considerando il fatto che si tratta di selezioni, delle migliori uve destinate all’invecchiamento suppletivo. Quindi, vini di sole, di calore che anzi corrono il solo rischio dell’eccesso, di alcol e di maturità, per cui se qualche vino inciampa è solo per una sorta di vecchiaia precoce, con note olfattive avanzate che arrivano al fiore appassito, a discapito della brillantezza che infatti talvolta non c’è.

Andrea Lonardi MW presenta “Brunello Forma”, innovativo metodo di valutazione delle nuove annate basato su criteri qualitativi e stilistici

La nuova annata 2021 è più snella, a volte troppo

Per quanto riguarda invece l’annata 2021 è stata definita dagli 8 Master of wine come “fragrante, definita e verticale”. Il tavolo di degustazione era composto da Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi per l’Italia, Justin Knock e Michelle Cherutti-Kowal per il Regno Unito, Christophe Heynen (Belgio), Tone Veseth Furuholmen (Norvegia), Christy Canterbury (Usa) e Sarah Heller (Hong Kong). In effetti la 2021 si distingue per un profilo floreale e aromatico, “dal carattere preciso e stratificato. Un’annata equilibrata, in cui concentrazione aromatica, alcol e tannini trovano un’armonia naturale, con una profondità elegante che lascia prevedere un’evoluzione positiva nel tempo”.

Il dibattito è aperto

Unico rischio, in alcuni casi, di perdere la tipicità territoriale, soprattutto per certi versanti di Montalcino, come quello di sud-ovest, caratterizzato da maggiore calore e potenza, laddove si è cercato di seguire la moda di vini più leggeri e meno concentrati. Sul tema alcuni colleghi come Daniele Cernilli hanno aperto un dibattito centrato sull’identità.
In ogni modo, abbiamo assaggiato diversi Brunello di Montalcino 2021 davvero piacevoli per combinazione di freschezza, nell’aroma e al palato. Soprattutto dove si mantiene quella nota iodata che a chiudere gli occhi ci fa immaginare l’isola e il suo mare interno, come il “monte dei lecci” doveva essere nella preistoria.

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