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Annate storiche di vini mitici

21 Aprile 2010 Roger Sesto
Barolo principe della longevità Ormai da qualche tempo si comincia a parlare anche in Italia di verticali, di vini longevi, di aziende che conservano in listino vecchie annate per una futura commercializzazione, di Cantine che, pur non azzardando di accantonare antichi millesimi per prossime vendite, però ogni anno conservano una certa quantità di bottiglie per un proprio archivio storico, per organizzare delle degustazioni destinate agli addetti ai lavori o semplicemente per un proprio consumo personale. Sebbene con maggior lentezza, anche alcuni ristoranti ed enoteche particolarmente illuminati iniziano a recepire la tendenza e osano mettere in carta piccole verticali di una stessa etichetta. Sia chiaro, mentre in Francia fenomeni di questo tipo sono quasi una regola, di cui non si stupisce nessuno, da noi sono ancora delle strategie guardate con titubanza, se non con sospetto, con la subdola quanto insipiente insinuazione che decidere di mantenere in cantina una scorta di vecchie annate è sinonimo di non saper piazzare sul mercato tutta la propria produzione. Però qualcosa si sta muovendo, lo ribadiamo. Naturalmente, mentre i cugini d’Oltralpe applicano tale politica quasi indistintamente a vini rossi, bianchi e Champagne, da noi al massimo la si riscontra nei produttori di rossi da lungo invecchiamento. Vedere aziende italiane che serbano verticali di vini bianchi o di bollicine, questa sì che è ancora utopia, con rarissime eccezioni che si contano sulle dita di una sola mano. Alla luce di quanto sopra, abbiamo cercato di delineare una prima sommaria mappatura delle Case vinicole più interessanti capaci di muoversi con disinvoltura a livello di gestione di antichi millesimi, meglio se disponibili anche sul mercato, ma comunque fisicamente conservati in cantina per degustazioni tecniche. Abbiamo organizzato questo nostro ideale viaggio, come di consueto, da Nordovest a Sud, partendo naturalmente dal Piemonte. Data l’attitudine della regione a produrre vini da invecchiamento, siamo stati costretti a dividere la trattazione della stessa in due parti. In questo articolo parleremo dei “barolisti”, nella prossima puntata di tutte le altre zone, a partire dal Barbaresco. Quindi passeremo a Lombardia e Nordest, a Toscana, al resto dell’Italia centrale, al Sud e alle Isole. Cavallotto: la sostanza Fontanafredda: la collezione Bartolo Mascarello: la tradizione Giacomo Conterno: l'ortodossia Luciano Sandrone: la vocazionalità Marchesi di Barolo: la storia Michele Chiarlo: la modernità Oddero: l'internazionalità Pio Cesare: la longevità Podere Rocche dei Manzoni: la biodinamica Poderi Luigi Einaudi: la potenza

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