La produttrice Marina Cvetic, alla guida della Cantina abruzzese Masciarelli, gli imprenditori Giacomo Ponti e Micaela Pallini, rispettivamente presidente e past president di Federvini, e gli enologi di fama Graziana Grassini e Mariano Murru. C’è tanto vino nelle recenti decorazioni
L’ordine al merito del Lavoro e l’ordine al merito della Repubblica Italiana sono due tra le maggiori onorificenze che il Quirinale assegna ai cittadini italiani che si sono distinti nel loro impegno professionale e imprenditoriale, contribuendo alla crescita economica del Paese e al lustro del made in Italy. Quest’anno, in occasione degli 80 anni della Festa della Repubblica, il presidente Sergio Mattarella ha nominato 25 nuovi Cavalieri del lavoro, tra i quali non sono mancati rappresentanti del settore wine&spirits.
Il riconoscimento a Marina Cvetic
Tra i premiati del 2026 c’è Marina Cvetic, imprenditrice di origini serbo-croate, che dal 2008, dopo la scomparsa del marito Gianni, guida la storica azienda abruzzese Masciarelli. «Ricevere quest’onorificenza rappresenta per me un grande onore e una profonda emozione», ha dichiarato l’imprenditrice. «Questa notizia arriva in un anno particolarmente significativo, in cui celebriamo i 35 anni della linea Marina Cvetic. È un riconoscimento che desidero condividere con la mia famiglia, con tutte le persone che lavorano ogni giorno al nostro fianco e con il territorio abruzzese, che continua a ispirare il nostro impegno. Questo titolo appartiene anche alla visione di Gianni Masciarelli, che ha creduto fin dall’inizio nelle straordinarie potenzialità del vino d’Abruzzo nel mondo».
Le nomine ai dirigenti Federvini
Tra i 25 neo Cavalieri ricordiamo anche il novarese Giacomo Ponti, attuale presidente di Federvini e dell’omonima impresa di famiglia, attiva dal 1787 nella produzione di aceti e conserve vegetali.
«In un momento storico in cui le imprese sono chiamate non solo a competere, ma anche a generare fiducia, cultura e valore per le comunità, considero questa onorificenza un tributo a una storia imprenditoriale costruita nel tempo attraverso il lavoro, la qualità, il legame con il territorio e la capacità di innovare guardando al futuro», ha commentato. «Portare nel mondo il valore dell’agroalimentare italiano rappresenta per noi, prima ancora che un obiettivo industriale, una responsabilità culturale». Da ricordare anche la nomina a Cavaliere del lavoro della past president di Federvini, la romana Micaela Pallini, che rappresenta la quinta generazione ed è l’attuale presidente e ceo della Distilleria Pallini tra i maggiori produttori del limoncello di categoria premium.
L’onorificenza a Graziana Grassini
Accanto ai Cavalieri del lavoro, nel corso delle numerose cerimonie per la Festa della Repubblica svoltesi a livello regionale, sono stati nominati anche i nuovi Cavalieri al merito della Repubblica. Tra loro figura un’altra rappresentante femminile di primo piano del vino italiano. Si tratta di Graziana Grassini, enologa consulente di fama internazionale, che vanta collaborazioni del calibro di Tenuta San Guido e segue la produzione del mitico Sassicaia «Questo titolo mi onora e rappresenta un omaggio a tutte le persone che lavorano in modo serio, preparato umile», ha dichiarato la winemaker toscana. «Competenza tecnica, ascolto e interpretazione sono i tre elementi che distinguono un professionista e nel mio lavoro ho sempre creduto nei valori di misura, coerenza ma anche sensibilità. Ho sempre pensato che fosse importante portare un’emozione nel bicchiere, rispettando l’identità territoriale».
Onore al merito anche a Mariano Murru
Un altro enologo di lunga esperienza e comprovata bravura è diventato Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. Parliamo di Mariano Murru, storico direttore tecnico della Cantina Argiolas, ma anche attuale presidente di Assoenologi Sardegna. «Sono molto onorato e grato per questo importante riconoscimento che mi riempie di gioia e che condivido con la mia famiglia, che mi ha sempre supportato, e con tutte le persone che hanno collaborato con me in questi anni permettendo di raggiungere importanti risultati, sia in ambito lavorativo che associativo». Il riferimento è in particolare «alla famiglia Argiolas che ha voluto condividere con me i tanti progetti ambiziosi, concedendomi sempre fiducia e stima. Questa onorificenza sarà ancora più da stimolo per continuare l’opera di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo sardo attraverso la ricerca, l’applicazione costante e un instancabile lavoro di divulgazione e promozione».