Nel novero del suo bilancio rientrano l’uso dei materiali – come il vetro per le bottiglie e il sughero per i tappi – il consumo di energia e di acqua, il calcolo delle emissioni. Manca ancora una parte dedicata al suolo e alla sua gestione.
Tra le varie definizioni della parola ambiente (“spazio che circonda una certa persona o comunità”, oppure “spazio percepito da un individuo come contesto nativo, un territorio d’origine”), quella che meglio si adatta al discorso sulla sostenibilità esula da questo contesto locale per assurgere a un orizzonte globale: l’ambiente è caratterizzato dai sistemi naturali – montagne, valli, isole, oceani, continenti – e dai processi che li modellano nel corso del tempo. La parola sostenibilità è in uso, dice il dizionario Zingarelli, dal 1823 e deriva da sostenibile, che è antecedente di un secolo e che oggi è impossibile non ricondurre a questioni ambientali: dunque sostenibile, secondo lo stesso vocabolario, significa “che rispetta l’ambiente, il territorio, evitando nel contempo l’impoverimento, anche nel futuro, delle risorse naturali”, mentre per sostenibilità s’intende la “compatibilità di un progetto, di un’attività e simili con la salvaguardia, anche nel futuro, degli equilibri ambientali e sociali”.
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