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“Insoliti percorsi di gusto” con Santa Margherita

13 Giugno 2013 Jessica Bordoni
Non il classico tour, non il classico tasting. Il viaggio stampa organizzato dal Gruppo Santa Margherita dall’11 al 12 giugno si è dimostrato decisamente all’altezza del suo titolo: Insoliti percorsi di gusto. LA NUOVA SEDE, LE BELLEZZE DEL TERRITORIO - A spiegarci lo spirito dell’iniziativa è lo stesso amministratore delegato Ettore Nicoletto, che ha animato la due giorni insieme al presidente Gaetano Marzotto e a suo fratello  Stefano Marzotto, presidente di Zignago Holding: «Dopo i notevoli lavori di ristrutturazione – tra cui anche un importante progetto di autoproduzione di energia verde attraverso le biomasse – per la prima volta apriamo ai giornalisti le porte della nuova sede di Fossalta di Portogruaro (Venezia). Si tratta dunque di una presentazione ufficiale a tutti gli effetti, ma non solo. Pensiamo che per conoscere i vini di Santa Margherita e la sua filosofia produttiva sia imprescindibile visitare il territorio in cui essi nascono, alla scoperta dei beni naturalistici, artistici e ovviamente della tradizione gastronomica che caratterizza le nostre zone». LA GITA IN BARCA E LA CENA IN LAGUNA - Ecco  allora una suggestiva gita in barca pomeridiana in località  Valle Vecchia, vicino Caorle, navigando lungo un tratto dell’antica Litoranea Veneta fino a raggiungere un casone, la tipica costruzione dei pescatori, per un aperitivo con le flute della Linea 52: il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg Extra Dry e la versione Rosé. E poi ancora in barca fino al Ristorante I Casoni di Bibione, dove gli ospiti hanno potuto gustare una cena a base di pesce accompagnata dalle etichette top del gruppo. IL MENU E I VINI - Entriamo nel dettaglio del menu. Con la pasta Vesuvio al ragù di moscardino c’era il vino-simbolo Pinot Grigio Impronta del Fondatore, Alto Adige Doc 2012, omaggio al capostipite Gaetano Marzotto, nonno di Gaetano e Stefano Marzotto. Il Broetto di seppie con sardine e polenta bianca ha trovato un degno compagno nel Luna dei Feldi, Igt delle Dolomiti 2012, uno dei pochi blend di Santa Margherita: 40 per cento Chardonnay e il resto 30 per cento diviso tra Müller Thurgau e Gewürztraminer. Dulcis in fundo il Gelato al Cartizze creato dallo chef Enzo Ongaro accompagnato proprio dal Prosecco Superiore di Cartizze Docg in versione Dry. UN INSOLITO TASTING - Fin qui la cronaca della giornata di martedì 11. La mattinata di mercoledì 12 è cominciata con la visita, coordinata dal direttore tecnico Loris Vazzoler, dei locali che compongono la sede aziendale, dalla cantina alla bottaia, passando per gli ambienti che accolgono gli impianti per la vinificazione. Poi spazio ad un “insolito tasting”. Come ha spiegato il brand ambassador Alberto Ugolini: «Volevamo che non fosse la solita degustazione in cui noi “spieghiamo” le caratteristiche delle nostre etichette più rappresentative. Abbiamo pensato a un coinvolgimento diretto proponendo cinque vini da assaggiare e valutare alla cieca, tre bianchi e due rossi». Attraverso un “votatore”, ovvero uno speciale telecomando collegato a un pc, i giornalisti hanno espresso un giudizio numerico per definire il profilo sensoriale dei vari vini, chiamati anche a indovinare di che vitigno si trattasse. Il risultato? Risposte abbastanza omogenee e in linea con la mission di Santa Margherita: offrire referenze eleganti, prestigiose, che esaltano le peculiarità del territorio di origine. «Si è trattato di presentare le bottiglie del gruppo – il Pinot grigio Impronta del Fondatore, il Grillo Timpa Giada, il Muller Thurgau Kettmeier, il Pinot nero Maso Reiner e il Chianti Classico Vigneto di Campolungo –  in modo diverso, condividendole insieme. È uno stimolo per voi come per noi, per comprendere se i valori alla base del nostro lavoro si traducono in vini capaci di convincere chi beve. Dal nostro punto di vista l’attenzione al consumatore è fondamentale», ha concluso il presidente Gaetano Marzotto. IL VINO AL CENTRO DELL’ESPERIENZA ENOGASTRONOMICA - Dopo il tasting, i fratelli Marzotto hanno aperto le porte della loro casa di Portogruaro, per il light lunch finale. La villa si trova proprio di fronte all’edifico sede del municipio cittadino, donato dalla famiglia dopo la morte del nonno Gaetano Marzotto e scelto come stemma del gruppo vinicolo Santa Margherita. Durante quest’ultimo momento conviviale, prima dei saluti, l’ad Ettore Nicoletto ha tenuto a precisare «l’importanza del vino come esperienza enogastronomica in cui l’abbinamento con il cibo svolge un ruolo fondamentale. Oggi i gusti del pubblico stanno cambiando e noi continuiamo a farci trovare pronti con etichette di grande piacevolezza e bevibilità, nel segno dello stile e dell’innovazione». UN MOSAICO ENOLOGICO DA 16 MILIONI DI BOTTIGLIE - Il “mosaico enologico” di Santa Margherita, oltre alla casa madre e Torresella nel Veneto Orientale, comprende anche la tenuta altoatesina Kettmeir, la franciacortina Ca’ del Bosco, la siciliana Terreliade, le toscane Lamole e Tenuta Sassoregale per un totale di 16 milioni di bottiglie all’anno e un fatturato di oltre 95,3 milioni di euro di cui più del 60% realizzato all’estero. L’ultima acquisizione riguarda l’area del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, con l’acquisto di quattro ettari nel comune di San Pietro in Feletto (leggi il post Santa Margherita acquista 4 ettari (3 a Glera) sulle “Rive”).

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