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Il Sud Italia visto dalla stampa estera. È un momento d’oro

14 Ottobre 2021 Anita Franzon
Il Sud Italia visto dalla stampa estera. È un momento d’oro

Il giornalista statunitense Robert Camuto non ha mai nascosto l’amore per le sue origini italiane e per i vini di quei luoghi che, insieme alla nonna, visitò per la prima volta quando ancora era un bambino. Nel suo lavoro per Wine Spectator e come autore di libri sul vino, molto spazio è stato dedicato alla produzione enologica del Sud Italia, argomento centrale anche della sua ultima pubblicazione dal titolo South of Somewhere: Wine, Food and the Soul of Italy. Intanto, dall’estero arrivano altri incoraggianti segnali che dimostrano la grande attenzione verso le aree vitivinicole del Sud: a partire dalla Sicilia.

Per approfondimenti: Wine Spectator e Meininger’s Wine Business International


«Dal mio punto di vista di americano che vive e ama l’Italia, con un debole per il Sud italiano, questa è un’età d’oro per i vini delle regioni del Mezzogiorno», scrive su Wine Spectator Robert Camuto.

Il lato positivo del Sud Italia

Il giornalista ha appena pubblicato un libro sull’argomento: South of Somewhere: Wine, Food and the Soul of Italy. L’intento di Camuto è quello di raccontare la varietà della scena vinicola emergente nel Sud Italia nel 21° secolo. «Questa narrazione personale vuole anche trasmettere alcune lezioni dal Sud italiano, dove mi sono recato per la prima volta con mia nonna in un viaggio nella sua nativa Vico Equense nel 1968», aggiunge l’autore.

Il Sud incarna la cultura rinascimentale italiana

Secondo le parole del giornalista, la particolarità dell’Italia e, nello specifico, delle sue aree a meridione, sta nell’aver resistito a pandemie ed eventi catastrofici fin dalle epoche più lontane rialzandosi sempre a testa alta. La stessa cosa è successa nel settore enologico, che qui – nonostante una terra benedetta dal sole, da suoli vulcanici e da un’incredibile varietà di vitigni noti e meno noti – è rinato dopo un lungo periodo di crisi e oscurità perché frenato da fattori come povertà, criminalità e mancanza di visione e imprenditorialità. «Il Sud incarna la cultura rinascimentale italiana, l’ispirazione che viene fuori dalle ore più buie», scrive ancora Robert Camuto.

I tempi sono maturi e la nuova generazione di viticoltori lo sa

«Con un po’ di know how in vigna e in Cantina si possono fare grandi vini ovunque possano nascere delle buone uve. Il Sud Italia è maturo per il cambiamento», continua il giornalista, Per lui, oggi, le nuove generazioni di viticoltori intelligenti, istruiti, attenti all’ambiente e consapevoli del proprio terroir e delle tradizioni, nonché della scena vinicola globale, stanno lavorando – anche grazie al web e ai social media – per portare a casa i migliori risultati. Questo accade dalla Calabria alla Puglia, dal Vulture alla campagna laziale.

La crescita della Sicilia

Sono molti, infatti, i grandi terroir che stanno tornando alla ribalta, non tanto per via di qualche forza magica, ma grazie alle persone giuste al momento giusto. Produttori che con una visione, un po’ di investimento e tanto duro lavoro stanno cambiando il volto del Sud Italia vinicolo. A guidare questo cambiamento, secondo quanto scritto su Meininger’s Wine Business International, ci sarebbe la Sicilia, dove sempre più produttori di vino, anche dall’estero, approdano per fare importanti investimenti, in particolare – ma non solo – nell’area dell’Etna. Inoltre, molte grandi e storiche Cantine dell’isola hanno ultimato o stanno ultimando la conversione di tutti i loro vigneti all’agricoltura biologica e hanno costruito strutture ecosostenibili; tutto ciò è supportato da un vertiginoso aumento delle vendite nell’ultimo anno.

Foto di apertura: i vigneti sull’Etna di Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita

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