Il vino? Si può ascoltare. Paolo Scarpellini (classe 1953) si autoproclama Sound Sommelier dopo 20 anni di critica giornalistica musicale e altri 20 come giudice e reporter su varie testate. Il suo credo? Considerare il vino come “musica da bere” e la musica come “vino da ascoltare”. Ecco quattro abbinamenti tra vino e musica suggeriti dal nostro Sound Sommelier. Per info: www.psmusicdesign.it.
Pop
Dom Pérignon Plénitude 2 2003

Henri Salvador– Petite Fleur
(dal 45 giri omonimo, 1960)
Il cantautore delle colonie e il Dom Pérignon Plénitude 2 2003? Parlano francese. L’iniziale cascata di archi invita l’occhio sul paglierino brillante e la fine, persistente bolla dello Champagne. La voce suadente induce poi al naso fiori bianchi, il vibrafono limone candito, le trombe frutta secca, il coro pasticceria. Al refrain gli archi incremano il palato, sul quale la voce salita di tono lancia sprazzi di morbida, agrumata sapidità. Nel finale, il rapido pieno di archi contrasta la lunga, iodata e amaricante persistenza.
Canzone d’Autore
Etna Bianco 2023 Giovanni Rosso

Franco Battiato – La stagione dell’amore
(dall’album Orizzonti Perduti, 1983)
Il vulcano e il cantautore? Del terroir, così come l’Etna Bianco 2023 Giovanni Rosso. La tastiera iniziale porta subito l’occhio sulla tinta giallo paglierino dai riflessi verdognoli. Parte la voce, e al naso affiorano limone e zenzero candito: la batteria elettronica li riveste di erbe aromatiche e fiore di chinotto. Spetta al ritornello poi indurre al palato freschezza e vivacità, con gli archi elettronici che spargono pizzichi croccanti di sale su un ananas maturo. Il finale audio a sfumare appaia una chiusura sapidamente lunga.
Canzone d’Autore
Barbaresco Crichët Pajé 2007 Roagna

Paolo Conte – Sijmadicandhapajiee
(dall’album Una faccia in prestito, 1995)
S’intendono in dialetto piemontese, il cantautore e il Barbaresco Crichët Pajé 2007 Roagna. All’inizio, i tamburi portano la vista sul bel rubino dai riflessi granati nel calice. Poi, un’allegra fisarmonica dà la sveglia e apre alle narici rosa appassita, mentre il piano pesta marasca; la voce evoca foglia secca, la chitarra carruba, il contrabbasso goudron. Il ritmo impellente irrompe quindi in bocca con dinamici tannini: la fisarmonica dà acidità, l’oboe sapidità. Chiusura enosonora molto lunga e armoniosa, dai ritorni speziati.
Pop
Armagnac Le Passeur 1973 Pébérère

Dalida & Alain Delon – Paroles paroles
(dal 45 giri omonimo, 1973)
Un successo francese del 1973 per un distillato coevo e conterraneo, l’Armagnac Le Passeur 1973 Pébérère. Prima, l’orchestra sottolinea la tinta ambra dai riflessi bronzei nel calice. La voce maschile ispira quindi pera all’olfatto, quella femminile poi prugna secca; la ritmica intanto sambeggia caffè tostato, gli archi sospirano liquirizia, la chitarra scioglie cioccolato fondente. Al ritornello, Dalida porge al palato liquirizia: gli archi sfoggiano legni, la chitarra scorza d’arancia. Finale lungo, suadente e amaricante.