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Concorso nazionale del Pinot nero: i top 5 sono tutti altoatesini

21 Maggio 2026 Jessica Bordoni
Concorso nazionale del Pinot nero: i top 5 sono tutti altoatesini
I top 5 del Concorso nazionale del Pinot nero © K. Larcher

Medaglia d’oro alla Riserva Abtei Muri di Muri-Gries, seguita dalla Riserva Sanct Valentin della Cantina Produttori San Michele Appiano e dalla Riserva Linticlarus di Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof, che completa il podio. Oltre 100 vini in gara all’edizione 2026. Tutti espressione dell’annata 2023, da nove regioni

Il Pinot nero è un vitigno speciale, sfidante eppure amatissimo, una varietà da custodire più che da coltivare, specchio fedele del territorio e delle scelte stilistiche del produttore. In Italia, da ormai quasi trent’anni, viene celebrato durante le Giornate altoatesine del Pinot nero, storica manifestazione enologica che include il Concorso nazionale del Pinot nero. L’appuntamento è tradizionalmente nei borghi di Egna e Montagna (Bolzano), dove quest’uva di origine francese è di casa fin dalla metà del XIX secolo, e quest’anno la 28ª edizione si è svolta dal 15 al 18 maggio (ne abbiamo parlato in una recente puntata del podcast La barricata).

Vittoria alla Riserva Abtei Muri

Il Concorso nazionale del Pinot nero ha visto la partecipazione di oltre 100 vini in gara, tutti figli della vendemmia 2023, da nove regioni italiane. Grande exploit per la produzione altoatesina, che si è aggiudicata i primi cinque posti della classifica. In particolare la commissione di giuria  – composta da una quarantina di enologi, sommelier e giornalisti italiani, tra cui il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli – ha decretato la Riserva Abtei Muri di Muri-Gries quale miglior Pinot nero d’Italia annata 2023. Il disciplinare della tipologia Riserva prevede l’85% di uve Pinot nero in uvaggio e almeno 24 mesi di affinamento prima della commercializzazione.

L’exploit altoatesino

Medaglia d’argento per la Riserva Sanct Valentin della Cantina San Michele Appiano, seguita dalla Riserva Linticlarus di Tiefenbrunner – Schlosskellerei Turmhof. In quarta posizione si è piazzata la Riserva Monticol della Cantina Terlano, mentre il quinto posto è andato alla Riserva Lahn di Bergmannhof. Con soli 500 ettari vitati o poco più, l’Alto Adige nel corso dei decenni ha saputo costruirsi una reputazione internazionale nella produzione italiana del Pinot nero (inteso come vino rosso fermo) a partire dai celebri cru – dalla vendemmia 2024 finalmente Uga – Mazzon e Gleno, a cui si aggiungono gli emergenti distretti di Girlan e Appiano Monte.

I vincitori regionali

Accanto alla classifica nazionale, il Concorso ha stilato come di consueto una graduatoria regionale, premiando le migliori Cantine in rappresentanza delle diverse regioni partecipanti. Sul podio per l’Alto Adige Tenuta Muri-Gries con la Riserva Abtei Muri, per il Trentino Cantina Mori Colli Zugna con il Pinot nero Pendici del Baldo, per la Valle d’Aosta Grosjeans con il Vigne Tzeriat e per la Lombardia Conti Vistarino con il cru Pernice. In rappresentanza del Piemonte c’era Castello di Gabiano con il suo Pinot nero bio; del Veneto Borgo Stajnbech con l’omonimo Pinot nero Trevenezie Igt. Dal Friuli Venezia Giulia Castello di Spessa con il Pinot nero Casanova, dalla Toscana Fattoria di Cortevecchia con il Rossano e dall’Umbria Poggio Petroso con il Fab. Per la storia del Concorso, la lista completa dei vini partecipanti e la classifica dei vincitori 2026 si può consultare il sito della manifestazione.

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