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Caso Moncaro (quasi) concluso: Uve Unite acquisisce Montecarotto

Caso Moncaro (quasi) concluso: Uve Unite acquisisce Montecarotto
© R. Filippetti

Per 3,9 milioni di euro la neo cooperativa marchigiana rileva il polo produttivo del Verdicchio. Ancora invenduti molti altri lotti, tra i quali quelli “rossisti” di Acquaviva Picena e Camerano 

Forse parlare di rinascita completa è ancora prematuro, ma certamente la luce in fondo al tunnel ora c’è. La lunga e tormentata vicenda che ha visto protagonista la cooperativa Terre Cortesi Moncaro ha finalmente una data dalla quale ripartire e, soprattutto, un nome.

Moncaro rimane a maggioranza marchigiana

Martedì 26 maggio, la cooperativa marchigiana Uve Unite, o meglio, una società controllata da quest’ultima, si è infatti aggiudicata al primo giro una parte importante dei 37 lotti messi in vendita nell’asta telematica, aperta ufficialmente lo scorso 10 aprile. Commissariata a ottobre del 2024 e successivamente messa in liquidazione con 76 milioni di euro di passivo (31 dei quali ammessi), Moncaro è una delle realtà più importanti dello scenario vitivinicolo non solo marchigiano. Nata nel 1964, fino al 2022 aveva un fatturato superiore ai 35 milioni di euro, con un export di oltre il 25% e una raccolta di circa 50 mila quintali di uve l’anno, all’interno delle quali il Verdicchio rappresenta l’asse centrale.

Anche Terre Cevico tra i nuovi soci

Con l’offerta minima di 3.914.250 (il valore iniziale della stima era di 5.219.000), Moncaro Vitis, srl controllata per il 52% da Uve Unite e che vede all’interno della compagine societaria anche la presenza di un colosso del mondo cooperativistico emiliano come Terre Cevico, si è aggiudicata lo stabilimento di Montecarotto, ovvero il cuore pulsante di Moncaro e del Verdicchio. Rimane tutto sul territorio, quindi, nonostante i rumors di qualche mese parlassero dell’interesse anche di una realtà siciliana. Uve Unite, cooperativa che riunisce 90 soci del territorio nata l’anno scorso, si porta a casa quindi tutte le linee di imbottigliamento e il pacchetto composto dalle 52 etichette di Moncaro.

I due poli rossisti ancora alla ricerca di acquirenti

Non tutto è concluso. Tra qualche settimana ripartirà una seconda asta per gli altri lotti, che non hanno ricevuto nessuna offerta. In particolare, sotto i riflettori ci sono gli altri due poli di produzione, quello di Acquaviva Picena, acquisito da Moncaro nel 1999 (offerta minima fissata a 1.920.000 euro, valore iniziale 2.560.000 euro), e quello di Camerano (offerta minima e valore iniziale fissati a 1.220.500 euro), dalla cui fusione nel 1995 nacque Terre Cortesi Moncaro. Nessuna offerta è arrivata per i due poli rossisti, quelli per la produzione di Rosso Piceno e Rosso Conero. Forse un segnale dei tempi – vedi il momento di difficoltà di alcune tipologie di vino rosso – forse la mancanza di linee di imbottigliamento da parte dei due stabilimenti, bisognosi di importanti lavori di ristrutturazione, come riportano le cronache locali, fatto sta che si tratta di un patrimonio importante per il territorio.

Ottimismo tra le organizzazioni regionali

Tutte positive le reazioni da parte delle principali organizzazioni e dei loro rappresentanti regionali. “Noi, come CIA (Confederazione italiana agricoltori) abbiamo sempre seguito il caso Moncaro, perché molti dei soci conferitori della cooperativa erano nostri associati. Abbiamo sempre sostenuto i nostri soci conferitori, speriamo che anche Acquaviva Picena e Camerano abbiano esito positivo”, ha affermato in una nota ufficiale di CIA Marche il presidente Alessandro Taddei.

Vigneto e produzione al sicuro

Più o meno sulla stessa linea anche Federico Castellucci, presidente di Confagricoltura Marche e viticoltore a Montecarotto, nonché Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche, felici che una cooperativa locale, in pieno spirito mutualistico, abbia preso in mano l’eredità di Moncaro. Anche Michele Bernetti, presidente dell’Istituto marchigiano di tutela vini, in una dichiarazione rilasciata al Corriere Adriatico, si dice ottimista e, dopo aver messo in sicurezza la parte agricola e produttiva, ora spera che sia già a buon punto la parte commerciale, fondamentale per ripartire realmente.

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