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Vinitaly 2019: l’edizione più grande di sempre

12 Aprile 2019 Anna Rainoldi
Vinitaly 2019: l’edizione più grande di sempre

Con 4.600 aziende espositrici da 35 Paesi, per un totale di 100 mila metri quadrati netti espositivi, Vinitaly 2019 si conferma l’edizione più imponente mai realizzata alla fiera di Verona. Ma la macchina organizzativa si è già rimessa in moto, in vista dell’edizione 2020: dal 19 al 22 aprile.

Numero record di espositori e spazi occupati per la 53esima fiera vinicola di Verona. Sul fronte incoming, invece, Vinitaly 2019 si conferma in linea con l’edizione precedente, con la presenza di 125mila visitatori da 145 nazioni. Ma la fiera registra un interessante incremento del pubblico specializzato e dei buyer esteri accreditati: 33 mila in tutto, +3% dal 2018. E una cospicua presenza istituzionale, con la visita del presidente del Consiglio, dei due vicepremier, del presidente del Senato, del ministro delle Politiche agricole e del Turismo, e a livello europeo con il commissario per l’Agricoltura.

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Incentivare la partecipazione del trade italiano e internazionale è fra gli obiettivi di Veronafiere

Focus: pubblico sempre più selezionato

“È stato il Vinitaly più grande di sempre, ma da domani saremo già al lavoro per migliorare ancora” commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. Selezionare i visitatori in fiera, incentivando la partecipazione del trade italiano e internazionale, resta un obiettivo centrale. “Registriamo molta soddisfazione da parte degli espositori e questo significa che la svolta intrapresa nel 2016 è la direzione da seguire”. Sul fronte internazionale, a Vinitaly 2019 è stata annunciata un’importante novità: “Dopo quella in Brasile, abbiamo lanciato la nuova piattaforma di promozione Wine To Asia, attiva dal 2020 in Cina, a Shenzhen”, conclude Danese.

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L’ingresso della 53esima edizione di Vinitaly

Chi c’era a Vinitaly 2019

I Paesi di provenienza più gettonati per i 33 mila operatori stranieri presenti si dimostrano Stati Uniti (+2% sul 2018,, Germania (+4%), Regno Unito (+9%), Cina (+3%) e Canada (+18%). Bene anche il Giappone, che incrementa del +11% il numero dei buyer: “Un risultato che, sommato agli altri registrati dal Far East, supporta la nostra scelta di creare un nuovo strumento di promozione permanente dedicato all’Asia”, precisa Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Sul fronte opposto, anche gli appuntamenti “fuorivinitaly” dedicati agli appassionati sono stati molto partecipati: Vinitaly and the City ha visto la presenza di 80 mila wine lover tra Verona (70 mila) e i tre borghi storici della provincia: Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave (in tutto 10 mila presenze).

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I buyer stranieri presenti a Vinitaly 2019 erano 33 mila (+3%)

Un evento internazionale e digital

“Una delle cifre di questa edizione di Vinitay è stata l’internazionalità, con l’ulteriore incremento del 3% dei top buyer presenti tra i padiglioni”, ricorda Mantovani. “Merito delle ulteriori risorse investite sull’attività di incoming, con la selezione e gli inviti da 50 paesi target e la collaborazione con Agenzia Ice. Ma questo è stato anche un Vinitaly sempre più digital e connesso che ha certificato la centralità nella nostra community globale della Directory online in nove lingue, che conta più di 4.500 aziende e 18mila vini (+20%) e ha registrato oltre 1 milione di visite nelle ultime due settimane. Senza dimenticare il debutto della geolocalizzazione nei padiglioni, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta”.

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