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Nasce la Casa dei Vini di Calabria. Due sedi: Cirò e Lamezia Terme

14 Febbraio 2011 Civiltà del bere
Il Consiglio regionale, nella sua ultima seduta del 31 gennaio scorso, ha deliberato la nascita della Casa dei Vini di Calabria. Con apposita legge, composta di ben tredici articoli,  prende forma la tanto attesa Enoteca regionale che avrà due distinti riferimenti: Cirò, in provincia di Crotone e Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, per l’innovazione tecnologica. Nell’articolo 1 della norma si afferma che «la Regione Calabria favorisce la conoscenza e la valorizzazione dei vini pregiati regionali, con particolare riguardo ai vini a denominazione di origine (DO) e a indicazione geografica (IG), ed ai marchi di qualità, nonché di altri prodotti derivati dalla lavorazione dell'uva e dei vini». Gli obiettivi sono molteplici e ambiziosi: valorizzare, in Italia e all'estero, i vini ed i prodotti derivati dalla lavorazione dell’uva; sostenere iniziative di promozione di immagine dei prodotti e dei territori attivate da soggetti pubblici e privati con l'Assessorato regionale all'Agricoltura; favorire iniziative per il recupero, la valorizzazione delle tradizioni e la ricostruzione delle identità economiche e culturali dei territori del vino e degli altri prodotti agroalimentari del territorio regionale; contribuire all'istruzione e formazione di figure professionali esperte nei settori vitivinicolo, nel marketing e nella comunicazione del vino; esporre permanentemente nella propria sede, o in eventuali sedi distaccate, in Italia ed all'estero, i prodotti, purché di alta qualificazione (nella mostra permanente, chiarisce la legge, possono essere esposti anche i distillati di vini, quali il brandy, e vinacce, quali la grappa, nonché prodotti alternativi derivati dall'uva); illustrare le caratteristiche e i pregi dei prodotti enologici regionali della Calabria e il loro consumo appropriato, attraverso la presentazione delle caratteristiche dei vini con degustazioni guidate da effettuare anche in apposite sale attrezzate; creare le sinergie opportune nella presentazione dell'immagine tra i vini ed i prodotti agro-alimentari tipici della regione; promuovere iniziative volte ad ottenere un miglioramento qualitativo dei vini prodotti in  Calabria. Ma la nascente Enoteca potrà anche, come attività esclusivamente strumentale e funzionale agli scopi istituzionali, svolgere attività di vendita dei prodotti esposti nella sede delle mostre permanenti e concludere rapporti di affiliazione per la concessione, a operatori del settore, del diritto di gestire punti vendita con formato espositivo, insegna, assortimento dei prodotti, simile a quello della mostra permanente; favorire i contatti fra soci e operatori del settore ed organizzare in nome proprio, anche per conto dei soci, la partecipazione a fiere, esposizioni, workshop, eventi culturali scientifici di promozione del vino. L'Enoteca regionale sarà, di fatto, un'associazione alla quale potranno partecipare enti pubblici, enti di diritto pubblico, consorzi di produttori vitivinicoli, cooperative del settore. Potranno inoltre far parte dell'associazione i consorzi di tutela e valorizzazione riconosciuti secondo la vigente normativa, gli operatori agricoli singoli o in forma associata, altri operatori che producono e commercializzano vini di qualità convenzionali o biologici imbottigliati. L'Enoteca regionale costituisce a tutti gli effetti, precisa la legge, una struttura d'informazione, di promozione, di aggregazione e di accoglienza turistica, anche in relazione alle botteghe ed alle strade del vino. L'Enoteca, inoltre, nasce per promuovere attività di istruzione, formazione, ricerca, nonché il servizio di assistenza tecnica alle imprese del settore. La Calabria, pur avendo una tradizione vitivinicola antichissima che risale alla Magna Grecia (o addirittura alla mitica Enotria), garantisce appena l’1% della produzione nazionale di vino e mosto, che passa a circa lo 0,5% se si tengono in considerazione i soli vini Doc e Igt. La produzione di vini di qualità, però, ha registrato negli ultimi anni positivi e forti segnali di crescita. La Calabria vanta 12 Denominazioni di origine controllata, la principale delle quali è quella del Cirò, e 13 Igt. Tali nicchie rappresentano un patrimonio importantissimo prima di tutto dal punto di vista culturale, e poi economico, perché sono il frutto di stratificazioni ultramillenarie. Preservano, inoltre, l’esistenza di vitigni autoctoni talora molto rari, ma anche di tecniche di lavorazione tramandate lungo i secoli. La Giunta regionale, su proposta del Dipartimento Agricoltura, entro tre mesi dall’approvazione della legge dovrà completare l’iter burocratico per il varo della Casa dei Vini di Calabria.
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