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Hong Kong Wine Day 2 – L’Italia e il mondo

6 Novembre 2014 Alessandro Torcoli
Certamente l'Italia ha uno spazio significativo, qui alla Fiera di Hong Kong. Una parte coordinata da Vinitaly, qualche consorzio e qualche cane sciolto, alla maniera nostrana: in totale 164 aziende rappresentate, più di quelle locali (per lo più importatori) che sono 150. Una collettiva sempre poco coesa nell'immagine, con il gruppo di Vinitaly International che si presenta con una scenografia piuttosto semplice. Nell'area tasting di Vinitaly, un pubblico di una ventina di persone ha assistito quest'oggi alla presentazione, da parte del giornalista Antonio Paolini, del vino top nella Best Italian Award ideata da Luca Gardini e Andrea Grignaffini, ossia il Valpolicella di Dal Forno. E a seguire, i seminari di Ian D'Agata. AL DEBUTTO - Nei padiglioni internazionali, c'è stato un bel movimento in giornata: curiosità per il debutto della Bielorussia, della Colombia, ma soprattutto della Macedonia, con dieci produttori della regione di Tikves. Notevole lo spazio dell'Australia, con uno spazio generico e una collettiva della Yarra Valley, grazie all'impegno di James Zhou, il primo cinese ad aver investito nella provincia di Victoria. James ha riunito diverse aziende, e ha trasmesso una certa forza da parte della regione. Encomiabile. BEN IN VISTA - Tra le altre nazioni particolarmente visibili, oltre a Italia e Francia, ricordiamo la Spagna, che organizza seminari quotidiani molto basici, ma didattici per introdurre al pubblico le Denominazioni iberiche. Coordinata da Debra Mainburg, ha attirato notevole interesse la conferenza "Seize the wine", durante la quale si è parlato delle difficoltà della distribuzione in Cina, delle diverse occasioni di consumo, di Liv-Ex, l'indice che segue l'andamento dei Fine Wines alle aste. Ne è emerso in sostanza che sono ancora molte le opportunità in questa città, che si è ormai definitivamente aperto al commercio con la Cina. DA HK ALLA CINA - In mattinata, John Tsang Chun-wah, Ministro delle Finanze del Governo di Hong Kong, aveva ribadito il ruolo della metropoli come scalo per le merci destinate al Mainland, che non devono più subire controlli ma che transitano direttamente in Cina. Sono molti i modi con cui ci si può approcciare a questo immenso Paese, e dopo alcuni anni di abbaglio, un sano realismo oggi rende possibile un approccio concreto. L'interesse non manca, anche da parte di una classe media che comincia ad apprezzare il vino.

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