Con 12,2 milioni di bottiglie e 180 milioni di euro di fatturato, il distretto spumantistico trentino affronta le sfide del presente con coerenza e spirito di coesione. Il territorio come punto di partenza e di arrivo. La crescita del valore percepito grazie all’investimento su Millesimati e Riserve
Dieci anni fa sul mercato c’erano 6 milioni di bottiglie targate Trentodoc, i volumi del 2025 si aggirano sui 12,2 milioni. Un raddoppio che certifica la parabola ascendente delle bollicine Metodo Classico trentine, il cui giro d’affari si attesta stabilmente intorno ai 180 milioni di euro. Ma l’incremento non è solo una questione di numeri e fatturato, riguarda anche e soprattutto il posizionamento valoriale e d’immagine. Oggi il Trentodoc rientra a pieno titolo nell’Ivy League della spumantistica italiana, al pari di Franciacorta, Oltrepò Pavese e Alta Langa Docg. Con quest’ultima, in particolare, la produzione trentina condivide l’altitudine come fattore specifico e distintivo.
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