Contrariamente a ciò che ritiene il senso comune, il vino non irradia, ma lascia segni che possiamo decifrare. Attraverso etichette, colori, gesti, parole, pratiche di consumo e soprattutto il linguaggio della degustazione, esso esprime significati differenti che lo rendono un prodotto culturale, al pari di cinema o teatro
Ricordate quando partecipavate alle prime lezioni dei corsi didegustazione? Guardavate il colore del vino dentro il bicchiere, annusavate il profumo alla ricerca delle analogie (viola, sambuco, ecc.) e niente. I nomi non emergevano dal bicchiere, almeno fino a quando l’esperto non diceva “ciliegia” e – zac! – la ciliegia tutto ad un tratto appariva di fronte al vostro naso.
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