Masi Agricola, sincero e autentico Fresco di Masi

Masi Agricola, sincero e autentico Fresco di Masi

La storica Cantina della Valpolicella crea un nuovo concetto di fare vino, dando vita a Fresco di Masi, un “prodotto dei nostri tempi” realizzato con una lavorazione essenziale dal vigneto al calice. Il risultato? Un rosso e un bianco biologici e vegani di straordinaria fragranza: semplici come una volta, ma buoni come ci si aspetta oggi.

Fresco come il pane fragrante di forno, come l’acqua di fonte nel palmo della mano, come il grappolo d’uva appena colto. Così è Fresco di Masi, la nuova linea che la Cantina della Valpolicella ha appena lanciato sui mercati internazionali. Un rosso e un bianco Verona Igt biologici e vegani, che interpretano la rinnovata visione di sostenibilità di Masi Agricola. Il progetto si basa su un concetto rivoluzionario che sta riscuotendo sempre più successo: una produzione “per sottrazione” che minimizza l’intervento dell’uomo sulla natura, un ritorno alle origini e alla ricerca dell’essenza del vino.

Sincero e buono

«L’idea di Fresco di Masi nasce da qui», spiega Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola, coordinatore del Gruppo Tecnico e settima generazione alla guida della Cantina veneta. «Vini sinceri, all’insegna della genuinità, semplici come una volta, ma buoni come ci si aspetta oggi. Abbiamo ricercato il percorso più breve dal vigneto al bicchiere “uva-mosto-vino” e ottenuto vini moderatamente alcolici (12% vol. il rosso e 11% il bianco) e caratterizzati da un gusto immediato di frutta fresca».

Rosso da Corvina e Merlot, bianco da Garganega, Chardonnay e Pinot grigio

Il rosso, da uve Corvina (in prevalenza) e Merlot, sa di melagrana e ribes, in aggiunta alla nota tipica di ciliegia che lascia distinguere l’origine veronese. Il bianco nasce da Garganega, con l’aggiunta di Chardonnay e Pinot grigio, ed evidenzia aromi di agrumi, ananas e un delicato bouquet di fiori di campo.

Come nascono i Fresco di Masi


Le uve, per entrambi i vini, provengono da vigneti posti su un altopiano a destra del fiume Adige, in località di Zuane di Rivoli Veronese. I suoli sono basaltici caratterizzati da buona struttura, presenza di scheletro e sabbie. La gestione è biologica e prevede pratiche come la confusione sessuale, l’inerbimento tra i filari e nessun uso di pesticidi, erbicidi o altri prodotti chimici. I grappoli sono selezionati e raccolti manualmente, diraspati e pressati. Seguono poi iperossigenazione del mosto e decantazione naturale per gravità con successivi travasi. La fermentazione inizia in modo spontaneo, favorita da lieviti indigeni selvaggi. Non si esegue filtrazione e l’affinamento in acciaio dura 2 mesi. I vini sono vegani perché in tutta la filiera produttiva non si fa uso di sostanze di origine animale.

Anche il packaging rispetta l’ambiente

Il packaging è studiato nel massimo rispetto per l’ambiente. Le bottiglie sono leggere in vetro trasparente, i tappi di sughero agglomerato con polimero naturale e non c’è capsula per essere totalmente plastic free. Le etichette si contraddistinguono per la reinterpretazione in chiave moderna e con accostamenti cromatici inediti dei vini icona di Masi, come il Campofiorin e il Costasera Amarone.

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© Riproduzione riservata - 12/05/2021

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