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Querciabella presenta la Gran Selezione e i suoi prodromi

Querciabella presenta la Gran Selezione e i suoi prodromi

Una degustazione ci ha fatto conoscere la genesi dei nuovi Chianti Classico di questa azienda di riferimento. Tre Gran Selezione che portano in etichetta i nomi dei comuni (Unità geografiche aggiuntive). Intrigante Radda, con un plus di freschezza donato da un 30% di raspo 

Ha debuttato il 26 marzo a Milano, da Cracco in Galleria, la Gran Selezione di Querciabella, Cantina di riferimento del Chianti Classico e in particolare di Greve. Fondata nel 1974 da Giuseppe “Pepito” Castiglioni che immagina vini divenuti icone, come Camartina e Batàr, l’azienda si estende su 94 ettari vitati tra Chianti Classico e Maremma. Oggi Mita Castiglioni, alla guida dal 2024, ha arricchito la sua gamma con tre nuove preziose etichette, Gran Selezione 2021 da singole Uga, che sono sul mercato da questa primavera 2026.

Il team di lavoro

«Ringrazio i miei figli Andrea e Selene, l’amministratore delegato Roberto Lasorte, e l’enologo Manfred Ing», ha detto Mita Castiglioni nell’introdurre una degustazione speciale, che ha ripercorso a ritroso le origini di questi vini, vigneto per vigneto. «Ringrazio anche Luca Currado (Vietti), senza il quale non saremmo qui». Currado, in effetti, collabora da 19 anni con la famiglia e ha di fatto formato l’enologo Ing. Il resto della squadra, per inciso, è composto da tanti giovani, di cui molte ragazze. Dopo 16 anni di sperimentazione sul Sangiovese assaggiamo quindi le prove più significative. Si tratta di vini di territorio, espressione dei comuni e dei luoghi.

Una sperimentazione sul Sangiovese di 16 anni

Nel 2010 sono cominciate le micro-vinificazioni, per esaltare le caratteristiche delle vigne. «Il Sangiovese è il camaleonte del territorio», ha detto Manfred Ing, e in questa tenuta è sempre stato monitorato, dato che il Chianti Classico viene da 50-60 parcelle distinte: non da singola vigna, dunque, ma la migliore espressione del villaggio d’origine. Nel capitolo che si apre ora, invece, il comune e la vigna sono decisivi. Ripercorriamo insieme gli assaggi: sono loro a raccontare la storia. Una curiosità un po’ da nerd: questi cru sperimentali sono in vendita, anche se in quantità molto limitate, come Igt Toscana e l’etichetta riporta ogni dettaglio, portinnesti compresi.

La lunga strada che porta alle Uga

SA-GR (Sangiovese di Greve) 2010 *****

Un’annata speciale, con molta pioggia in primavera, ma alla fine sono state selezionate le uve più mature, che hanno determinato una notevole densità al palato. Il bouquet è di tabacco, marmellata, piccoli frutti, nota fumé e di sottobosco. Complesso, intrigante e maturo nell’espressione, ma pur sempre vibrante, grazie all’altezza di Greve. Finale sapido e umami.

SA-GR (Sangiovese di Greve) 2011 ****

Annata calda, è stata necessaria particolare precisione nei tempi e nelle modalità. Simile alla 2015, di quelle torride insomma. Al naso esprime prugna, note tipiche ematiche, frutto sorprendentemente fresco (per l’annata) di more e mirtilli e chiusura di composta di fragole. Appagante, pieno, non privo di freschezza, con tannino preciso, tipicamente sabbioso.

SA-RA (Sangiovese di Radda) 2011 ****

Qui siamo su galestro, puro e roccioso, che trasmette un vino più concentrato e riservato. Il frutto rosso è più timido, la ciliegia è sotto spirito, cui si accostano caffè e tabacco Virginia. Ha vibrante acidità e tannino scoppiettante, fresco. Negli anni sono passati gradualmente dal legno piccolo a quello grande. «Il Sangiovese si esprime meglio nel legno grande», ha dichiarato Ing, «perché lascia esprimere frutto e genius loci».

SA-GA (Sangiovese di Gaiole) 2011 ****

Siamo 6 km più a sud, su rocce di calcare (alberese). La raccolta è avvenuta alla fine della stagione, conservando pienezza e freschezza. È un vino ricco e maturo al naso, con intenso frutto rosso di fragola, note balsamiche, felce e di erbe mediterranee, prugna e tabacco. Caldo, ricco, da tannino vibrante, leggermente astringente con finale speziato e tostato.

SA-GR (Sangiovese di Greve) 2016 *****

È l’annata «che tira la linea», dice Ing. È anche la nostra preferita. Bene la 2015, ma questa 2016 ha slancio e freschezza. Vino tipico, con ricchezza di tabacchi, frutti rossi e neri (ciliegia), finale balsamico dolce. Fresco e maturo al contempo, equilibrato ed elegante, senza bisogno di cercare concentrazioni.

SA-RA (Sangiovese di Radda) 2016 ***

Un naso intenso e ampio che spazia dalle fragole al caffè. In bocca è elegante ed equilibrato, con un tannino fresco e leggermente pungente, che chiude in qualcosa di metallico.

SA-GA (Sangiovese di Gaiole) 2016 n.c.

Profumo intenso dai toni leggermente più scuri, dal sottobosco alla prugna per arrivare ai tabacchi. Esprime maturità del sorso. Prugna, tabacco, tannino denso e leggermente ruvido, persistenza. Stranamente un po’ stanco e concediamo il beneficio del dubbio (bottiglia infelice?).

SA-LA Chianti Classico Gran Selezione Lamole 2021 ****

Prima annata di Uga, piccole parti del vino provengono da annate precedenti, per compensare e portare freschezza o pienezza. «Il cappello sommerso tira fuori il meglio», spiega l’enologo specificando un dettaglio di fermentazione. Curiosità di Lamole: qui la gradazione può essere anche più bassa di un grado. Al naso il frutto è intenso, dolce, fresco, balsamico (felce). La bocca è severa, con freschezza e tannino deciso. «A Lamole il tannino è più impostato», commenta Ing. «Mentre a Greve più generoso e ampio, anche se Querciabella si trova a Rufoli, in un punto particolarmente alto, da cui un plus di acidità (che abbiamo notato e appuntato anche sopra, nel SA-GR 2011). Altra curiosità di Lamole: fino gennaio 2027 non possono vendere questo vino come Lamole, perché in questa Uga hanno deciso di ritardare le uscite, per cui in etichetta troveremo solo il nome SA-LA.

Chianti Classico Gran Selezione Greve 2021 ***

In questo caso, per la torrida annata, il vino esprime potenza e maturità. Il naso è intenso, pieno e balsamico, con note di ciliegie sotto spirito, composta di more e fragole, caffè, una nota fumé, tabacco. Al palato è concentrato con tannino severo e deciso.

Chianti Classico Gran Selezione Radda 2021 *****

Un naso spettacolare, intensamente balsamico e fresco, con succo di ciliegia, scorza d’arancia e After-Eight. Unico vino in cui Ing ha usato un 30% di grappolo intero e il risultato è premiante. Palato fresco e profondo, il tannino piacevolmente pungente.

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