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Dama del Rovere, il sogno di Massimo e Davide Prà

19 Settembre 2016 Jessica Bordoni
È il 2003 quando i fratelli Massimo e Davide Prà, classe 1982 e 1986, fondano l’azienda Dama del Rovere a Brognoligo di Monteforte d’Alpone, nel Veronese. «Rovere fa riferimento a una grande quercia che sorge in uno degli appezzamenti di proprietà», spiega Massimo. «Nel fusto è stata scavata una nicchia dove abbiamo posizionato una Madonnina votiva, ed ecco spiegato il termine Dama. Questa parola, però, è anche l’unione delle prime due lettere dei nostri nomi: questa Cantina, infatti, è la nostra grande avventura».

Vignaioli raisonnés, in vigna con buon senso

Massimo e Davide si definiscono vignaioli raisonnés, credono cioè nell’importanza del “buon senso” e di scelte sostenibili, senza estremismi e rispettose della natura e del consumatore. Massimo è laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università degli Studi di Milano, con tirocini in Friuli, Franciacorta, ma anche in Francia (soprattutto Borgogna); mentre Davide ha frequentato l’Istituto agrario a Lonigo.

Dama del Rovere e il sogno della bottiglia

Prima di loro, anche il padre, il nonno e il bisnonno si sono dedicati alla viticoltura, limitandosi però al conferimento delle uve. «Papà aveva il sogno della bottiglia. Ha sempre prodotto con grande attenzione alla qualità e a dirla tutta gli dispiaceva dare via tutte le sue uve. Noi siamo cresciuti con questa mentalità e quando nei primi anni Duemila si è presentata l’occasione di acquistare delle vigne nella zona classica del Soave, in località Brenton di Roncà, non ce la siamo fatta scappare».

La produzione delle bollicine Durello

«Siamo partiti con la Garganega per la produzione del Soave Classico, per poi passare anche all’uva Durella. In realtà papà non voleva che producessimo bollicine. Racconto sempre di quando nel 2004 abbiamo aspettato che andasse in vacanza per avviare la spumantizzazione. Lui credeva che avremmo prodotto dei bianchi fermi, tradizionali e invece... Al suo ritorno, ci siamo appellati alla democrazia: eravamo due contro uno. Dopo qualche mese però anche lui si è dovuto ricredere: a dicembre le bottiglie di spumante Durello erano state già tutte vendute».

Cuore diviso tra Garganega e Durella

I vigneti si trovano a un’altezza compresa tra i 450 e i 500 metri e sono esposti ad est e nord-est. Il terreno di origine vulcanica, profondo e molto fertile, conferisce ai vini di Dama del Rovere profumi intensi e ricercati, buon corpo, una sapidità e l’inconfondibile finale di “mandola amara”. Due le uve di riferimento, entrambe autoctone: la Garganega, uva molto generosa e versatile; e la Durella per le bollicine, tra cui spicca il Durello Brut Metodo Classico affinato in bottiglia 24 mesi.

Più bottiglie, la stessa passione e sinergia

Oggi l’azienda produce cica 50 mila bottiglie e l’obiettivo per i prossimi anni è riuscire a mettere in bottiglia tutto il loro raccolto. «Vorremmo incrementare un po’ le vendite, allargare il nostro bacino di consumatori, ma questo senza stravolgere il nostro modus operandi, anzi. L’80% del nostro tempo lo passiamo lavorando tra la vigna e la cantina quindi è molto importante anche continuare a stare bene insieme e divertirsi. La sinergia e la passione non ci mancano».

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