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Speciale Toscana: La Cura

29 Ottobre 2012 Emanuele Pellucci
Ecco l'undicesimo dei 22 ritratti aziendali dedicati alla regione Toscana: La Cura di Massa Marittima (Grosseto). Sull'argomento sono già on line anche la panoramica regionale delle Doc e Docg I nostri report: Toscana e i dossier sulla Cantina Banfi di Montalcino (Siena), Carpineto di Greve in Chianti (Firenze), Casale Falchini di San Gimignano (Siena) Castello di Bolgheri (Castagneto Carducci, Livorno), Castello di Querceto di Greve in Chianti (Firenze), Castello d'Albola di Radda in Chianti (Siena), Fattoria di Grignano di Pontassieve (Firenze), Fattoria di Magliano (Magliano in Toscana, Grosseto), Fontodi di Panzano in Chianti (Firenze) e Tenuta Le Mortelle di Castiglione della Pescaia (Grosseto).

Ricchezza e maturità alla base della visione enologica

UNA TRA LE PIU' INTERESSANTI CANTINE DELLA ZONA. IL SUO MERLOT, UN CAPOLAVORO VINCITORE ANCHE DEL CONCORSO DEI MERLOT D'ITALIA DI ALDENO. LA COLLABORAZIONE CON L'UNIVERSITA' DI PISA Tra le ultime del Grossetano a ottenere la Doc, l’area vinicola di Massa Marittima, che ha nel Monteregio il vino di riferimento, ha espresso in pochi anni interessanti potenzialità qualitative sia tra le grandi sia tra le piccole-medio aziende. La Cura nasce nel 1968 quando Andrea Corsi, dopo aver acquistato la vecchia azienda agricola basata sull’orticoltura e sulla cerealicoltura, decise di impiantare due ettari di vigneto iniziando l’avventura nel settore del vino. Le prime bottiglie di bianco risalgono al 1999, mentre il primo rosso a Doc Monteregio di Massa Marittima arriva l’anno successivo. Nel frattempo comincia ad appassionarsi e a dedicarsi direttamente della parte tecnico-operativa il figlio Enrico, a cui si deve l’attuale successo aziendale. IL MERLOT LA CURA - Nel 2001 entra nel mercato il Merlot La Cura, il vino bandiera dell’azienda, vincitore nel 2010 del concorso dei Merlot d’Italia di Aldeno (Trento), capace da subito di mettersi in luce tra le etichette di questa tipologia, che proprio nella costa toscana trova uno dei suoi terroir d’eccellenza. A Massa Marittima, da quel momento in poi, La Cura diventa una tra le più interessanti aziende vitivinicole del comprensorio della Maremma enoica, conquistandosi un posto non secondario tra i produttori dell’area. La filosofia produttiva privilegia un approccio ecologico per la lavorazione del suolo e delle vigne, grazie al coordinamento dell’Università di Pisa, che è anche il principale partner tecnico dell’azienda. E, anche in cantina, gli interventi enologici sono decisamente ridotti al minimo. Lo stile punta a vini ricchi e maturi, ben sostenuti dal rovere, all’insegna della potenza e della concentrazione, come la Maremma ha storicamente offerto. LA PRODUZIONE IN VIGNA E IN CANTINA - Gli ettari coltivati a vigneto sono oggi 12 e si trovano nel cuore della Doc Monteregio di Massa Marittima, nella fascia delle Colline Metallifere. Le principali varietà allevate sono Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Ansonica, Vermentino, Malvasia, Trebbiano e Chardonnay, per una produzione complessiva di 30 mila bottiglie. Il portafoglio dei prodotti aziendali comprende, oltre al Merlot, il CabernetS, ottenuto da un uvaggio di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, affinato anch’esso in barrique, il Predicatore, originale vino dolce ottenuto da Merlot con piccole aggiunte di Aleatico, e i vini a Doc: il Monteregio di Massa Marittima Colle Bruno e Brecce Rosse, quest’ultimo affinato in barrique di secondo passaggio, e, l’ultimo nato, il Maremma Toscana Doc Cavaliere d’Italia. La produzione dei bianchi comprende, invece, il Vermentino Valdemar e il Trinus, uvaggio di Trebbiano, Malvasia e Chardonnay, affinato in barrique. L’azienda è impegnata anche sul fronte ambientale attraverso un impianto fotovoltaico di un MW di potenza, con il quale produce energia elettrica che sfrutta per tutte le proprie attività.

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