Alto Adige Doc: 6 assaggi per scoprire l’annata 2021

Alto Adige Doc: 6 assaggi per scoprire l’annata 2021

La stagione 2021 ha dovuto fare i conti con le forti piogge d’inizio estate, ma il bel tempo registrato a ridosso della vendemmia ha permesso di raccogliere uve sane e di ottima qualità. La degustazione organizzata dal Consorzio Vini Alto Adige Doc mette alla prova del calice sei monovarietali emblematici: Sauvignon, Pinot bianco, Pinot grigio, Kerner, Gewürztraminer e Schiava.

«Straordinaria per i vini bianchi e da buona a ottima per i rossi». Così ha definito l’annata 2021 Eduard Bernhart, direttore del Consorzio Vini Alto Adige, durante il digital tasting di presentazione organizzato lo scorso 30 marzo per la stampa specializzata. «È stata una vendemmia tardiva, che si è svolta in condizioni meteorologiche ottimali», ha proseguito Bernhart. «Le uve sono maturate alla perfezione e, grazie alle sensibili escursioni termiche fra il giorno e la notte, hanno sviluppato forti note aromatiche. Il bel tempo di fine estate ha permesso ai viticoltori altoatesini di raccogliere grappoli molto sani e di qualità eccellente».

L’andamento climatico dell’annata 2021

Entriamo nel dettaglio stagionale. La primavera, più fredda della media, ha ritardato la fioritura da 10 a 15 giorni rispetto alla norma. Questo ha di fatto ridotto il pericolo delle gelate. La sfida maggiore sono state le precipitazioni abbondanti sopraggiunte in estate. A un mese di giugno decisamente secco è seguito un luglio estremamente piovoso, con intensi temporali. La grandinata di metà luglio, che ha imperversato dalla Bassa Atesina fino alla Val d’Isarco e alla Val Pusteria, ha ridotto le rese abituali in queste zone fino al -80%. Il bel tempo di fine estate ha propiziato completa maturazione dei grappoli e una qualità ottimale delle uve raccolte.

Focus sulle principali varietà bianche e rosse

In termini di volume, siamo ai livelli dell’annata precedente, ma si è registrato un certo calo per la Schiava. «Avendo portato in cantina uve molto sane, con buoni gradi zuccherini e di acidità, prevediamo un’annata di qualità superiore alla media per i vini bianchi dell’Alto Adige», ha precisato il direttore Bernhart. «Chardonnay, Sauvignon blanc e Pinot bianco spiccano per morbidezza mentre il Gewürztraminer sembra convincere di più quando le uve impiegate provengono da vigneti a resa più bassa». E i rossi? «Il quadro appare più variegato. Per la Schiava le rese sensibilmente più basse, i grappoli sani e spargoli con acini più piccoli, ma anche la buona gradazione zuccherina e la colorazione ottimale creano dei presupposti che per questo vitigno possiamo ritenere ottimali. Se i Pinot nero della Bassa Atesina meritano un “ottimo”, il Merlot e il Cabernet oscillano fra il buono e l’ottimo, mentre il Lagrein si attesta fra il medio e il buono».

Il primato resta dei bianchi, ma la produzione dei rossi aumenta

Durante il digital tasting via zoom sono stati ricordati i numeri dell’Alto Adige enologico, che oggi conta 5 mila viticoltori e 5.600 ettari di superficie vitata (di cui l’8% bio) per un totale di poco meno di 300 Cantine e 40 milioni di bottiglie all’anno, di cui il 98% certificato Doc. Da sottolinare l’avanzata dei rossi, pur nel quadro di un distretto vinicolo che resta a tiratura “bianchista”. Nel 2020, infatti, i vini bianchi rappresentavano il 68% della produzione, contro il 32% dei rossi. Nel 2021 il rapporto è passato al 64% e 36%. Utile, infine, il dato sulle bottiglie di spumante (Metodo Classico), pari a 400 mila bottiglie. Quella delle bollicine altoatesina resta una nicchia, ma sempre più apprezzata e in espansione.

Il tasting dei monovarietali più emblematici

Durante il tasting sono state degustati in anteprima cinque etichette targate 2021. Di seguito le relative tasting notes, che ci aiutano ad inquadrare meglio quanto detto circa l’andamento vendemmiale. Si tratta ovviamente di vini molto giovani, soltanto all’inizio del loro percorso e destinati a svelarsi più compiutamente nel corso dei prossimi mesi (e anni), ma che rivelano già in nuce tutto il loro potenziale.

Tenuta Kornell – Cosmas, Alto Adige Sauvignon Doc 2021

Da diversi appezzamenti a Settequerce Terlano, Auna di Sotto Renon e Ackpfeil Lana, tra i 200 e i 700 m di altitudine. Fermentazione e affinamento in acciaio. Nel calice un Sauvignon dal frutto croccante, con una mineralità spiccata. Fiori di sambuco, ortica, nespola a cui si aggiungono note esotiche di kiwi e ananas. Buona struttura e bella acidità.

Cantina San Paolo – Plötzner, Alto Adige Pinot bianco Doc 2021 

Da vigneti tra i 20 e i 50 anni esposti ad est sopra l’abitato di San Paolo (tra i 550 e i 650 metri). Fermentazione in botte grande, maturazione sui lieviti e malolattica parzialmente svolta. Un Pinot bianco piacevolmente morbido. Il corpo non inficia la bevibilità, al contrario aggiunge carattere al sorso. Sentori di biancospino, pesca e tiglio.

Cantina Cortaccia – Arenis, Alto Adige Gewürztraminer Doc 2021

Da terreni a 300-400 metri di arenaria rossa (da qui il nome Arenis) nella Bassa Altoatesina esposti ad est. Macerazione a freddo in pressa, fermentazione in acciaio e affinamento sulle fecce fini. Un bell’esempio di come il Gewürztraminer dell’Alto Adige abbia optato per un cambio di stile volto ad alleggerirlo e renderlo più approcciabile. Bouquet di gelsomino, spezie esotiche e rosa fanno da contraltare a una spalla acida e minerale. Intensità e freschezza da vendere.

Abbazia di Novacella – Alto Adige Kerner Doc 2021

Le vigne si trovano in Valle Isarco, nella conca di Bressanone tra i 650 e gli 800 metri. Tutto l’iter di produzione si svolge in acciaio. Un Kerner orgogliosamente figlio del suo terroir, in cui spiccano la freschezza e l’acidità che rendono il sorso vibrante e dinamico. Bouquet sensuale di fiori bianchi, albicocca e pesca, con uno sfondo di nocciola.

Nals Margreid – Hill, Alto Adige Pinot grigio Doc 2021

Le vigne crescono su una collina a sud di Magrè, tra i 220 e I 250 metri. Fermentazione di 3 settimane in acciaio, 5 mesi sulle fecce fini prima dell’imbottigliamento. Naso di pompelmo rosa, timo, mela, albicocca con un accenno di nota iodata destinato ad accrescere con il passare del tempo. Al palato la spalla acida ben definita è bilanciata da una struttura polposa. Chiusura piacevolmente minerale.

Rottensteiner – Vigna Kristplonerhof, Alto Adige Schiava Doc 2021

Da una vigna molto vecchia impiantata a pergola nel maso Kristplonerhof situato a Guncina, sui pendii del Monsocolo, con esposizione a sud-est e terreni porfidici. Fermentazione e affinamento in acciaio. È una Schiava dal piglio conviviale, pulita, verticale, decisamente beverina ma tutt’altro che banale. In primo piano note di fruttate ciliegia, mora, ma anche viola e sentori balsamici. Il giusto equilibrio tra freschezza e concentrazione.

Foto di apertura: nonostante l’Altro Adige resti una regione “bianchista”, la produzione di vini rossi in questi anni è in crescita © F. Andegassen

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© Riproduzione riservata - 03/05/2022

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