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Tra i progetti di Antonio Rallo lavorare a favore della neo-Doc Sicilia

29 Giugno 2011 Andrea Gabbrielli
Scambiamo qualche battuta con Antonio rallo, neoeletto presidente di Assovini. - Mi sembra che nel nuovo CdA Assovini la generazione dei quarantenni sia ampiamente rappresentata…. «Non solo quarantenni ma almeno tre sono al di sotto di questa età. In ogni caso molti di noi erano già nel consiglio, quindi conosciamo bene i meccanismi dell’Associazione e le sue potenzialità. Comunque a disposizione ci sono energie fresche e nuove idee». - Quali saranno le priorità da affrontare? «Entro luglio si terrà il rinnovato CdA  dove verrà  messo a punto il nostro piano triennale. Tra i punti salienti: la neonata Doc Sicilia, uno strumento di valorizzazione molto importante per noi; la gestione di Sicilia en primeur, una manifestazione che deve continuare a essere un riferimento; la continuazione dei nostri progetti di internazionalizzazione sia attraverso i fondi Ocm che il Psr. Rispetto a questi ultimi c’è da dire che abbiamo svolto un buon lavoro sia a Prowein che a Vinexpo così come ha funzionato il programma con l’Ice  nel 2010. Non a caso abbiamo portato – a costi bassi- tante piccole aziende nei mercati importanti dove hanno trovato nuove opportunità di commercializzazione». - Con la Doc Sicilia si aprono nuove prospettive per il vino siciliano…. «Intanto con la diminuzione delle rese previste dal disciplinare, la qualità media sicuramente aumenterà con delle ovvie conseguenze positive sull’immagine complessiva del nostro vino. Credo poi che la formazione di un Consorzio di tutela apra delle possibilità non solo per quanto riguarda i controlli ma soprattutto per la promozione. In ogni caso cercheremo di dare una visione di lungo periodo. Il giorno per giorno bisogna pur affrontarlo ma non si può fare solo questo se si hanno obbiettivi ambiziosi».    

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