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James Suckling «ambasciatore del vino italiano» per l’Istituto Grandi Marchi

9 Ottobre 2023 Matteo Forlì
James Suckling «ambasciatore del vino italiano» per l’Istituto Grandi Marchi

Il giornalista californiano premiato a Milano per il contributo offerto alla conoscenza del vino italiano di qualità nel mondo. L’associazione, che riunisce alcune tra le più prestigiose cantine nazionali, si allarga con l’ingresso di Tenuta San Leonardo.

Il benvenuto in famiglia alla Cantina San Leonardo e il “premio internazionale per la divulgazione del vino italiano” a James Suckling abbinati a risotto alla milanese, scottona scaligera e polenta con Bagoss e 18 vini prestigiosi. È il menù scelto per la tappa milanese dell’Istituto Grandi Marchi, che dopo il riscontro ottenuto a Stoccolma e Oslo, ha scelto il ristorante stellato L’Alchimia di Milano e le creazioni dello chef Giuseppe Postorino per i suoi nuovi importanti annunci. Cui si è aggiunto anche il battesimo del Gruppo Giovani, i figli dei produttori incaricati di ragionare sul passaggio generazionale e su come intercettare il pubblico under 30.

Californiano ambasciatore del vino italiano

Per Forbes “uno dei più influenti critici enologici al mondo”, Suckling è stato per quasi 30 anni senior editor e responsabile della redazione europea di Wine Spectator.
«Uno straordinario amico del vino italiano, da anni un punto di riferimento essenziale nella comunicazione di settore», l’ha definito il presidente di Igm Piero Mastroberardino conferendogli la targa, dopo Burton Anderson, Jens Priewe e Monica Larner. «Un impegno, il suo, in linea con la nostra missione: valorizzare il meglio della nostra produzione presso i mercati internazionali»».

Piero Mastroberardino, presidente Igm

Quattro decadi di cambiamenti

Studi in Scienze politiche e giornalismo e residente a Hong Kong, il giornalista californiano ha da sempre un legame speciale con l’Italia, dove risiede per almeno 5 mesi l’anno nella sua casa in Toscana.
«Mi occupo di vino da 40 anni e in questo periodo ho assistito all’evoluzione del vino italiano. La prima volta sono venuto qui nel 1983», ha raccontato Suckling, «lavoravo per Wine Spectator, che a quel tempo non aveva i soldi per potermi pagare la trasferta all’estero. Così mi feci prestare i soldi da mia madre. In quegli anni, i vini italiani, tranne alcune eccezioni, non erano nemmeno paragonabili ai grandi francesi: facendo fast-forward a quarant’anni dopo il cambiamento è veramente incredibile. Sono sicuro che la cantina che mio padre aveva a Beverly Hills oggi sarebbe piena di vini italiani. Lo dico per spiegare come l’Italia ora occupi una posizione incredibile nel panorama del vino, con vigneti spettacolari in posizioni ottime, con tanti territori dove si fanno vini con il cuore, unici al mondo».

Vessillo del vino italiano nel mondo

Istituto Grandi Marchi, associazione battezzata nel 2004, è il vessillo della passione con cui alcune tra le più importanti cantine promuovono il vino italiano sul palcoscenico internazionale. Insieme esprimono un fatturato di 600 milioni di euro (il 4,3% del giro d’affari totale del vino italiano nel 2022), di cui oltre il 55% all’estero con un valore di 350 milioni di euro (il 4,4% della quota export complessiva del vino tricolore del 2022).

La Tenuta San Leonardo entra nel Gruppo

Tenuta San Leonardo, della famiglia Guerrieri Gonzaga, in Trentino, è l’ultimo prestigioso nome che si è aggiunto a una lista che annovera Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Antinori, Argiolas, Col d’Orcia, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Jermann, Lungarotti, Masi Agricola, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, e Umani Ronchi. «Entrare a far parte di questo gruppo è motivo di grande orgoglio», ha commentato Anselmo Guerrieri Gonzaga. «L’associazione è nata poco dopo il mio ingresso nel mondo del vino al fianco di mio padre, e l’ho sempre vista come un traguardo e un simbolo d’eccellenza. Rappresenta una famiglia, un’unione di intenti e un tavolo di confronto importante per il presente e il futuro del vino italiano».

Foto di apertura: James Suckling con i titolari delle 18 aziende dell’Istituto Grandi Marchi

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