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Dalla sala degli antenati entriamo nella galassia Frescobaldi

Dalla sala degli antenati entriamo nella galassia Frescobaldi

A Nipozzano, negli ambienti dell’affascinante castello medievale, accompagnati dai responsabili delle singole tenute (età media 35 anni) scopriamo alcuni tra i vini più emblematici proposti dalla famiglia fiorentina

L’11 giugno i marchesi Frescobaldi, rappresentati da Lamberto, ci hanno aperto le stanze del Castello di Nipozzano per un’utile panoramica sulle proprietà toscane. L’incontro, alla presenza dello storico consulente dell’azienda, Niccolò D’Afflitto, e dell’agronomo Michele Brandi (in azienda dal 1986) è stato interessante anche per la modalità adottata: per ciascuna tenuta è scelto un solo vino (tranne che in due casi), presentato dall’enologo responsabile della tenuta. E una piacevole constatazione sta nell’età media dei collaboratori: 35 anni.

Il messaggio delle radici

Durante il suo saluto Niccolò D’Afflitto ha sottolineato la complicazione di lavorare in dieci luoghi differenti, ma tutti nella medesima regione e utilizzando spesso anche lo stesso vitigno (il Sangiovese). Per esaltare le identità specifiche «ogni volta devo cambiare d’abito», ha detto, ma «siamo fortunati, perché la Toscana è molto varia per climi e terreni».
Ha quindi ricordato il più prezioso insegnamento dalle sue esperienze bordolesi: l’uomo può giocare una parte importante nell’espressione dei terreni. «Nel 1996-97, appena arrivato a Nipozzano, abbiamo estirpato una vigna degli anni Settanta, scoprendo che le viti avevano un apparato radicale molto limitato, e che quindi non potevano trasmettere molto del suolo». Secondo D’Afflitto è necessario un rapporto di almeno 80cm di profondità per 120 di ampiezza: «Il messaggio è proporzionale all’apparato radicale. Inoltre, un apparato sviluppato contribuisce a mantenere la continuità produttiva e riduce l’alea».

L’importanza del sovescio

Un capitolo speciale è stato dedicato, nell’introduzione di D’Afflitto e dell’agronomo Brandi all’importanza del sovescio, nell’esaltare la diversità e i caratteri specifici del luogo: è fondamentale valutare con precisione il tipo di semina più adatto.
«In ogni vigna introduciamo essenze differenti. Per modificare il clima possiamo fare poco», ha dichiarato D’Afflitto, «mentre siamo in grado di mantenere vivo e reattivo il terreno. Io e Lamberto», ha concluso D’Afflitto, «abbiamo realizzato il 90% degli impianti del gruppo, li conosciamo bene».
Venendo dunque brevemente alla fertilizzazione verde (ma vorremmo tornare presto su questo argomento affascinante), Michele Brandi ha raccontato questo «mosaico, una sfida agronomica per diversità. Il sovescio – o meglio la fertilizzazione verde – è un modo per valorizzare il meglio di ogni tessera. Questi semi hanno un’energia straordinaria». In particolare, sono quattro le famiglie botaniche utilizzate: graminacee, leguminose, crucifere e boragginacee. Ciascuna ha un ruolo specifico ed è adatta un certo tipo di suolo.

Veniamo quindi al mini tour delle tenute, che si è svolto nella sala degli antenati di Nipozzano, e procederemo in ordine di assaggio.

Castello Pomino – Leonia

Ettari: 108, tra i 400 e i 750 metri, destinati prevalentemente alla produzione di bianchi e spumanti. La proprietà di trova a 35 km a est di Firenze. Presenta: Camilla Tanini, fiorentina, 29 anni. In questa tappa, sono state proposte tre referenze di Metodo Classico, compresa una rarità.

Il Leonia Pomino Brut Doc 2022 è uno spumante ottenuto da uve Chardonnay e Pinot nero di Pomino, in altitudine, la cui base s’affina per un 30% circa in barrique. Ha un perlage raffinato, naso delicato di crosta d’agrume e mandorla verde. Spumante gentile e versatile.

Il Leonia Pomino Rosé Doc 2020 si presenta con un colore elegante, petalo di rosa, e si distingue per le note di frutti rossi e di mela matura. Il perlage è persistente, al palato ha ottima presa e si chiude con una nota fresca finale, unita a ricordi di frutto abbastanza maturo.

Eternelle 2014 è la rarità (circa 6mila bottiglie prodotte). Un cru Blanc de blancs (solo Chardonnay) che si trova a 700 metri d’altitudine. Affinamento di 9 anni sui lieviti, percentuale superiore di maturazione in legno per il vino base, rispetto a Leonia. Profumo etereo e ampio con note di pasticceria, agrume e zenzero, tocco di zafferano.  

Castello Pomino

Presenta: Ugo Olivieri, marchigiano di San Benedetto del Tronto, 35 anni, responsabile dell’imbottigliamento per il gruppo ed enologo di Poggio a Remole.

Il Benefizio ha da poco celebrato i suoi 50 anni, nato con la vendemmia 1973. È un Pomino Bianco Riserva Doc, annata 2023, “il primo Chardonnay italiano vinificato e affinato in barrique” (10 mesi), prodotto a 707 mt. Storia antica: la varietà pare sia stata voluta da Leonia degli Àlbizzi nel 1855, moglie di Angiolo Frescobaldi. Vino di longevità e struttura, profumo intenso di frutto maturo (pesca, melone); al palato di corpo, caratterizzato da vaniglia e frutto esotico.

Tenuta Ammiraglia

Ettari: 170 a vigneto. Inaugurata nel 2011, rappresenta la Toscana più moderna e mediterranea, a Magliano in Toscana. La cantina è stata disegnata dall’architetto Piero Sartogo. Presenta: Enrico Ronconi, padovano, 48 anni.

Il grande progetto votato e vocato ai rosati. In particolare, colpisce sempre per freschezza e complessità Aurea Gran Rosé presentato nell’annata 2023. Profumo elegante di pesca bianca, spezie delicate, ananas e pompelmo. Al palato è setoso, morbido, con freschezza finale e tocco tannico. Ha classe e può sostenere qualche anno di invecchiamento.

Tenuta di Perano

Ettari: 250 circa, di cui 92 di Chianti Classico, a Gaiole in Chianti, tra i 400 e i 500 metri. Acquistata nel 2017. Presenta: Maria Puggioni, sarda di Olbia, 36 anni. I terrreni si caratterizzano per l’alto contenuto di scheletro e per le forti pendenze (15-20%).

Di classe e potenza Rialzi Chianti Classico Gran Selezione Docg 2021. Da vigneti molto alti, sui 600 metri, terreno drenante, con differenze termiche che passano anche dai 40 ai 26 gradi che esaltano gli aromi. Il vento porta salubrità e freschezza. Naso complesso con note fresche e balsamiche, insieme a frutti rossi e neri. In bocca dominano i piccoli frutti con freschezza ed eleganza. Si affina per 24 mesi in barrique, già ben integrata nel frutto.

Tenuta CastelGiocondo

Ettari: 815 di cui 235 a vigneto. Acquistata dai Frescobaldi nel 1989, si trova a Montalcino tra i 300 e i 450 metri. Presenta: Davide Bozzon, Treviso, 31 anni.

Vigna Ripe al Convento Brunello di Montalcino Riserva Docg 2019. Ha un’espressione molto tipica di Brunello, con note di tabacco, prugna e frutti di bosco, soprattutto lampone. Ha potenza, eleganza, calore alcolico, struttura. Nasce da 8 ettari situati tra i 420-450 metri, esposti a schiena d’asino tra est e sudest, su suoli argillosi composti da strati sovrapposti pressati dal mare.

Castello Nipozzano

Ettari 300, situati a 25 km a est di Firenze, dove anche la produzione di olio (Laudemio) è importante. Presenta: Lorenzo Portaro, di Bagni a Ripoli, 32 anni.
Da questa tenuta assaggiamo due cru.

Partiamo dal Montesodi Chianti Rufina Riserva Docg 2022. Il vino entra nel progetto TerrAelecte sotto la cui egida rientrano alcuni produttori del Rufina che promuovono l’unicità del territorio, caratterizzato dall’alta collina e dai passaggi di vento che generano utili sbalzi termici. È un Sangiovese in purezza, che porta i tratti tipici, in versione fresca e snella: al naso liquirizia, ciliegia e frutti rossi si sposano a un tipico gesso; in bocca il tannino è deciso, vibrante l’acidità (pH 3,35) con tocco finale balsamico. Un grande cru, con esposizioni diverse che consentono agli enologi di scegliere, soprattutto in annate calde.

L’altro cru è Mormoreto Toscana Igt 2022, da uve Sangiovese con un 15% di Cabernet Sauvignon, con affinamento in barrique. Si presenta a tinte intriganti e scure, note di more, spezie dolci e corbezzolo.

Tenuta Calimaia

Ettari: 70, a circa 300 metri d’altitudine, su terreni di origine pliocenica in una delle “Pievi” storiche, quella di Cervognano, che ora si può ostentare fieramente in etichetta. Presenta: Rachele Patelli, franciacortina, 27 anni.

Il vino si chiama Viacroce, Vino Nobile di Montepulciano Cervognano Docg 2021, con 24 mesi di botte grande, è ampio, accogliente, morbido: al naso legno, liquirizia dolce, frutto rosso maturo. In bocca esprime larghezza e morbidezza.

Tenuta Castiglioni

Ettari: 513, di cui 148 a vigna. È la più antica proprietà di famiglia, a Montespertoli in Val di Pesa a sudovest di Firenze, nella zona dei Colli Fiorentini. Presenta: Enrico Nesi, di Prato, 39 anni.

Il Giramonte Toscana Igt 2022 è un cru di Merlot (90%) e Sangiovese (10%), 18 mesi di barrique, dal colore intenso, ha profumo deciso di lampone e composta di albicocche, dolcezza di spezie; in bocca grande concentrazione di frutto, potenza e morbidezza che strizza l’occhio a un gusto cosmopolita.

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