In Italia

In Italia

Gli inattesi “veterani” di Monte delle Vigne

15 Luglio 2010 Roger Sesto
Situata a Ozzano Taro, a una ventina di chilometri a sud-ovest di Parma verso la Cisa, Monte delle Vigne è la dimostrazione che quando si lavora bene, con i giusti protocolli, i vitigni adatti e con l’ausilio di un enologo navigato come Attilio Pagli, anche aree giudicate più votate alla quantità che alla qualità possono offrire risultati perfino spettacolari. Due sono i vini ritenuti da Andrea Ferrari, patron della Cantina con Paolo Pizzarotti, più capaci di dare il meglio di loro nel corso degli anni: il Callas (Malvasia di Candia in purezza) e il Nabucco (Barbera 70% e Merlot 30%). «Callas ha subito un radicale cambiamento», racconta Ferrari, «a partire dalla vendemmia 2004. Non più fermentazione in barrique, ma solo acciaio, con un periodo variabile per il bâtonnage. Questa scelta ha permesso al vino di esprimere, senza bisogno di ulteriori affinamenti, la sua aromaticità e mineralità, con una beva facile e immediata. A una recente verticale, in cui si sono degustate annate a partire dalla 1999, questa Malvasia ha sfoggiato una straordinaria longevità, freschezza, integrità, pulizia. Caratteristiche che ora pubblico e critica cominciano ad apprezzare. La mia annata del cuore? Proprio la 1999; non solo perché segna il debutto del Callas, ma in quanto rappresenta la realizzazione di una mia ambizione: produrre un vino bianco aromatico, dunque già caratterizzato in partenza, vinificandolo in barrique!». E cosa ci dice del Nabucco? «È stato il mio primo vino fermo. L’ho pensato e l’ho sognato in un luogo dove solo i frizzanti avevano diritto di cittadinanza. Volevamo dimostrare che anche a Parma possono esistere vini con l’anima e la forza di vivere nel tempo: grazie alla freschezza della Barbera e a i tannini dolci del Merlot, l’obiettivo è stato raggiunto in pieno. Se devo citare le annate del passato più spettacolari, ancora presenti in cantina, direi sopra a tutte la 1998, assieme alla 1993, per tannini, polpa e profondità, la 1996 e 1997 per eleganza minerale e finezza».

In Italia

Luigi Veronelli, vita spericolata di un enoico giornalista

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

La cucina italiana, in divenire e aperta alle contaminazioni

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

“Moscato? Secco per favore”. Analisi di una tendenza

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

I vincitori del XLV Premio Masi

Il Premio Civiltà Veneta all’imprenditore Luigi Carlon, allo scienziato Nello Cristianini e […]

Leggi tutto

WOW! The Italian Wine Competition 2026. I premi speciali

Ecco i vini più meritevoli per tipologia, denominazione e tipicità, che hanno […]

Leggi tutto

La cucina italiana, condivisione delle diversità

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Meregalli, 170 anni di storia nel mondo del vino

Top player nazionale nella distribuzione di fine wines e spirits, nel 2026 […]

Leggi tutto

Ascesa, caduta e rinascita dello Chardonnay italiano affinato in legno

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Con RPS Uno di Adami la Glera prende un’altra strada

Nella nuova cuvée della storica Cantina di Valdobbiadene l’uva principe del Prosecco […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati